Presente e futuro dell’antidoping. Si svolge giovedì 20 luglio (inizio ore 9,30) presso il salone d’onore del Coni il convegno che riporta al centro del dibattito uno dei temi più delicati dello sport. Soprattutto alla vigilia dei giochi estivi di Parigi 2024 e di quelli invernali del 2026 organizzati dall’Italia tra Milano e Cortina. Ad aprire l’incontro sarà il presidente della Federazione Internazionale di medicina dello Sport e attuale presidente di Nado Italia, professor Fabio Pigozzi, considerato oggi uno dei massimi esperti in materia sul piano internazionale. Seguirà poi l’intervento del presidente del Coni Giovanni Malagò e del presidente della Fmsi, Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco.
Tra i primi relatori a intervenire, la dottoressa Alessia Di Gianfrancesco, direttore generale di Nado Italia, chiamata a spiegare procedure e aspetti tecnici che accompagnano l’organizzazione antidoping di Cio, Wada e ITA nei Giochi Olimpici.. A seguire le parole del professor Michael Geistlinger, professore di Diritto Internazionale dell’università di Salisburgo, considerato tra i massimi esperti in ambito di diritto internazionale dello sport. Sul tema interverrà anche Yannis Pitsiladis, professore di scienze motorie e sportive dell’Università di Brighton e membro della Commissione medica e scientifica del Cio.
A chiudere l’incontro Fiona May, argento olimpico nel salto in lungo ai Giochi di Atlanta ’96 e Sydney 2000, e oggi membro dell’Executive Board di Nado Italia. L’intervento dell’ex stella dell’atletica azzurra riguarderà appunto le prospettive e i punti di vista degli atleti d’élite in materia di antidoping.
Parigi 2024, inaugurazione sulla Senna. Biglietti da 90 a 2700 euro
Gli organizzatori di Parigi 2024 hanno fatto un test della cerimonia di apertura olimpica lungo la Senna. Una flotta di 39 barche ha percorso la rotta di sei chilometri dal ponte Austerlitz fino ai piedi della Torre Eiffel, con tutta la circolazione sulla Senna fermata attraverso il centro della Ville Lumière. Per la prima volta una cerimonia di apertura si terrà fuori da uno stadio. "Abbiamo scoperto che è tecnicamente fattibile", ha detto il presidente di Parigi 202, Tony Estanguet. “Se vuoi che le persone si ricordino dei Giochi, devi offrire loro qualcosa che non hanno mai visto prima".I biglietti per la cerimonia di apertura, prevista per il 26 luglio del prossimo anno, partono da 90 euro e salgono a 2.700 euro. Le barche della delegazione di prova erano accompagnate da 18 navi dei servizi di emergenza, degli organizzatori e dell'emittente ospitante. Con migliaia di spettatori e funzionari che affollano le rive della Senna, la sicurezza sarà una preoccupazione per gli organizzatori .Oudéa-Castéra, ministro francese dello Sport, ha recentemente dichiarato che sono attesi circa 400.000 spettatori. Tra le 140 e le 170 barche saranno utilizzate per trasportare circa 10.000 atleti durante la cerimonia di apertura.
Malagò: “Per i Giochi 2026 smentisco gare in Svizzera”
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, smentisce le voci secondo cui il Cio vorrebbe spostare in Svizzera le gare di Milano-Cortina 2026. "Smentisco categoricamente che Bach voglia portare gli eventi in Svizzera o in un altro paese. Quello che è sicuro è che ci sono dei cronoprogrammi, ci sono dei lavori da fare e sono sotto gli occhi di tutti, i lavori non riguardano la fondazione e il comitato organizzatore ma siamo tutti coinvolti per evidenti motivi, siamo diciamo spettatori interessati", ha spiegato a margine della presentazione degli Europei di salto ed equitazione a Milano. "Come ho sempre detto - ha proseguito - bisogna recuperare il tempo perduto, giustamente se uno è committente di un progetto sta attento non solo all'esecuzione, non solo agli aspetti economici ma anche agli aspetti temporali. Lo sport ha una prerogativa, salvo situazioni clamorose quel giorno dobbiamo cominciare, non c'è niente da fare quindi dobbiamo essere pronti". A chi gli chiede se sia preoccupato dei ritardi dei cantieri, risponde: "La parola preoccupazione non è proprio parte della mia genetica, forse qualcosa di più o quanto meno di diverso, direi che è una assunzione ulteriore di responsabilità, quello sì, soprattutto di controllo. Sono cose che ovviamente non riguardano noi della fondazione e comitato organizzatore, ma non sono uno di quelli che scappa. Tutti noi, governo, enti locali, comitato, sono e siamo tutti sulla stessa barca”.
I medici dello sport: “Così l’età biologica vince sull’anagrafe”
C'è un'età biologia e un'età anagrafica. La sfida deve essere far sì che la prima vinca sul numero legato all'anno di nascita scritto sulla carta d'identità. A lanciarla sono i medici della Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), che propongono un modello in grado - spiegano - di aiutare sia le persone che l'economia, oltre a garantire risparmi per il Servizio sanitario nazionale. Un "progetto scientifico e socioeconomico per il Paese", lo definiscono gli esperti. Gli strumenti da mettere in campo per garantire una longevità in salute sono diversi e vanno dallo sport in ricetta a investimenti mirati alla prevenzione. A questa missione la federazione dedicherà un focus. Se ne parlerà nel corso del XXXVII Congresso nazionale della Fmsi, dal titolo 'Età biologica, età anagrafica 2.0. Una longevità in salute', che si svolgerà a Roma, al Centro Congressi dell'Hotel Rome Cavalieri, da giovedì 20 a sabato 22 luglio.
"Gli strumenti di prevenzione, precisione e predizione della medicina dello sport - dall'attività fisica correttamente prescritta al pari di un farmaco, alla valutazione della funzionalità della 'macchina-uomo' - possono svolgere un ruolo molto importante non solo nel contesto sportivo, ma anche all'interno del sistema lavorativo e previdenziale", assicura la Fmsi, che propone il "trasferimento delle conoscenze medico-scientifiche della medicina dello sport a favore del sistema socioeconomico del Paese per coniugare salute, economia e sistema sociale".
"Molti studi scientifici hanno dimostrato come la sintomatologia della maggior parte delle patologie non trasmissibili (diabete, malattie cardiovascolari, tumori, ma anche depressione, Alzheimer, Parkinson) -che sono in continuo incremento soprattutto in Paesi come l'Italia, caratterizzati dall'invecchiamento della popolazione - si manifesti anche decine di anni dopo la loro reale insorgenza. Non solo: diversi studi hanno anche dimostrato come l'investimento economico sulle cure (modello americano) produca meno salute rispetto all'investimento in ambito 'socio-sanitario'. In una parola, investire in prevenzione ha una doppia ricaduta: sulla salute fisica e mentale delle persone e, di conseguenza, sulla sostenibilità del sistema socioeconomico del Paese".