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Lega di A, più soldi dai diritti tv (De Siervo spiega come...)

Luigi De Siervo (ansa)
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La Lega di A guarda avanti: spera di chiudere entro l'anno il contratto sui diritti tv che andranno in vigore dal 2024. In passato c'erano stati troppi contenziosi, ora il presidente Lorenzo Casini vorrebbe che il bando d'asta, che uscirà presto, e poi le sicure trattative private portino ad un accordo prima della fine dell'annata sportiva. Non sarà per niente facile, ma la Lega ci spera. Mettendo in cassa oltre un miliardo di euro, magari 1,2-1,3.

"L'Italia è l'unico tra i grandi Paesi che non ha avuto un intervento serio di una telco all'interno dei diritti tv". Lo ha spiegato l'amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, a chi gli chiedeva a che punto fosse il prossimo bando per i diritti tv del massimo campionato. "Analizzando i ricavi in tutti gli altri 5 Paesi dei top 5 campionati - ha proseguito - si vede che il picco è sempre relativo all'ingresso di una telco all'interno del s…

La Lega di A guarda avanti: spera di chiudere entro l'anno il contratto sui diritti tv che andranno in vigore dal 2024. In passato c'erano stati troppi contenziosi, ora il presidente Lorenzo Casini vorrebbe che il bando d'asta, che uscirà presto, e poi le sicure trattative private portino ad un accordo prima della fine dell'annata sportiva. Non sarà per niente facile, ma la Lega ci spera. Mettendo in cassa oltre un miliardo di euro, magari 1,2-1,3.

"L'Italia è l'unico tra i grandi Paesi che non ha avuto un intervento serio di una telco all'interno dei diritti tv". Lo ha spiegato l'amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, a chi gli chiedeva a che punto fosse il prossimo bando per i diritti tv del massimo campionato. "Analizzando i ricavi in tutti gli altri 5 Paesi dei top 5 campionati - ha proseguito - si vede che il picco è sempre relativo all'ingresso di una telco all'interno del sistema distributivo di contenuti premium come quelli del calcio. Questo non è avvenuto per la tipologia delle telco in Italia, ma soprattutto perché all'estero sono consentite le vendite in 'bundle' aggregato di connettività e contenuto. L'impossibilità di fare questo 'bundle' ha danneggiato la Serie A e il calcio italiano, non consentendo che quegli investimenti, che arrivano da un perimetro che non è soltanto il prezzo per il numero di abbonati, potessero riservare".

Quanto al futuro bando per l'assegnazione dei diritti tv, "gli elementi innovativi sono quelli relativi al fatto che la durata per l'estero è già cambiata e per quella in Italia potrebbe allungarsi fino a 5 anni. Questo elemento consente anche a operatori nuovi, che oggi non sono presenti o lo sono marginalmente in Italia, di poter fare un investimento, perché la resa di un progetto come questo ha un percorso temporale sufficiente per ammortizzare l'investimento iniziale e riuscire a garantirsi i ricavi per 5 anni".

De Siervo ha toccato un altro tasto dolente, un problema su cui si batte ormai da anni. "Siamo tristemente noti per essere il paese del pezzotto, siamo il paese che ha il maggior numero di pirati in tutta Europa. Le forze dell'ordine hanno fatto un eccellente lavoro nel corso degli ultimi mesi, ma ci aspettiamo da questo governo un intervento importante perché dobbiamo riuscire ad intervenire".

Lega di serie C, Vulpis pronto a candidarsi

Marcel Vulpis, vicepresidente vicario e ora reggente della Lega di C dopo le dimissioni di Ghirelli, è ormai pronto a candidarsi alle elezioni del 9 febbraio. Votano 59 club, ci vogliono da 9 designazioni, sino ad un massimo, di 17 per potersi candidare. Servono 31 voti per essere eletti. Claudio Lotito avrebbe un suo uomo di fiducia, un dirigente conosciuto e stimato a Roma: ma i tempi sono stretti e non si sa se scenderà in campo. Vulpis intanto sta raccogliendo consensi (vedi Spy Calcio dell'11 gennaio) e a giorni potrebbe già ufficializzare la sua candidatura. Ha pronti anche i due vicepresidenti della sua lista, sono Alberto Di Nigro e Francesco Zicchieri. Ma c'è anche chi spinge perché queste elezioni vadano deserte e la Lega venga commissariata da Gravina. Una Lega che conta per il 17 per cento, non poco, nelle elezioni del presidente Figc che si terranno fra due anni. Per questo c'è molta agitazione.