La decisione-non decisione del Cio sulla partecipazione alle gare internazionali di atleti russi e bielorussi sta creando non pochi problemi e spaccature nel mondo dello sport. In Italia ad esempio, a Milano, si terranno i Mondiali di scherma, 22-30 luglio, esattamente fra 81 giorni, e non si sa ancora chi potrà partecipare (e chi vorrà partecipare...). Che farà il governo italiano, darà i visti? La Farnesina ha chiesto chiarimenti agli organizzatori sulla presenza di russi-bielorussi (i quali ci saranno agli Internazionali di tennis di Roma, ma il discorso è diverso in quanto Rublev e c. sono professionisti). Inoltre il 17 maggio Giovanni Malagò ha convocato una riunione al Coni. Sarà presente il ministro dello sport, Andrea Abodi, il presidente della Confederazione europea scherma, Giorgio Scarso, e il suo successore alla guida della federazione italiana, Paolo Azzi. Ci saranno anche gli organizzatori dei Mondiali (vedi Spy Calcio del 1 maggio), visto che presto si dovrà conoscere il quadro completo degli iscritti. Il problema, più che sportivo, è ormai politico. Dal punto di vista sportivo il Cio ha raccomandato di fare gareggiare russi e bielorussi purché senza inno e bandiera, e la Fie, Federazione internazionale scherma, è fra quelle che ha loro aperto le porte purché si presentino come neutrali. Ma c'è il rischio che se fossero ammessi a Milano, qualche Paese potrebbe boicottare: fra questi di sicuro l'Ucraina e probabilmente alcune Nazioni europee (Polonia, Svezia, Norvegia, ecc.). Non si sa invece cosa farebbero Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna. Insomma, una situazione che a breve va chiarita.
Il cammino verso Parigi 2024 si sta facendo d'altronde sempre più complicato: dal 21 giugno al 2 luglio si terranno in Polonia i Giochi europei, 23 discipline con molte carte olimpiche in palio. Il governo polacco ha già detto con chiarezza che non farà entrare nel suo Paese russi e bielorussi, nemmeno come neutrali. Ma la stessa posizione è stata presa dal Coe, il Comitato olimpico europeo che organizza l'evento e che rappresenta 50 Paesi. Porte chiuse, sbarrate, quindi a Russia e Bielolorussia. Lo sport si spacca, per Thomas Bach un grosso problema anche se ha detto più volte che non è stata ancora presa una decisione in merito alla partecipazione ai Giochi parigini. Insomma, il n.1 del Cio ha preso tempo ma intanto le qualificazioni olimpiche vanno avanti a singhiozzo. Non è escluso che se si arrivasse ad una pace in Ucraina, o forse una più possibile tregua alla coreana, il Cio possa concedere poi una wild card a russi e bielorussi per ammetterli a Parigi. Ma cosa direbbero gli atleti che non frattempo hanno gareggiato e sono stati eliminati?