Non c'è mai pace nel mondo del calcio. Non è passato nemmeno un anno e la Lega di serie A rischia di trovarsi di nuovo in alto mare. Il presidente Lorenzo Casini, avvocato romano apprezzato anche nel mondo della politica, è stato eletto l'11 marzo 2022: 11 voti su venti, gli sponsor principali erano stati soprattutto Lotito, Commisso e De Laurentiis, mentre molti big non lo avevano votato. Non è stato un anno facile, ma i contrasti con l'ad Luigi De Siervo ora hanno raggiunto davvero l'apice. Fra i due c'erano già stati forti attriti in passato e adesso l'intervista di De Siervo a Repubblica del 15 febbraio ha scatenato l'ira del presidente e dell'ad. Già in passato Casini era entrato nel terreno che compete a De Siervo, ora questa lite fortissima (domani c'è un consiglio di Lega, si vedrà...) capita proprio nel momento in cui si sta preparando il nuovo bando d'asta dei diritti tv dal 2024. Competenza di De Siervo che sicuramente su quel fronte ne capisce più di tutti.
I tempi si allungano, il 13 marzo è prevista una assemblea di Lega dove si parlerà anche dei diritti tv ma il bando dovrebbe essere pubblicato solo in aprile-maggio (altro che chiudere a giugno come sperava Casini..). Ci sono timori di prendere meno soldi del passato, non si sa quanto offriranno Sky e Dazn ma ai presidenti serve almeno un miliardo per non andare in default. Si parlerà anche dei Fondi in assemblea, ma è difficile che si vada avanti con le trattative: Milan, Napoli e Lazio non ne vogliono sapere. Lo scorso anno il presidente Paolo Dal Pino era "fuggito" a Los Angeles, dopo essere stato tradito da Inter e Juve. Ora pare che a Casini non vada molto meglio. Insomma, un caos totale. Ma De Siervo anche in passato ha superato momenti non facili e due volte è stato eletto in prima votazione. Di mollare non ha alcuna intenzione, rispetterà il contratto: e nessuno potrà mandarlo via. Certo, lavorare in una situazione simile è complicato assai. La Lega sovente è scossa da ambizioni personali di alcuni presidenti. Ambizioni che bloccano qualsiasi ipotesi di riforma.
"Siamo in un momento molto duro per il calcio, in cui dobbiamo ragionare tutti insieme su come fare per rilanciarlo e far riappassionare i tifosi. Come la Formula Uno alcuni anni fa, quando aveva un calo di appeal ma poi si riformò e riconquistò i tifosi" ha spiegato oggi Lorenzo Casini, intervenuto a Santa Maria Capua Vetere al dipartimento di Giurisprudenza dell'ateneo della Campania "Luigi Vanvitelli", dove ha preso parte all'evento di inaugurazione della prima cattedra universitaria italiana dedicata alla "Giuridicità delle regole del gioco del calcio".
"Credo sia arrivato il momento di trasformazione del mondo del calcio. Durante il recente convegno organizzato dal Financial Times si è parlato di calcio che rischia di incontrare la sindrome della Formula 1, perdendo attenzione e seguito: per questo bisogna migliorare il modo in cui viene percepito. Vedo i bambini alle scuole calcio che perdono tempo, lo vedono in tv e questo è un messaggio che va corretto. Così come i comportamenti anti-sportivi" ha ribadito Casini. "Il caso dello sport è uno dei più interessanti del diritto che anticipa la realtà - ha detto ancora - Noi giuristi la inseguiamo, nel calcio le regole vanno scritte prima altrimenti non si può giocare. Quando si parla di sport e di calcio, abbiamo uno dei pochissimi esempi con la Chiesa di organizzazione con un ordinamento giuridico compiuto. La separazione dei poteri riguarda anche un'associazione privata, come diceva Norberto Bobbio".
E Gabriele Gravina, n.1 della Figc, ha lanciato di nuovo l'allarme: "Urge una riforma o il sistema calcio imploderà". Ma politica e club gli andranno dietro? Con la Lega di A i rapporti sono formalmente buoni ma qualsiasi iniziativa della Figc non viene accolta dai presidenti con entusiasmo (anzi...). Presto un consiglio federale Figc, sarà davvero il tempo delle riforme? Si sono persi troppi anni. Parole molte (anche stavolta), fatti pochi. Ma Gravina ha i numeri, se vuole, per imporre la sua linea.