Pista di bob, offerte da Germania e Cina (ma Cesana non si arrende...)
di Fulvio BianchiGiovanni Malagò, presidente del Coni
(fotogramma)Dal 31 luglio, quando è andato deserto il bando d'asta per costruire la pista di bob di Cortina, le Olimpiadi invernali del 2026 aspettano ancora un masterplan definitivo, così come lo aspetta il Cio con una certa ansia. Dove si assegneranno le medaglie di bob, slittino e skeleton? In Italia? All'estero? “Bisogna sempre guardare avanti con ottimismo e che si circoscriva il prima possibile la vicenda, come giusto che sia” ha detto Giovanni Malagò a Torino, dove è andato a tifare Sinner. Una data c'è, il 6 dicembre, giorno della riunione a Milano della Fondazione Olimpica: Malagò è il presidente, ci sono tutti gli stakeholders e soci (Fontana, Zaia, Sala, eccetera) oltre al mondo dello sport. Le decisioni vanno prese all'unanimità almeno per quanto riguarda i territori. Il Cio consigliava di andare all'estero sin dall'inizio ma non è stato ascoltato. Saltata Cortina, un bel danno anche economico per il Veneto (ma si sono lamentati in pochi...), si sono fatte varie ipotesi. Innsbruck, pista con l'ammoniaca, è stata scartata: troppi problemi, troppo alti i costi, troppi rischi ambientali. St.Moritz, pista naturale, la più antica al mondo, starebbe bene al Cio e non solo (nemmeno Salvini ha espresso dubbi). Il ministro Abodi spiega che andare all'estero sarebbe la “soluzione estrema”, Malagò a Mumbai si è invece sbilanciato di fronte al summit del Cio.
E' tornato in corsa il Piemonte, da ottobre: il governatore Alberto Cirio molto si è impegnato nel portare avanti il progetto di riqualificazione di Cesana (dismessa dopo i Giochi 2006) e ha partecipato a numerose riunioni con i tecnici della Simico, la società pubblica che si occupa delle infrastrutture olimpiche (“noi non c'entriamo nulla” ripete tutti i giorni Malagò). Sono state consegnate le ultime carte, ora il commissario Sant'Andrea deve presentare una relazione, spiegando quali sono i vantaggi e gli svantaggi. Il Cio era stato severo sulla pista torinese, Malagò aspetta però un segnale chiaro dal governo per tentare di convincere il suo amico Thomas Bach. Non è facile. Torino ha perso la grande occasione olimpica con la sindaca Appendino, ha tentato di recuperare proponendo l'Oval del Lingotto per il pattinaggio di velocità (ma è stata scelta la Fiera di Rho, costava meno), ora prova l'ultimo assalto con la pista di Cesana. E' legittimo che Cirio ci provi. I Giochi sono immagine e business. Una eventuale riqualificazione potrebbe dare spazio in futuro anche ad altre discipline, come il tiro con l'arco. I soldi deve metterli il governo, che per ora tace. Ma il 6 dicembre a Milano si dovrà trovare una via d'uscita, quantomeno mettere qualche paletto. Un bob costa sui 20.000 euro, è uno sport bellissimo ma poco praticato ormai in Italia, tranne dai militari. Non ci sono piste (costerebbe molto anche mantenerle).
Certo, sarebbe dura andare all'estero. Ha ragione Abodi, una soluzione estrema che però non è stata scartata. Ma presto vedremo se il sogno di Cesana, e del Piemonte, potrà realizzarsi. Intanto continuano ad arrivare offerte da tutto il mondo. Di St.Moritz abbiamo detto: gli svizzeri che sono in corsa per i Giochi 2030 ci farebbero ponti d'oro (niente affitto della pista, ottimi alberghi). La Cina addirittura è disposta ad accollarsi tutte le spese, anche di viaggio: a Pechino c'è la pista da bob di Yanqing che lo scorso anno ha ospitato le Olimpiadi invernali e dove adesso si sta svolgendo la Bmw Ibsf World Cup. Proprio lì, oggi, l'equipaggio del quattro azzurro composto da Patrick Baumgartner, Eric Fantazzini, Robert Mircea e Lorenzo Bilotti ha chiuso al secondo posto (primi e terzi i tedeschi). E' il primo podio in Coppa del Mondo della nuova era del bob azzurro: per ritrovare un simile risultato nel bob a quattro in Coppa del Mondo bisogna risalire alla gara di Lake Placid del 2006. Nel due, invece, il risultato più recente è la vittoria di Simone Bertazzo (ora tecnico degli azzurri), nel 2011, sulla pista di Cesana. Sarebbe una pista perfetta, quella cinese. Ma si può andare in Cina per le Olimpiadi di Milano-Cortina? Non esageriamo... Ora anche la Germania sta valutando di ospitare le gare di bob, skeleton e slittino dei Giochi olimpici “italiani”.
