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Malagò: "Italia un colosso senza sport nelle scuole"

Giovanni Malagò con il ministro per lo Sport Abodi
Giovanni Malagò con il ministro per lo Sport Abodi (ansa)
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"I miei colleghi del Cio mi chiedono sempre come faccia l'Italia a vincere tutte queste medaglie per copiare il nostro modello, ma io glie lo dico sempre che è impossibile". Lo ha detto Giovanni Malagò, durante la presentazione del nuovo progetto editoriale del Quotidiano Sportivo digitale parlando del sistema sportivo italiano. "Oggi siamo dei colossi senza sport a scuola e nelle università, ma ci riusciamo perché c'è molta competenza - ha proseguito - I nostri fenomeni sono le asd, integrate con ssd, ma non è un sistema mutuabile. Tutto questo è una forza, ma è un equilibrio sottile". Poi parlando del calo demografico ha concluso: "Dal '95 a oggi, abbiamo perso 5 milioni di italiani tra i 18 e 35 anni. Se non arriva linfa fresca è impossibile continuare a fare i nostri risultati. Bisogna fare delle politiche, più spinte possibile, per accelerare la demografia, anche perché il beneficio non ce l'hai domani mattina. Tema immigrazione? Io mi sto battendo come un pazzo per la ius soli sportiva".

"Quello del razzismo è un problema gravissimo. Però non penso che l'Italia sia un paese razzista, ma è certo che ci sono gruppi di tifosi o cittadini che ci fanno vergognare" spiega ancora Giovanni Malagò. "Ci sono tanti atleti extracomunitari che lo attestano, ma se si scivola sul singolo episodio fa riflettere come la situazione si sia spostata dall'Italia alla Spagna con il calcio - ha aggiunto - Certo che ci sono cose, tipo gli ululati ai giocatori di colore, che fanno paura. La cosa assurda è che magari nella squadra di quelli che fanno i cori ci sono il doppio dei giocatori di colore".

Lo sport alla ricerca della sua sostenibilità ambientale

''La sostenibilità ambientale nel mondo dello sport si consegue in primo luogo adottando criteri di sostenibilità ed efficienza nella progettazione degli impianti sportivi, pianificando anche la fase della gestione dell'impianto per evitare che dagli investimenti pubblici su strutture senza futuro consegua una ferita per il paesaggio e per l'ambiente. È sotto gli occhi di tutti il degrado in cui versano alcune strutture sportive che, abbandonate al degrado, deturpano l'ambiente. Sull'altro versante, per il contenimento dell'impatto ambientale, è necessario intervenire nella pianificazione e gestione delle misure organizzative finalizzate a ridurre le criticità ambientali in tema di mobilita dei tifosi, accoglienza, aree di sicurezza, afflusso e deflusso degli spettatori''. Lo ha detto il prefetto Francesco Tagliente promotore delle celebrazioni della 'Giornata mondiale dell'Ambiente 2023', organizzate per un approfondimento sui 'Criteri di sostenibilità ambientale nella costruzione e gestione degli impianti sportivi', nel Salone d'Onore del Coninella veste di presidente della Sezione di Roma dell'Associazione Nazionale degli Atleti Olimpici e Azzurri d'intesa con la presidente nazionale del Sodalizio Novella Calligaris.

Paolo Ghezzi, delegato della sezione di Roma dell'Anaoai alla sostenibilità ambientale nella relazione introduttiva ha sottolineato che ''la trasversalità delle discipline e la diffusione dei relativi impianti sportivi costituiscono un'eccezionale opportunità per valutare e costruire modelli di sostenibilità misurabile, in grado di rendere ambientalmente ed economicamente più efficienti strutture e introdurre un nuovo approccio al loro utilizzo. E' oggi possibile, anzi necessario, mettersi in gioco con apertura e trasparenza per comprendere a quale punto del cammino il mondo sportivo sia realmente arrivato rispetto gli obiettivi del Green Deal e del Piano d'Azione per la Nuova Economia Circolare''.