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Malagò e il "pastrocchio". Cozzoli: "Pensiamo al futuro"

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò (afp)
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''I problemi del Paese sono tantissimi, ma quanto è stato dato dal Pnrr allo sport? Un miliardo al comparto sport. Siamo allo 0,5% dei circa 209 miliardi totali. Noi siamo i primi in molti sport ma siamo a pezzi con le palestre e l'impiantistica, già questo fa capire che non ci siamo. Poi di questo miliardo, sono stati dati 700 milioni al sistema e 300 milioni all'impiantistica. Quello che esce fuori è imbarazzante sugli impianti. Ma di quei 700 milioni, noi siamo il Paese, lo Stato, un Ente pubblico, di questi 700 milioni il Coni non ha avuto un euro dal Pnrr. È stata persa un'occasione più unica che rara. Questo è un dato di fatto. Oggi con il governo c'è un dialogo molto costruttivo su varie tematiche e sono ottimista, ma è chiaro che alcune cose vanno riviste''. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante il "Forum Osservatorio Valore Sport" allo stadio Olimpico, ribadisce un concetto che gli sta a cuore. ''Come è possibile che siamo tra i primi per risultati sportivi pur essendo così toccati dai provvedimenti normativi? Quei risultati non si faranno più, l'ho già detto. Se non cambiamo le politiche sulla natalità è impossibile farli di nuovo. A meno che non si acceleri moltissimo su altri settori, a cominciare ovviamente dal tema dell'impiantistica''. E spiega ancora: "Sul lungo periodo si gioca la credibilità dello sport italiano? Sì, se non c'è continuità di governo è impossibile riuscire a fare qualcosa fatta bene. Noi il 24 giugno del 2019 portammo a casa Milano-Cortina 2026, e da quel giorno a oggi siamo al quarto governo - ha detto ancora il presidente del Coni-. Ognuno di questi governi ha avuto una figura diversa dedicata alle Olimpiadi, e nel mezzo c'è stato anche ingresso in campo di Sport e Salute. Quale visione a lungo termine ci può essere in questo scenario? Così esce fuori un pastrocchio all'italiana...".

''Io parlo di futuro, non di passato. Dobbiamo guardare al futuro e non più indietro, i dati del passato ci servono ad avere una visione, non siamo qui per lamentarci. Avere un orizzonte comune per lo sport è quello su cui sta lavorando Sport e Salute su mandato del governo. E un tema è quello di migliorare la vita dei cittadini e delle comunità''. Il presidente e ad di Sport e Salute, Vito Cozzoli, non fa polemiche con Malagò, che nel suo intervento si era lamentato delle politiche del governo rispetto al Coni, parlando della mancanza di continuità politica degli ultimi anni come di un"pastrocchio all'italiana", "e al continuo cambiamento di interlocutori ci abbiamo messo anche l'ingresso di Sport e Salute...". I problemi principali, pare, sarebbero soprattutto sul territorio. Il ministro Abodi, appena insediato, 100 giorni fa, aveva promesso il suo interessamento per fare funzionare nel modo migliore Coni e Sport e Saluti. Dalle dichiarazioni di Malagò e Cozzoli non sembra sia stata trovata ancora una soluzione. Dalle parole, prima o poi, si dovrà pure passare ai fatti.

Abodi e le plusvalenze: "Governo non sarà soggetto passivo"

"Il mio messaggio è quello di un soggetto istituzionale che non vuole rimanere passivo o un osservatore di fattori degenerativi". Lo ha detto Andrea Abodi, ministro per lo sport e per i giovani, a margine della presentazione della Corsa del Ricordo, commentando un possibile intervento di governo visto il caso plusvalenze. "Non è mai un mio intervento, ma sarà collegiale. Non si interviene a gamba tesa su un argomento soltanto con il presupposto di migliorare il contesto. Ci sono le autonomie, ci sono i ruoli. Ma vogliamo dare un contributo per migliorare e quello che sarà di competenza del Governo verrà fatto di concerto con il Parlamento - prosegue - Serve poi senso di responsabilità: non abbiamo molto tempo perché percepisco la sfiducia dell'opinione pubblica e l'esigenza di comprendere le decisioni. Mi occuperò di questo, per far sì che si spieghino le decisioni prese e si metta un punto per ripartire". "Mi è successo in questi giorni di dirlo, sarà che sono intransigente nei miei confronti, ma penso più alle cose che non sono ancora riuscito a fare che a quelle che ho fatto fino a questo momento", spiega ancora Abodi, rispondendo a chi chiedeva un bilancio personale dopo i primi 100 giorni di governo.

