Spycalcio

La mannaia di Abodi chiude la carriera di Petrucci, Binaghi e c.

Andrea Abodi, ministro Sport
Andrea Abodi, ministro Sport (ansa)
5 minuti di lettura

E' bastata una sola parola, "consecutivi", per chiudere la carriera a venti presidenti di Federazione, molti dei quali hanno fatto, e stanno facendo, la storia dello sport italiano. Nel cdm di oggi verrà infatti approvato il decreto legge studiato dal ministro Andrea Abobi: per quanto riguarda il limite ai mandati, ora al massimo tre, 12 anni, come vuole la legge Lotti del 2017, in futuro è previsto che i dirigenti sportivi non potranno svolgere più di "tre mandati consecutivi". Ecco, la frase che cancella un'epoca. Qualche nome di chi lascia, per capirci: Gianni Petrucci, per 14 anni presidente del Coni, dal 2013 in carica al basket: ora potrebbe tornare al calcio con un incarico in un club di serie A. Poi, Franco Chimenti, n.1 del golf dal 2002, il dirigente che ha portato in Italia la Ryder Cup (e chi ci credeva?). Angelo Binaghi guida il tennis dal 2001, l'ha fatto diventare uno sport popolare (e ora si è aggiunto il padel) con quel grande evento degli Internazionali. Sabatino Aracu con gli sport rotellistici, lo skateboard, è arrivato sino ai Giochi olimpici: Aracu è il recordman assoluto, dal lontano 1993 (30 anni) è al vertice della Federazione nazionale. E' anche al comando di quella internazionale, la World Skate, e sta organizzando un grandissimo evento in Italia. Il lavoro di sicuro non gli manca. Così come non manca a Luciano Rossi, il secondo come anzianità nazionale, a poca distanza da Aracu: Rossi è stato appena eletto presidente della Federazione internazionale tiro a volo e tiro a segno, ha sconfitto i poteri forti. Antonio Urso invece è segretario e tesoriere della Federazione internazionale pesi, uno sport che ha bisogno di rifarsi un'immagine. E poi fra quelli che dovranno lasciare la carica italiana ci sono anche Luciano Buonfiglio, Ugo Matteoli, Maurizio Casasco (Federmedici oltre che deputato di Forza Italia), Giuseppe Abbagnale e altri. La mannaia scatterà dopo i Giochi di Parigi 2024. In teoria i presidenti potrebbero stare fermi un giro, un quadriennio, e ricandidarsi nel 2028: ma a chi può interessare? Insomma, si prevede una autentica rivoluzione nel mondo dello sport, non solo ai vertici ma anche alla base, e non è detto che chi arriverà sarà migliore di chi, suo malgrado, sarà costretto ad andare via. Guardate cosa hanno vinto Abbagnale e c. in questi anni.

Giovanni Malagò è alle guida del Coni, Ente pubblico: anche lui è soggetto ai tre mandati, lascerà nella primavera 2025. L'altro giorno, in Giunta, Malagò aveva condiviso la battaglia dei presidenti per rivedere il limite ai mandati (prima la pensava diversamente) ma aveva garantito che per lui non aveva chiesto nulla. Ora, questa decisione di Abodi crea forti malumori fra i presidenti che si aspettavano ben altro, convinti che ci fosse una intesa politica. E in pratica c'era: Abodi proponeva di passare dal 55 per cento per essere rieletti al 66 per cento, i due terzi degli aventi diritto al voto. Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera (ed ex n.1 del nuoto in attesa del giudizio del Tas) proponeva invece i due terzi degli aventi diritto al voto presenti all'assemblea elettiva. Tutto è saltato nel pomeriggio di ieri quando il ministro ha puntato ai tre mandati consecutivi, tagliando fuori tutti. Fra Fratelli d'Italia e Forza Italia, alleati di governo, un attrito.

Ora toccherà ad altri prendere il posto di chi lascia: qualcuno ha già pronto l'erede, ma in altre Federazioni potrebbero esserci non pochi candidati. Un problema da risolvere è quello del compenso: troppo poco 36.000 euro (lordi) all'anno per convincere giovani manager ad iniziare la carriera sportiva. Fare il presidente di una Federazione, soprattutto di vertice, è un lavoro full time, ci vuole impegno, competenza, passione. In qualche caso, il problema è stato risolto con delibere del consiglio federale che ha attribuito ai presidenti uno stipendio più consistente, in qualche caso molto consistente. Ma il problema resta se si vuole favorire il ricambio.

