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Parigi 2024, boom di biglietti (10 milioni) ma traffico alle stelle

Parigi 2024, boom di biglietti (10 milioni) ma traffico alle stelle
(reuters)
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Mancano 245 giorni ai Giochi estivi di Parigi 2024: sarà un'edizione spettacolare, a cominciare dalla cerimonia inaugurale, prevista il 26 luglio, che per la prima volta nella storia non si terrà in uno stadio, ma lungo un fiume, la Senna appunto. L'Italia, negli ultimi Giochi, Tokyo 2020 (in realtà 2021 per via del Covid) vinse 40 medaglie, record di tutti i tempi. Giovanni Malagò, inguaribile ottimista, si augura il bis: non facile, anche se c'è la variabile Russia ed è complicato adesso fare pronostici. Sarà all'altezza della tradizione anche Casa Italia, un luogo cult ormai. Il lavoro di organizzazione in Francia procede bene, a Parigi c'è molto traffico. Intanto, circa 400.000 biglietti sono stati messi in vendita nell'ultima settimana di novembre. Parigi 2024 spera di vendere 10 milioni di biglietti in totale: ne ha già venduti 7,2 milioni, come ha dichiarato il direttore operativo Michael Aloisio. "Non credo che nessun altro comitato organizzatore abbia venduto così tanti biglietti in maniera così veloce", ha aggiunto. La maggior parte dei biglietti sono per eventi sportivi olimpici, hanno detto gli organizzatori, aggiungendo che sono disponibili anche biglietti per le cerimonie di apertura e chiusura. I prezzi non sono altissimi, tranne qualche caso. Molto alti invece i prezzi degli alberghi. Arriveranno milioni di persone da tutto il mondo e sarà un problema per il traffico. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha dichiarato infatti che "non saremo pronti" per il trasporto pubblico nella capitale durante i Giochi Olimpici, citando numeri e frequenza insufficienti di treni in alcune aree. La sindaca socialista, criticata per la sua recente vacanza a Tahiti, dove si terranno le gare di surf, ha spiegato che sono "due le cose su cui la capitale francese non sarà pronta", vale a dire "trasporti e alloggi per i senzatetto. Stiamo già affrontando difficoltà nel trasporto quotidiano e non riusciamo a raggiungere il livello di puntualità e comfort richiesti dai parigini", ha osservato Anne Hidalgo che ha attaccato anche il governo. Ma saranno Olimpiadi da ricordare, in luoghi iconici, anche se molto trafficate e caro prezzo. Poi, dopo Parigi 2024, i Giochi successi, invernali, saranno quelli di Milano-Cortina 2026. Malagò ha assicurato che saranno bellissimi. Ma sono da sciogliere ancora due nodi decisivi, il laboratorio antidoping e la pista di bob. La Simico sta esaminando le carte di Cesana, il 5 dicembre è prevista una cabina di regia a Palazzo Chigi (l'ultima era stata il 3 luglio scorso....) e il 6 dicembre, a Milano, è prevista la Fondazione Olimpica. Si decide. Finalmente. All'inaugurazione di San Siro mancano 804 giorni, ma è stato perso molto tempo in questi anni e ora si cerca di recuperare.

Malagò:”Venderemo 2 milioni di biglietti per Milano-Cortina 2026”

"Per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 noi venderemo 1,6 milioni di biglietti che arrivano a 2 milioni se avremo le infrastrutture che ci consentono di farlo": così il presidente del Coni e n.1 della Fondazione Olimpica, Giovanni Malagò, intervenuto oggi al Lombardia World Summit 2023 a Milano.
"Il problema non è la commercializzazione, ma è di infrastrutturazione. Non ci scordiamo - ha aggiunto - che uno dei motivi per cui abbiamo vinto la candidatura è che abbiamo da subito detto che avremmo fatto la cerimonia inaugurale a San Siro, uno stadio da 80mila posti. Questo è un grande valore aggiunto". "Ovunque ci sono problemi e criticità, anche per l'onda dovuta ai conflitti. Noi - ha continuato - ad oggi abbiamo un capex mal contato di investimenti che vale 1,5 miliardi. Bocconi e Ca' Foscari hanno detto che è generato scientificamente e analiticamente un Pil aggiuntivo di 4,5 miliardi". Questo "vuol dire un valore della produzione di 8,6 miliardi di euro. Quindi vuol dire che a prescindere dall'aspetto sportivo monstre, dalla questione sociale e dall'immagine e dal prestigio del Paese, oggi per ogni euro investito hai un ritorno almeno di 3 volte".

Scaroni: “Senza Decreto Crescita, addio grandi giocatori”

"L'unico beneficio del calcio italiano è il Decreto Crescita che ci permette di pagare con benefici fiscali i giocatori stranieri. Ogni tanto sento dire che si vorrebbe togliere questo beneficio, ma se non abbiamo questo beneficio fiscale non è che vengono lo stesso i grandi giocatori. Non verrebbero più i grandi giocatori e il fisco incasserebbe meno": così il presidente del Milan, Paolo Scaroni, al Lombardia World Summit a Milano.

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