Fra l'Arabia che mette le mani sempre più sullo sport mondiale, dal golf al tennis, passando per il calcio e il sollevamento pesi, ecco che Fifa e Uefa si sono lanciate in una corsa sfrenata per aumentare a dismisura le competizioni. E' solo una questione di soldi. Infantino e Ceferin non sono certo amici, ma vanno nella stessa direzione. I calciatori, coi loro sindacati, compreso quello europeo, contano poco o niente. Le Leghe uguale. I club sono ben contenti che possano arrivare più soldi visto come sono messi.
Dal 2024-25 alla nuova Champions League parteciperanno 36 quadre per 189 partite, il 50 per cento in più rispetto al format attuale. Più soldi per tutti quindi. E magari maggiori difficoltà per i campionati, schiacciati dall'Europa. La mossa di Ceferin è stata studiata apposta per stoppare qualsiasi velleità di chi voleva la Superlega (sbagliati tempi e modi, non l’idea). Ma anche la Fifa offre su un piatto d'argento la nuova Coppa del mondo per club, edizione numero 21: si giocherà negli Stati Uniti tra giugno e luglio del 2025. Addio vacanze per molti. Parteciperanno 32 club e l'Uefa avrà più di quattro posti (da studiare ancora la formula). Ci sarà la corsa per essere presenti, viste le cifre che gireranno.
Non parliamo poi di Mondiali ed Europei extralarge, spalmati su più Paesi e con un numero di partecipanti in ascesa. Tutto stravolto, ormai, si gioca sempre, inutile lamentarsi poi se i calciatori si fanno male. Basta aumentare le rose. Ma questa overdose di calcio in arrivo fra un paio di anni piacerà ai tifosi? Si è visto già come ci sia una certa stanchezza “televisiva”, soprattutto da parte dei più giovani.
Ma c'è un altro rischio in arrivo, questo più immediato, che potrebbe stravolgere le abitudini dei tifosi (anche) italiani. Dalla Uefa fino a Premier League, Lega di Serie A e Liga: in 619, fra aziende e istituzioni, hanno firmato un appello contro l’abolizione del geo-blocking. Il 13 dicembre il Parlamento Europeo voterà infatti per togliere l’esclusività territoriale sui contenuti audiovisivi. Una forte lobby si sta muovendo perché non accada. «Il settore cinematografico e audiovisivo in Europa esorta congiuntamente il Parlamento europeo-spiega l'appello-a votare a favore della cultura il 13 dicembre 2023 opponendosi alla richiesta di includere in futuro i servizi audiovisivi nel campo di applicazione del Regolamento Ue sul geo-blocking. Respingere la richiesta di includere in futuro i servizi audiovisivi è un voto a favore della preservazione della diversità culturale e linguistica in Europa». E continua così: «Un divieto sull’uso della tecnologia di geo-blocking per sostenere l’esclusività territoriale per i contenuti e i servizi cinematografici e audiovisivi metterebbe seriamente a repentaglio la sostenibilità creativa ed economica del settore cinematografico e audiovisivo in Europa. Ciò comporterebbe una diminuzione del numero e della varietà di film e contenuti audiovisivi prodotti, con una gamma più limitata di lingue. La distribuzione e la circolazione sarebbero drasticamente ridotte in tutta l’Ue. Ciò avrebbe un impatto diretto e negativo sul benessere dei consumatori: una significativa riduzione delle opzioni in termini di contenuti, distribuzione e opzioni di accesso, nonché un aumento dei prezzi».
La Lega di A è preoccupata, molti tifosi si potrebbero rivolgere alle emittenti straniere per vede le partite di campionato: dopo aver combattuto per anni contro la pirateria, con l'ad Luigi De Siervo in prima linea, ora si rischia di stravolgere il mercato televisivo, creando danni consistenti anche al calcio italiano perché molti si potrebbero rivolgere alle tv straniere. La Lega ha appena chiuso un buon contratto sui diritti domestici, con l'impegno di Dazn e Sky, Mediaset ha confermato il suo interesse sulla Coppa Italia e adesso De Siervo sta portando avanti le trattative per quanto riguarda i diritti esteri. Assurdo fare paragoni con la Premier League, chi lo fa non conosce la realtà, sono due mondi diversi. L'Italia fa i suoi piccoli passi avanti: i diritti tv sinora portano in cassa 250 milioni all'anno, nel prossimo contratto si spera di arrivare a trecento. Il 18 dicembre altra assemblea di Lega per approvare le offerte di una decina di emittenti estere. Intanto, la Supercoppa nuovo stile, con la final four, porta nelle casse 23 milioni di cui sette vanno alla vincitrice. Napoli, Lazio, Inter e Fiorentina saranno di scena in Arabia, a Riad, dal 21 al 25 gennaio. Con l'Arabia la Lega italiana ha sottoscritto un accordo che prevede la disputa di quattro edizioni della Supercoppa in sei anni. Un affare. Lo sport, come si sa, sta andando sempre più verso Qatar, Arabia, Emirati Arabi. Lì ci sono i soldi. Ogni tanto salta fuori qualche protesta, ma non cambia nulla. La strada è segnata. Lo stesso De Laurentiis è ben felice che il suo Napoli giochi a Riad. Dovesse vincere la Supercoppa italiana, ormai da anni itinerante (è stata anche in Libia da Gheddafi nel 2001), dopo lo scudetto in cassa arriverebbero altri sette milioni...