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La vergogna del calcio, crescono le aggressioni ai baby-arbitri

Duccio Baglioni
Duccio Baglioni 
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Da 225 aggressioni lo scorso anno adesso siamo arrivati già a quota 300, un aumento del 33 per cento: ne sono vittima i baby-arbitri dei campionati minori, soprattutto Seconda Categoria e giovanili regionali. Le violenze gravi sono passate da 66 a 96, i giorni di prognosi da 428 a 536 perché non sono pochi quelli che finiscono al pronto soccorso. Da notare che i violenti non risparmiano nemmeno le giovani ragazze-arbitri, 14 di loro sono già state vittime di violenze in questa stagione. "E' un fenomeno davvero preoccupante, in crescita" spiega Duccio Baglioni, per lungo tempo braccio destro di Alfredo Trentalange. Ora Baglioni è il coordinatore del tavolo della violenza sugli arbitri, incarico che gli è stato affidato dal consiglio federale della Figc.

Il marcio è dentro il mondo del calcio: basta pensare che i responsabili delle 300 violenze totali sono stati 186 calciatori, 97 dirigenti e "solo" 17 estranei. Le Regioni dove sono successi i maggiori episodi sono la Sicilia con 46, la Lombardia con 45 e la Toscana con 35. Ma la Figc, in sintonia con l'Aia, ora è corsa al riparo e ha inasprito le pene: per chi si macchia di simili comportanti la sanzione minima di squalifica-inibizione è passata da 1 a 2 anni, mentre in caso di lesioni personali accertate da referto medico il minimo edittale passa da due a quattro anni. Non solo: adesso le società pagano con un minimo di due punti di penalizzazione in classifica se sono coinvolti loro dirigenti. "Io credo che ci vorrebbe un corso per i dirigenti di club. Almeno 20 ore. Sinora non è mai stato fatto. Noi come Associazione Italiana Arbitri abbiamo istituito il doppio tesseramento, calciatori e arbitri. Proprio per avvicinare i giovani di più al nostro mondo", ci spiega Baglioni. Il corso, che fu ideato da Trentalange, ha avuto successo, già 700 iscritti. Fermata così, almeno in parte, la crisi di vocazioni, piuttosto grave negli ultimi anni. Ma a scuola dovrebbero andare anche i calciatori dei tornei di dilettanti e i troppi dirigenti improvvisati, magari genitori di ragazzini che giocano a pallone.

Inoltre la Aia viene incontro ai baby-arbitri che finiscono all'ospedale con la tutela del suo ufficio legale, mentre la Figc anticipa 100 euro sulla diaria degli arbitri, visto che non poche famiglie si trovavano in difficoltà di questi tempi (i rimborsi, assai mini, tardavano troppo). Si fa di tutto insomma per non scoraggiare i ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera che sicuramente richiede grande passione e prevede forti sacrifici e solo quando arrivi ai vertici si vedono buoni stipendi. Il marcio però è proprio dentro il sistema: calciatori e dirigenti che offendono e che purtroppo a volte alzano anche le mani. Ma di questo triste fenomeno dovrebbero farsi carico adesso anche i club, visto che pagano con punti in meno.

Malagò: "Milano-Cortina, recuperiamo il tempo perduto"
"Stiamo recuperando tutto il tempo perduto sia per il Covid sia per la guerra, e anche per i costi:è un dato di fatto che molte delle situazioni sospese si stanno chiarendo e definendo". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malago', rispondendo a domande sull'andamento dei lavori in vista dei Giochi olimpici Milano-Cortina del 2026."Ho un giudizio molto laico, non c'è nulla di politico - ha aggiunto Malagò, ospite a Tuttofood, rassegna dell'agroalimentare di eccellenza, aperta a Fiera Milano dall'8 all'11 maggio - ma la cabina di regia del governo è stata indispensabile".