"I tempi sono molto stretti, abbiamo bisogno di una settimana per fare una valutazione anche con i nostri partner politici" ha spiegato Andreas Trautvetter, presidente della Federazione tedesca di bob e slittino, nonché vicepresidente mondiale (il presidente è Ivo Ferriani, torinese). "Se vogliamo restare vicini a Cortina, non possiamo andare più lontani di Koenigssee", ha detto Trautvetter. La parte superiore del budello bavarese, però, nel luglio del 2021 è stato distrutto da un forte temporale ed è in corso la pianificazione per ricostruirlo. Le altre tre piste presenti in Germania, dove il bob è molto diffuso, sono quelle di Altenberg, Winterberg e Oberhof. Ma sono lontane sia da Milano che da Cortina: e poi come si fa andare in Germania? I tedeschi farebbero man bassa di medaglie di bob e slittino... Se l'Italia non riuscisse ad ospitare queste gare in un suo sliding center, sarebbe la prima volta nei 102 anni di storia dei Giochi invernali che una competizione si terrebbe al di fuori dai confini del Paese ospitante. Figuraccia garantita. Che deciderà il governo, metterà quei 40-50 milioni complessivi necessari per riqualificare Cesana? La scelta è politica, non solo tecnica: sinora i Giochi sono costati allo Stato 3 miliardi e 600 milioni, e non basteranno (ci sono le Varianti). Ma è arrivato il momento di decidere. E tutti devono metterci la faccia, anche chi in questi giorni è stato sempre in silenzio…
“L'ultimo tiro”, il libro di Iafrate su chi non si è mai arreso
“L'ultimo tiro. Storie di chi non si è arreso ad un destino di sconfitta” è un bellissimo libro di Valerio Iafrate, giornalista (Rai) e scrittore. Un libro che starebbe bene sotto l'albero di Natale perché si tratta di una ricerca approfondita di personaggi che sono stati capaci di cambiare il destino che sembrava segnato della loro storia sportiva. Hanno vinto da underdog (molto di moda di questi tempi, anche in politica). Sono le storie di tanti campioni, non solo Tamberi e Jacobs e Baldini, ma anche l'Uruguay campione del mondo di calcio che fece piangere il Maracana, Nibali, James “Buster” Douglas (che battè Tyson), Tonya Harding e Flavia Pennetta. C'è anche un capitolo riservato a William Frederick Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill, personaggio più che controverso. Iafrate è curioso, gli piace andare a scavare nelle vite dei campioni, trovando lati inediti e suggestivi di fatica, di trionfi e di sconfitte (splendido era anche il libro precedente, “American Icon”).
Anche la Wada contro i Giochi dell'Amicizia in Russia: “Dov'è l'antidoping?”
L'Agenzia mondiale antidoping (Wada) è preoccupata per i Giochi dell'Amicizia del 2024 che si svolgeranno in Russia. Il direttore generale della Wada, Olivier Niggli, durante la riunione del Consiglio di fondazione ha spiegato: "La Russia ha l'intenzione di organizzare potenzialmente un evento multisportivo che si chiama Giochi dell'Amicizia. La Wada ha riserve significative dal punto di vista dell'antidoping. Non abbiamo informazioni su quale tipo di programma antidoping, se del caso, sarà in atto durante quell'evento o quale organismo implementerà tale programma dato che Rusada (l'agenzia russa, ndr) non è ancora conforme al Codice mondiale antidoping. Secondo il Codice, un evento internazionale come questo non dovrebbe essere assegnato a un Paese la cui organizzazione nazionale antidoping non è conforme, quindi in quel contesto, come possono gli atleti avere la certezza di competere in un ambiente sicuro ed equo?". In precedenza, il Cio aveva inviato una lettera ai Comitati Olimpici nazionali, in cui raccomandava di rifiutare la partecipazione ai Giochi dell'Amicizia voluti da Putin.
Giochi Mediterraneo, nella nuova governance Malagò e Pellegrini
L'ex campionessa di nuoto Federica Pellegrini e il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sono negli organi della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo che si terrà a giugno 2026 a Taranto (con eventi anche a Brindisi e Lecce oltre che nei comuni del Tarantino e a Fasano e Conversano, rispettivamente nel Brindisino e nel Barese) e per la quale sono attesi circa 4mila atleti da 26 Paesi del Mediterraneo. Pellegrini e Malagò entrano negli organi dei Giochi - e in particolare nell'assemblea di indirizzo - dopo che governo e Coni, che mesi fa erano usciti dai vecchi organi contestandone il funzionamento, hanno ricostituito la governance su basi completamente nuove.