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Malagò: “Soldi allo sport? Un disastro assoluto”

Malagò e Pancalli

Malagò e Pancalli

 (ansa)
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"Su come sono stati indirizzati i fondi del Pnrr allo sport la mia posizione è pubblica, il ministro Abodi ha ereditato un disastro assoluto". Lo dice il presidente del Coni Giovanni Malagò, in merito alla sintesi dei risultati dell'indagine sull'indice di sportività delle province italiane pubblicata sul Sole
24 Ore di oggi. Il numero uno dello sport italiano parla di "incompetenza assoluta di chi ha preso le decisioni". "Allo sport è stato destinato solo un miliardo, di cui 300 milioni alla scuola, ditemi se su 209 miliardi all'Italia lo sport si meritava di prendere solo lo 0,40% del totale. Siamo molto vicini al ministro Abodi, che sicuramente ora deve trovare il modo di correggere perché soprattutto al sud è complicato migliorare certi dati", conclude Malagò. Dove erano i governi precedenti? Dove era chi doveva tutelare lo sport (Spadafora e Vezzali)?

"L'indagine è una risonanza magnetica, con liquido di contrasto, che fa capire che è un'Italia quantomeno a due, se non a tre, velocità. Lo sport non poteva che dare lo stesso riscontro di tutti gli altri settori del Paese", spiega Malagò. "Se ci fosse un aiuto da parte del sud, sarebbe fondamentale perché nord e pezzi del centro stanno facendo molto bene la loro parte", aggiunge il numero uno dello sport italiano.

Arriva poi il commento del presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli: "Questa indagine sarebbe inutile se non fornisse a noi la capacità di guardare oltre. L'immagine che emerge dalla ricerca è impietosa e fa riflettere. Questo Paese non è ancora conscio del fatto che lo sport è un pezzo delle politiche pubbliche del Paese, non un contenitore di risultati. Se non costituiamo un piano regolatore delle politiche sportive, tra 20 anni parleremo ancora di un'Italia a due velocità". Per Pancalli, lo sport è "uno strumento di welfare attivo del paese", per cui è necessario il il coinvolgimento di tutti i ministeri. "Se veramente dobbiamo partire dallo sport come indice di civiltà di un Paese, abbiamo ancora tanto da fare. Continuare a lavorare ciascuno nel proprio ghetto non fa bene all'Italia", conclude Pancalli.

"Abbiamo trovato una situazione difficile, ma non ci piangiamo addosso. Il numero è mortificante e insignificante, ma oltre al Pnrr c'è il fondo Sviluppo e Coesione e altre misure che arrivano dall'Europa, non solo per lo sport. Se avessimo potuto decidere ne avremmo pretesi di più, anche 300 milioni per la scuola è un numero basso", lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. 

''Se ci chiedono qualcosa noi siamo a disposizione, ne parlo spesso con il ministro Abodi'', lo ha detto Malagò dopo la Giunta di oggi, commentando cosa possa fare lo sport d'alto livello per una realtà come Caivano. ''Io sono stato un combattente nel difendere il perimetro del Coni nonostante i tantissimi sconfinamenti che abbiamo subito. E questa materia non è di competenza del Coni, questo è sicuro. Ma siamo dei consulenti discreti sotto profilo di conoscenza della materia. Per questo siamo a disposizione se ci chiedono qualcosa. Poi è chiaro che sotto il tema sociale se coinvolgi qualche persona del nostro mondo è importante'', ha proseguito Malagò. ''Noi comunque aspettiamo impazientemente le linee guida. Siamo a settembre
2023. Sono quelle che regolano il rapporto Governo, Coni e Sport e Salute''.

Le linee guida di Sport e Salute finalmente ci sono, ora sono al vaglio del Mef e della Corte dei Conti. Ci è voluto più tempo del previsto, ma questa è la politica. Se ne sta accorgendo Abodi... ''Riforma dello sport? Di sicuro ci sono ancora tante società e asd che chiedono aiuto per l'interpretazione'' ha spiegato Malagò. ''Abbiamo lavorato anche nel mese di agosto perché abbiamo istituito una commissione sui principi informatori per elementi come per esempio la legge dei mandati, bisognerà mettere a terra modifiche statutarie e commissari ad acta. Un'altra commissione formata, dopo che il 4 settembre sono usciti i decreti correttivi sulla riforma dello sport, è quella che riguarda anche il lavoro sportivo. Un numero importante di soggetti interessati chiamano per chiedere consiglio e avere informazioni e abbiamo messo in piedi una commissione che lavorerà all'ipotesi di un contratto collettivo per la categoria e che metta in condizione di avere servizi, vantaggi e opportunità su problematiche infinite'', ha aggiunto Malagò.

La Commissione per i mandati sarà composta dai presidenti Copioli
Bonfiglio, Rossi, Petrucci, Falcone, Matteoli e De Santis, mentre quella sul lavoro sportivo da Di Paola, Dantoni, Gravina, Gallo, Manfredi, Cito e Pieri.

Sportcity Day in 140 città il 17 settembre. Pagliara: “Un grande successo”

Il D-Day è ormai alle porte, domenica 17 settembre in 140 città è in programma la terza edizione dello Sportcity Day, un momento unico e straordinario che permetterà a migliaia di persone in tutta Italia, da nord a sud, di fare sport liberamente nelle piazze, nelle strade e nei parchi dei centri urbani. Un’offerta variegata e completa permetterà ad oltre 200.000 cittadini di cimentarsi gratuitamente in tantissime attività sportive. Il successo e la risonanza mediatica dello Sportcity Day sono racchiusi nei numeri, che sono esplicativi più di ogni parola. Nel 2021 le città che aderirono allo Sportcity Day furono 19, che aumentarono in maniera esponenziale nel 2022 arrivando a 35. Quest’anno la crescita ha visto aderire alla manifestazione ben 140 Comuni, record assoluto per l’Italia per quel che concerne lo svolgimento contemporaneo di un evento sportivo. Una strada percorsa in fretta quella tracciata dalla Fondazione Sportcity che in poco tempo ha realizzato un evento dai contorni unici, che travalica l’aspetto meramente sportivo e sociale, per assurgere a vera e propria ‘rivoluzione dolce’ del modo di intendere il benessere e la cultura del movimento dei cittadini. Dall’alba al tramonto, sotto l’attenta guida di tecnici qualificati, operatori degli Enti di Promozione e di società sportive che metteranno a disposizione la loro esperienza, sarà consentito a tutti di scegliere l’attività più consona ai propri gusti, all’età e allo stato di forma, per poi poterla praticare anche nei giorni successivi riappropriandosi di alcuni spazi urbani dei propri territori. “Ci riempie d’orgoglio-sottolinea il presidente della Fondazione Sportcity Fabio Pagliara-vedere sbocciare il nostro progetto e soprattutto vedere l’entusiastica adesione di un numero sempre crescente di Comuni, di istituzioni e dei nuovi stakeholders dello Sport, del benessere e della qualità della vita”


"Abbiamo trovato una situazione difficile, ma non ci piangiamo addosso. Il numero è mortificante e insignificante, ma oltre al Pnrr c'è il fondo Sviluppo e Coesione e altre misure che arrivano dall'Europa, non solo per lo sport. Se avessimo potuto decidere ne avremmo pretesi di più, anche 300 milioni per la scuola è un numero basso", lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, in occasione della presentazione della sintesi dei risultati dell'indagine sull'indice di sportività delle province italiane pubblicata sul Sole 24 Ore di oggi, dopo le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò secondo il quale 1 miliardo allo sport (di cui 300 milioni alla scuola) dal Pnrr è "un disastro".

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