Abodi in cdm presenterà anche la norma che dà spazio ai militari all'interno del Coni (vedi Spy Calcio del 14 giugno) anche se è contro la Carta Olimpica e rischia di scatenare l'ira del Cio. Inoltre, la riforma della giustizia, con lo slogan di facile presa "mai più un caso Juve" per cambiare le penalizzazioni in corso d'opera, è stata bocciata, e quindi stralciata, dagli uffici legali (Dagl) della Presidenza del Consiglio perché minava l'autonomia dello sport: una brutta figura per gli uffici del ministero dello sport.

Per quanto riguarda Sport e Salute, invece, è scaduto il mandato di Vito Cozzoli, che ha lavorato con grande entusiasmo e con buoni risultati in questi anni: adesso si va verso un presidente che sarà Giuseppe De Mita, manager di piena fiducia vicino a Fratelli d'Italia, e un amministratore delegato nella figura di Diego Nepi, conosciuto e stimato nel mondo dello sport, oltre che da Giorgetti. Adesso De Mita jr e Nepi si divideranno le deleghe: Abodi ha promesso che fra Sport e Salute e Coni ci saranno (finalmente) compiti e confini chiari, quello che non è successo in questi anni e che ha portato a troppe polemiche.

Abodi: "Penalizzazioni con sentenze in giudicato"

"Abbiamo stabilito, sulla linea guida di efficienza e trasparenza, la visibilità nelle classifica delle penalizzazioni della giustizia sportiva soltanto al consolidamento delle sentenze, quindi una volta che sono passate in giudicato. La speranza, ma siamo certi che sia così, è che le tempistiche del Collegio di Garanzia siano coerenti con i termini per iscrizioni del campionato". Lo ha detto il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, nella conferenza stampa post CdM a Palazzo Chigi.

"Abbiamo agito nel rispetto dell'autonomia dello sport e secondo la titolarità del governo", ha detto Abodi, che ha sollecitato "Coni e federazioni" a cambiare le norme secondo le indicazioni del provvedimento.

Il dl, infatti, "ha stabilito orientamento che porta a rendere visibili le penalizzazioni solo una volta che le sentenze siano in giudicato. Si è detto che volevamo spostare i processi alla fine del campionato: così non è  - ha aggiunto Abodi - Tutto avverrà anche durante il campionato, ma le penalizzazioni dovranno essere visibili solo in caso di sentenze in giudicato. Per evitare classifiche con -12, -15 che nella passata Avverrà anche durante in campionato, ma solo in caso di sentenze in giudicato. Per evitare +12, -15, che ha penalizzato nella passata stagione anche terzi. Puntiamo alla supremazione dell'equa competizione".

Il decreto "consolida la centralità del Collegio di Garanzia", ristabilisce la "Covisoc", organismo di controllo finanzario dei club "che un provvedimento precedente al nostro governo l'aveva di fatto esautorato. Abbiamo aggiunto anche qualcosa, stabilendo principi per la tempestività dei controlli". Stabilita una "più puntiale definizione delle plusvalenze, agendo sul versante fiscale, con la possibilità di godere di tutti i benefici fiscali se l'atleta che genera la plusvalenza sia in ammortamento a bilancio non per una ma almeno dalla seconda stagione".

"Limite mandati? Abbiamo deciso di ritirare la norma, aspettando il pronunciamento della Consulta i primi di luglio. Dopo prenderemo atto delle determinazioni fatte".

Nepi: "Sport e Salute al fianco di Federazioni in cerca di sviluppo"

"La nostra volontà come Sport e Salute è sempre quella di dare un aiuto e una partnership a Federazioni che hanno interesse a sviluppare il loro prodotto, e non a quelle mature, che già campano da sole. Uno sviluppo, quindi, un po' da venture capital". Lo ha detto Diego Nepi, direttore generale di Sport e Salute, a margine della conferenza di presentazione dello Street Skateboarding Rome, tenutasi allo skatepark del Colle Oppio. "Come Sport e Salute, sono tanti anni che sviluppiamo grandi eventi sportivi, che nascono e diventano grandi - continua Nepi - Oggi stiamo affrontando un nuovo percorso, che nasce sulle Federazioni che hanno voglia di sviluppare e valorizzare le loro potenzialità, ma ancora non hanno la forza di poter investire sul loro prodotto, creando eventi internazionali". Da qui l'appoggio a Federazioni come quella degli sport rotellistici (FISR). "Abbiamo finito da poco il Grand Prix di taekwondo, che ha avuto un successo strepitoso e si è potuto realizzare grazie alla sinergia tra la Federazione e a Sport e Salute. Adesso lo skateboard ne è un altro esempio: un evento sportivo che può crescere e creare valore nel tempo. Anche l'arrampicata sportiva a Roma, a settembre, potrebbe essere estremamente interessante. Altre Federazioni con progettualità sane, affiancate dalla competenza, esperienza e know-how di Sport e Salute potranno far crescere sempre di più il loro prodotto".