Dove è finita la generazione di fenomeni? Dove è finito il calcio azzurro? Abbiamo toccato il fondo. Due Mondiali consecutivi mancati (Russia 2018 e Qatar 2022). Quattro Olimpiadi consecutive mancate (Londra 2012, Rio 2016, Tokyo 2020 e adesso Parigi 2024). La Figc investe sulle Nazionali, anche giovanili, anche se a volte sbaglia i ct, ma il vero guaio è che i nostri club sono pieni zeppi di stranieri e non c'è da sperare che il trend possa cambiare. Un esempio: il Lecce che ha vinto il campionato Primavera contro la Fiorentina aveva in campo 11 stranieri. I club fanno giustamente i loro interessi. Investono, comprano, rivendono. La Figc non può porre limiti all'invasione degli stranieri. Non ne ha la forza e nemmeno l'appoggio delle Leghe. Una battaglia persa. Così come è stata persa la battaglia sulla riforma dei campionati: non se ne parla più. Ha perso Gabriele Gravina così come avevano perso i suoi predecessori, pure illustri.
Ora il n.1 della Figc, al secondo mandato (sarà riconfermato, non si vedono rivali all'orizzonte), ha cambiato rotta e parla di strategia di sostenibilità 2030. Il progetto sarà presentato addirittura al Maxxi di Roma, il 4 luglio. All'evento, moderato da Pierluigi Pardo, interverranno, insieme al presidente Gabriele Gravina, esperti del settore, ospitando diverse testimonianze dei protagonisti dei processi già attivi. Alla luce delle linee di indirizzo delineate dalla Uefa attraverso la Strategia di Sostenibilità ''Strength Through Unity 2030'', la Figc ha definito il nuovo approccio strategico orientato alla sostenibilità socio-ambientale con l'obiettivo di diventare sempre più sostenibile, inclusiva e socialmente responsabile attraverso obiettivi chiari, misurabili e monitorabili.
La responsabile del progetto è Cristina Blasetti. “La Federazione vuole essere un punto di riferimento per assicurare la competitività del sistema calcistico italiano e ispirare i suoi attori. La Strategia di Sostenibilità Figc definisce gli obiettivi strategici che saranno implementati dalla Federazione nel breve, medio e lungo termine con relativo timing di implementazione e suddivisi sulla base delle 11 policy di riferimento, obiettivi e KPI (indicatori di performance) per un effetto a cascata su tutto l’ecosistema calcistico, ispirando e condividendo una visione comune con obiettivi chiari e misurabili”, è stato spiegato dopo il consiglio federale. “Il documento si compone di due macro-sezioni riguardanti la Sostenibilità Sociale e la Sostenibilità Ambientale e si basa su 11 policy, di cui 7 riguardanti i Diritti Umani (Antirazzismo, Tutela dell’Infanzia, Uguaglianza e Inclusione, Calcio per Tutte le Abilità, Salute e Benessere, Sostegno ai Rifugiati, Emergenza e Diritti) e 4 riguardanti l’Ambiente (Economia Circolare, Emergenza Climatica, Sostenibilità degli Eventi, Sostenibilità delle Infrastrutture), ognuna con un’ambizione per il 2030, obiettivi e indicatori per misurare e monitorare gli impatti. La Strategia di Sostenibilità Figc sarà un documento in continua evoluzione, aggiornato alla luce dei nuovi processi di consultazione che saranno avviati a partire dalla pubblicazione del volume”.
Un bel progetto, sulla carta. Vedremo cosa ne verrà fuori. Siamo molto indietro, non abbiamo gli stadi e ora speriamo che Ceferin ci dia gli Europei 2032. Resta la triste realtà di un calcio azzurro che dopo l'exploit del successo agli Europei, ora sembra aver davvero toccato il fondo. Fortuna della Figc che non mancano le risorse economiche per portare avanti i progetti. In consiglio federale, per dare un quadro esaustivo dell’attività commerciale, il vice segretario Giovanni Valentini, responsabile dell’Area Revenue, ha illustrato gli highlights dei primi sei mesi del 2023, primo anno del nuovo ciclo di commercializzazione dei diritti di sponsorship della Federazione. “L’obiettivo del nuovo piano commerciale è quello di ridurre l’impatto dei risultati sportivi su quello commerciale attraverso l’ideazione e la realizzazione di progetti marketing e media in grado di generare valore ai brand delle aziende partner. L’implementazione della cosiddetta Media Factory interna e la realizzazione di progetti dedicati per il Settore Giovanile e Scolastico, la Divisione Calcio Femminile, la Divisione Paralimpica e Sperimentale, il Centro Tecnico Federale di Coverciano, insieme alle attività legate alla sostenibilità, sono stati alcuni degli elementi di maggior successo, che hanno determinato un aumento dei ricavi nel loro complesso nonostante la seconda non qualificazione consecutiva ai Mondiali della nazionale azzurra”, spiega la Figc. Il trend più che positivo ha registrato nel periodo ‘19/’22 un +43% rispetto al quadriennio precedente (quando la Federazione aveva un contratto ad hoc con un advisor commerciale, Infront), mentre nei primi sei mesi del 2023 sono stati già commercializzati diritti che valgono un +23%, per un complessivo +76% dal 2018 ad oggi, superando ampiamente i 100 milioni di euro nel quadriennio. Buoni segnali, almeno su quel fronte. Ma due Mondiali e quattro Olimpiadi falliti di seguito pesano e peseranno. Bisogna dare una svolta. Gravina non va lasciato solo.