Gabriele Gravina è stato eletto presidente della Figc il 22 ottobre 2018, facilmente riconfermato per il suo mandato contro Cosimo Sibilia: non c'è motivo per cui non possa puntare al tris dopo i Giochi di Parigi 2024. Ha molte cose ancora da fare, il processo di riforma per tanti motivi (crisi delle Leghe inclusi) è andato avanti molto piano. Quest'anno sarà decisivo: non solo per la tanto attesa riforma dei campionati, che nessun presidente prima è riuscito a portare in porto, ma anche perché l'Uefa assegna gli Europei 2032 (l'Italia è rimasta in corsa con la Turchia, conta la politica d'accordo ma Gravina è in ottimi rapporti con Ceferin). Ora non ci sono più motivi per non tentare di fare una riforma dei campionati, non rivoluzionaria ma che possa lasciare il segno.
Gravina ha fortissimi alleati, trova qualche resistenza solo nella Lega di serie A ma ora dalla sua sua parte ci sta anche Matteo Marani, neopresidente della Lega Pro che pesa per il 17 per cento, come A e B messe insieme. Gravina ha spiegato: "Non sono preoccupato dall'esistenza del talento, ma del fatto che il talento non incontra mai l'opportunità. Aumentare il numero di italiani in rosa? L'obbligo non è in linea con il mio modo di pensare. Di sicuro, però, la formula 4+4 (4 giocatori di formazione nel vivaio del club e altri 4 formati nella federazione, ndr) lo ritengo bassa. Dovremmo lavorare su un graduale aumento (ma la Lega di A è contraria, ndr). Può essere una soluzione, ma non l'unica". Sulla riforma, Gravina ha aggiunto che "si sta lavorando" e che "non è un problema di B-2 o di nuove categorie, ma il problema è la cultura del mondo del calcio". "Sono preoccupato dalle condizioni generali - ha concluso Gravina - dobbiamo uscire dalla stagnazione. Il calcio non ha bisogno più di processi ordinari, ma di imprenditorialità. Serve un momento di rottura. Pensiamo al singolo bando, all'emendamento, ma il calcio ha bisogno di una imprenditorialità di rottura. Serve un elettroshock".
"Mi auguro che il sistema nel suo complesso faccia tesoro delle esperienze degli ultimi anni. Non credo lo abbia fatto. Abbiamo bisogno di recuperare la reputazione che è indispensabile per creare valore anche economico". Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, sul caso plusvalenze nel mondo del calcio. "Mi auguro che le decisioni che verranno prese siano saggie, giuste ed equilibrate - conclude - e soprattutto si metta un punto e si vada a capo avendo fatto tesoro delle esperienze"."Quello che è sta succedendo non è la prima occasione di riflessione - aggiunge il ministro - ne abbiamo avute tante, potrei partire dal 2006 ma anche prima... evidentemente non abbiamo imparato e questo non riguarda un club ma l'intero sistema". Ad ogni modo sul tema negli ultimi giorni "sono state a volte equivocato e non voglio parlare dei singoli", prosegue Abodi che aveva suscitato dubbi per certe sue frasi sul caso Juve. "Mi è stata fatta una domanda e io ho dato delle risposte di sistema e sembrava che la risposta fosse su un solo club". Ma "io mi occupo della salute del sistema, non da solo ma insieme ad altri soggetti". Il governo ha promesso il suo interesse sulle plusvalenze: speriamo in bene.
Marani: "In serie C torniamo a lavorare sul talento"
"I giovani non sono solo un futuro della serie C ma anche di tutto il calcio italiano. Con Umberto Calcagno ne abbiamo già iniziato a parlare e ne parleremo perché è un tema importantissimo anche nell'agenda dell'Associazione calciatori. Noi dobbiamo tornare ad investire e a lavorare sul talento, per questo sono molto contento che Gianfranco Zola sia vicepresidente vicario della nostra Lega perché credo che sia la persona migliore in questo momento per poter ragionare insieme ai club di quello che è il futuro". Lo ha detto il presidente della Lega Pro Matteo Marani in occasione della presentazione, online, della Digital Collection Serie C 2022-2023 di Panini. "Credo che Zola sia la persona migliore in questo momento per poter ragionare insieme ai club di quello che è il futuro - ha aggiunto Marani -. E' un messaggio che deve partire da qui di rilancio e di ripartenza del nostro calcio. Il nostro calcio, questo dice la nostra storia, è sempre partito dalla serie C.
Dalla serie C è partita la generazione unica di cui ha fatto parte Andrea Barzagli", uno degli ospiti della presentazione di oggi, "e dalla serie C sono arrivate tutte le capacità di rinnovamento, di iniziativa e di innovazione. Qui sono partiti i tre punti, qui sono i play-off, perché qui dobbiamo continuare a creare e a partorire qualcosa di nuovo, questo è un obiettivo che mi sono dato, e ci siamo dati, non ci possiamo fermare e dobbiamo essere un punto di riferimento per tutta la filiera del calcio italiano".
Abodi: "No a estensione proroga per abolizione vincolo"
"Ancora oggi raccolgo richieste perprocrastinare ulteriormente i termini" per l`abolizione delvincolo sportivo. "Penso che il sistema abbia avuto tutto iltempo di autoriformarsi se avesse avuto la capacità di proporrequalcosa. E quando un sistema, nelle sue autonomie, non siautoregolamenta e non si autoriforma è doveroso e opportuno cheil legislatore faccia la sua parte". Così il ministro per loSport e i Giovani, Andrea Abodi, in audizione nelle commissioniLavoro e Cultura alla Camera nell`ambito dell`indagineconoscitiva sul lavoro sportivo. Dunque "ritengo che la prorogaal primo luglio 2024 sia assolutamente un tempo non estendibileulteriormente", aggiunge. Da parte del ministro c`è l`augurio che "gli organismisportivi, e il Coni in ultima istanza, sappiano regolamentare lastruttura dei premi di formazione proprio per non indebolire iltessuto connettivo sportivo delle società di base che su quelsegmento basano una parte delle loro economie non sostituibilecon altre voci. Soltanto in mancanza di un`attuazione, ancheattraverso forme che portano fino al commissariamento ad acta,riterremo opportuno intervenire in prima persona perché nessunopossa vedere non riconosciuto il proprio diritto rispetto agliinvestimenti fatti sulla formazione", conclude Abodi.