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Ora Gravina si gioca il terzo mandato

Gabriele Gravina

 (ansa)
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Un botta e risposta pesante quello fra Gabriele Gravina e Roberto Mancini. E chissà dove può portare, forse in tribunale (speriamo di no). Meglio guardare avanti: ora c'è il ct, Luciano Spalletti, e ci auguriamo ci porti agli Europei di Germania 2024 dopo aver saltato due Mondiali consecutivi e quattro Olimpiadi consecutive. È un dato di fatto. Doveroso ripartire da zero: magari, vero Gravina?, con un Consiglio federale subito a settembre per mettere tutti, Leghe e componenti, davanti alla situazione del nostro calcio, situazione certo poco felice.

Il n.1 della Figc, 69 anni, in carica dal 16 ottobre 2018, si difende così: “Il calcio italiano deve crescere- ha detto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera –, stadi, vivai, sostenibilità. Sono tante le battaglie da vincere”. Da anni si sentono sempre le stesse cose: risultato? Poco, molto poco, è stato fatto in quasi cinque anni. Anche se Gravina pare soddisfatto: “Di cose buone ne abbiamo fatte parecchie”. La realtà è un'altra: il sistema si è impantanato. Gravina non è certo così ingenuo da pensare che può fare le riforme, a cominciare da quella dei campionati, contro la Lega di Serie A, contro De Laurentiis, contro Lotito, con il presidente Casini che assicura di avere un ottimo rapporto con la Figc, ma in realtà dovrà riguadagnarsi il posto in Lega, e magari non sarà facile.

Insomma, ora ci si aspetta che Gravina sia davvero in grado di dare quell'accelerata che non c'è stata, per tanti motivi, in questi anni. Inutile parlare di vivai se non si sa mai nulla. Certo, non è facile: la Lega di A su certe questioni, stranieri inclusi e sostenibilità dei conti, si mette sovente di traverso. E il resto del sistema calcio non sempre ha dato segnali di grande collaborazione. Basta pensare alla Lega di C, che ha vissuto periodi travagliati. Gravina punterà al suo terzo mandato (“il mio obiettivo per il futuro è contribuire a un calcio migliore, come e dove non è importante” glissa, per ora). Qualcosa però si sta già muovendo sottotraccia, fra un anno e mezzo un dirigente di lungo corso, in cerca di alleanze, potrebbe candidarsi contro Gravina. Per questo l'attuale padrone di via Allegri è meglio che archivi in fretta Mancini (ha sbagliato a confermarlo dopo il flop mondiale e si è visto come finita, a stracci...) e metta tutte le sue capacità, ne ha di sicuro, e la sua forza per portare avanti un vero progetto di riforme. Facendo la conta fra i nemici e gli amici.

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