Pancalli: "Con atleti paralimpici in corpi militari cambiamo cultura Paese"

"Per anni c'è stata una totale 'deresponsabilizzazionè da parte della politica nei confronti dello sport. Per questo ho sempre sostenuto l'importanza del ministero dello sport come cabina di regia delle varie istituzioni presenti". Lo ha detto Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, durante l'evento allo stadio Olimpico "Forum Osservatorio Sport". "Il benessere di un Paese si valuta su indice qualità della vita, non solo sul Pil, la dimensione sportiva va quindi associata a quella culturale.
L'arruolamento nei corpi militari, ad esempio, è un risultato straordinario, perché non è solo per gli atleti: attraverso questo risultato noi cambiamo il Paese dal punto di vista culturale", ha aggiunto il numero uno del Cip.

Forum Osservatorio Valore Sport": troppi sedentari e pochi impianti

L'obiettivo principale della prima edizione del Forum "Osservatorio Valore Sport" (organizzata oggi da The European House-Ambrosetti presso la Sala Autorità dello Stadio Olimpico di Roma), è ben definito: analizzare il settore sportivo italiano, con tutte le sue problematiche, e proporre strategie che lo rilancino. I dati spiegano che nel nostro Paese la gente è più interessata a guardare l'attività sportiva in tv piuttosto che praticarla. Secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), l'Italia è il 4/o Paese OCSE più sedentario tra gli adulti e il 1/o tra i bambini, e questo determina un costo sanitario stimato in 3,8 miliardi di euro annui. L'Italia poi è il sedicesimo Paese in UE-27 per spesa pubblica dedicata allo sport per abitante, con un valore di 73,6 euro pro capite, il 38% in meno rispetto alla media UE-27. Anche se lo sport attiva filiere industriali e servizi per un contributo al PIL di 24,5 miliardi di euro (1,4% del PIL nazionale) e occupa 420.000 persone, il Paese si posiziona terz'ultimo in Unione Europa per incidenza degli investimenti dedicati allo sport sul totale della spesa pubblica. "Lo sport deve diventare la base per la costruzione di un welfare attivo per il nostro futuro, che rischia di andare in grande difficoltà nel 2050", suggerisce il presidente del Comitato Paralimpico Italiano, Luca Pancalli. Secondo il numero uno di Sport e Salute, Vito Cozzoli, bisogna "stare nelle scuole e nei territori, tra la gente. Investire nello sport e nel sociale è il migliore rimedio possibile per tradurre i disvalori in valori, il disagio in coesione sociale, l'inattività e la malattia in benessere e salute". Quali sono le possibili soluzioni a tutti questi problemi? L'Osservatorio Valore Sport ha elaborato sei macro-proposte di policy. Innanzitutto la definizione di una visione di lungo periodo, denominata "2050 - Italia in Movimento" con una serie di obiettivi da declinare con il principio guida di 'Sport in all policies', passando per l'incremento degli investimenti destinati agli impianti sportivi, fino all'incentivazione dell'offerta e domanda di sport attraverso la leva fiscale e la semplificazione degli iter burocratici.

"Estra per lo sport", venerdì la premiazione al Salone d'Onore del Coni

Estra Spa, multiutility del settore energia che da anni è impegnata a sostenere la pratica sportiva e organizza il premio giornalistico, giunto alla V edizione ''Estra per lo Sport: raccontare le buone notizie'', anche quest'anno ha indetto la Call to Action ''Le buone notizie dello sport'', un riconoscimento economico dedicato alle associazioni che quotidianamente si impegnano per valorizzare la funzione educativa dello sport e che gode del patrocinio del Coni e del Cip. Nelle Regioni Abruzzo, Marche, Molise, Toscana e Umbria, che da sempre vedono una forte connessione tra Estra e il territorio, l'azienda ha deciso di premiare e supportare quelle realtà che, attraverso il proprio operato, sottolineano il ruolo dello sport come strumento di responsabilità sociale e di inclusione attraverso cui attuare azioni concrete a sostegno del territorio e della vita di comunità. Hanno partecipato 131 società (31 dall'Abruzzo, 31 dalle Marche, 13 dal Molise, 44 dalla Toscana e 12 dall'Umbria), un ottimo successo che cresce rispetto al primo anno (91 iscrizioni), considerando anche le difficoltà avute dalle società negli ultimi due anni a causa della pandemia e di una ripresa delle attività complessa e stentata. Venerdì 27 gennaio, al Salone d'Onore del Coni, si terrà la premiazione.