E adesso Gravina ricomincia da capo...
di Fulvio BianchiGabriele Gravina e Roberto Mancini
(ansa)“Gravina non aveva più fiducia in me” ha detto, fra le altre cose, l'ex ct Roberto Mancini per cercare di giustificare la sua fuga di Ferragosto, l'abbandono della Nazionale a pochi giorni dalle convocazioni per le sfide decisive di settembre. Un brutto gesto, quello di Mancini che è alla ricerca di alibi. Gravina ha sbagliato a confermarlo dopo il flop mondiale, ha sbagliato a dare retta a chi implorava ”Mancio resta” (e non erano pochi). Bisognava avere coraggio e dare un taglio netto, riconoscenza certo per il successo agli Europei 2020 ma ripartenza con un nuovo ct.
Mancini non ha detto se va in Arabia, e di fronte a 20 milioni all'anno non ci sarebbe niente di male, ma il modo in cui ha lasciato la Nazionale che non si può accettare. L'ex ct non aveva accettato le scelte di Gravina sullo staff azzurro. Si è stupito anche Andrea Abodi, il ministro, che pure di Mancini è amico e gioca con lui a calcetto al Circolo Aniene.
Ora Gravina non si lasci trascinare nella polemica con il suo ex ct: il presidente della Figc deve trattare con Aurelio De Laurentiis per “liberare” Spalletti e Adl non è certo un suo amico, è alleato di Lotito e tempo fa aveva avuto parole durissime contro il presidente federale. Con il nuovo ct ci vorranno patti chiari e regole chiare. Ma è giusto che la Figc paghi un club per un allenatore? Materia da avvocati. Ma bisogna salvare la patria (del pallone).
Gravina di recente in una intervista all'Espresso del suo amico Iervolino, patron anche della Salernitana, aveva spiegato. “Se il mio consiglio federale e la mia base elettorale non dovessero avere fiducia andrei via immediatamente ma non sono i detrattori che votano. Se mi dimettessi in questo momento farei un disastro”. Gravina ha appena ottenuto un risultato importante, l'alleanza con la Turchia per organizzare gli Europei 2032 (altrimenti avremmo fatto l'ennesima brutta figura). Ma il calcio italiano è in profondo rosso. Francesco Ghirelli, dirigente di lungo corso, ha appena lanciato un avviso ai naviganti, Gravina incluso. “Bisogna cambiare, sennò si fa una brutta fine”. Ghirelli era il vicario di Gravina: in questi anni che è stato fatto?
Fra poco più di un anno si vota di nuovo, Gravina è al secondo mandato e potrebbe avere di fronte un avversario importante. Per questo, ct a parte, deve mettere mano a quelle riforme che sono state accantonate. Voleva fare un'assemblea straordinaria per cercare di risolvere il nodo del format dei campionati professionistici. Non è riuscito a farla. Vero, ci sono state resistenze. Il sistema sovente rema contro a cominciare dalla Lega di A (e Gravina lo sa bene). Poi che è stato fatto per il risanamento economico, per la valorizzazione di giovani, per mettere un freno all'invasione degli stranieri? Poco, troppo poco. Il Lecce ha vinto il campionato Primavera con 11 stranieri in campo. D'accordo, non è per niente facile fare certe riforme. Ma Gravina ora deve provarci. La Figc ha un bilancio sano, sponsor importanti (e in crescita, nonostante tutto...) e il calcio in Italia piace ancora, eccome. Ma è arrivato il momento di dare una svolta. Almeno, di provarci.