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Parigi 2024, ecco perché la Russia si allontana...

Thomas Bach, al centro nella foto con Viktor Orban e Pal Schmitt

Thomas Bach, al centro nella foto con Viktor Orban e Pal Schmitt

 
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Gli atleti russi e bielorussi non gareggeranno ai Giochi asiatici di Hangzhou 2022 che iniziano a fine mese dopo che il Cio ha dichiarato che non era "fattibile". I Giochi asiatici sono stati spostati dal 2022 a quest'anno a Hangzhou, città cinese di 10 milioni di abitanti: si terranno dal 23 settembre all'8 ottobre, e vi parteciperanno 12.000 atleti. Dopo i Giochi Europei in giugno a Polonia, a Cracovia, ecco un'altra porta chiusa a russi e bielorussi sulla via di Parigi 2024.

Il Cio ha stabilito che possano andare ai Giochi francesi solo gli atleti neutrali di Russia e Bielorussia: quindi niente bandiera, niente inno, niente atleti che fanno parte dei club militari e niente squadre (calcio, basket, pallanuoto, volley). Ovviamente sono esclusi anche quelli che sostengono la guerra in Ucraina. Questa decisione-non decisione di Thomas Bach ha creato una grande spaccatura nel mondo dello sport. E problemi infiniti alle Federazioni olimpiche estive con le qualificazioni olimpiche. Alcuni discipline, a cominciare dall'atletica, non ne vogliono sapere dei russi e dei bielorussi. Altre li ammettono come neutrali.

Ora il Cio dovrà decidere, manca meno di un anno a Parigi 2024: il 7 settembre riunione a Losanna dell'esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale, si capirà che posizione verrà presa in occasione del congresso di Mumbai di ottobre, tenendo conto che l'India è un Paese filorusso. Ma non si può più aspettare. Al momento la situazione è questa: se non dovesse arrivare la pace, difficile purtroppo, o almeno una tregua in Ucraina, è molto probabile che la delegazione russa a Parigi sia ridotta e soprattutto con poche possibilità di medaglia. Oppure Putin potrebbe decidere di non partecipare ai Giochi: anche se è più probabile invece che si cerchi la provocazione come già successo ai Mondiali di scherma a Milano.

Si va avanti insomma con una grande confusione, fra aperture e chiusure. Un portavoce del consiglio asiatico (Oca) ha detto a “Insidethegames” che non ci sarebbero stati "atleti russi e bielorussi ai Giochi asiatici ma che questa è una decisione del Cio, non dell'Oca”. L'Asia li avrebbe voluti. Bach d'altronde ultimamente ha forti problemi di rapporti con i dirigenti asiatici (45 comitati olimpici nazionali). Ora il numero 1 del Cio ha le spalle al muro, sta perdendo autorevolezza e consensi: è in scadenza di mandato (ha fatto anche cose ottime in questi anni, basta pensare al periodo del Covid) ma qualcuno sta lavorando dietro le quinte per prorogare il suo mandato per un altro quadriennio olimpico, sino a Los Angeles 2028. Non si sa ancora se ci riusciranno. C'è molto fermento fra i comitati olimpici mondiali e qualche candidato si affaccia già all'orizzonte.
 

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