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Malagò: “Parigi 2024? Con 41 medaglie, mezzo miracolo...”

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò

 (ansa)
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A Parigi "sarà complicatissimo" per la squadra azzurra "ripetere l'edizione record di Tokyo", dalla quale l'Italia è tornata con 40 medaglie. E' il pronostico di Giovanni Malagò, presidente del Coni, ospite oggi di Radio anch'io sport (Rai Radio 1). Nei prossimi Giochi estivi ci saranno "discipline sportive nuove, che sono sempre una incertezza". E poi "abbiamo assistito all'allargamento impressionante delle Nazioni che portano atleti a medaglia, specie nelle discipline individuali". Molto dipenderà dal numero dei pass olimpici: "Oggi siamo a cifra tonda, 100. A Tokyo gli atleti italiani furono 381, siamo indietro nelle qualificazioni degli sport di squadra".

A chi si è lanciato in previsioni molto ottimistiche, Malagò ha risposto che tornare a casa con 41 medaglie "sarebbe già un mezzo miracolo. Dovremmo riuscire a prenderne dove in Giappone non è successo, come nella scherma". Una forte concorrenza il presidente del Coni se l'aspetta dalla Francia, "che si sta preparando da anni per i Giochi in casa". In conclusione "non è pensabile ripetere i 5 ori nell'atletica leggera. Magari arriveranno da qualche altra disciplina".

Malagò ha parlato anche di Milano-Cortina 2026. ”Su questo argomento sono, coscientemente o illogicamente, sereno. Il problema è solo politico" ha spiegato a proposito della pista da bob (il bando di Cortina si chiude il 18 gennaio, ndr). "Il 24 giugno 2019 vincemmo la candidatura presentando un master plan secondo il quale certi impianti andavano fatti in certi posti - ha riassunto Malagò - Questo master plan è stato già rivisitato. Noi assolutamente volevamo fare la pista a Cortina, rievocazione della vecchia, memoria delle grandi gesta di Eugenio Monti. E' stata fatta una gara pubblica, indetta dallo Stato". Il governo dell'epoca "decise di creare due società: una che si occupa di sport ed organizza la manifestazione, la Fondazione Milano-Cortina 2026", anche per mandare al Cio il segnale "che lo sport sarebbe stato considerato". Ed una seconda "al 100% pubblica, governo italiano, che si doveva occupare di realizzare le opere". Vale a dire la Simico. La gara pubblica, "fatta con molto ritardo, tra Covid e crisi delle materie prime, è andata deserta. Perché?
Chiedetelo a loro...".

Fra il n.1 del Coni e della Fondazione e la Simico i raporti sono tesi da questa estate. Poi è andata deserta anche la gara a trattativa privata "ed il Cio è stato felice di questa notizia. Fin dal primo giorno infatti chiede che non si costruisca una pista nuova, nè in Italia né altrove, perché nessuna nuova realizzazione sta in piedi con un business plan. Loro dicono 'se la pista c'è e funziona, usate quell'impianto'. L'esistenza era da discutere, il funzionamento non c'era". "La mia previsione - ha concluso Malagò - è che l'Italia sventolerà la sua bandiera ed io, che sono un patriota malato d'Italia, con grande spirito di squadra proverò ad andare al Cio, accompagnato da qualche esponente del governo, per cercare di fargli cambiare idea. Se ci riusciamo bene, altrimenti con la cosicenza siamo a posto. Io dico che Milano-Cortina sarà la migliore edizione invernale dei Giochi di sempre".

Nel pomeriggio, Malagò ha aggiunto: "La pista di bob? Non penso di essere matto, ma sono molto sereno. Per il Cio l'argomento è chiuso. Ammesso che ci sia l'azienda e la Fondazione approvi, io sono pronto ad accompagnare più rappresentanti del governo a Losanna per dire che l'Italia ha avuto questa nuova possibilità. Quello che preme ricordare, è che oggi il mondo va in questa direzione. Saremo l'ultimo degli avamposti che, in termini di cronaca del masterplan delle Olimpiadi, hanno cercato di realizzare un qualcosa tutto in house. Quando abbiamo ricevuto una telefonata da parte di chi aveva la responsabilità di realizzare l'opera, noi abbiamo fatto il nostro. Succedono delle cose in corso d'opera in sei anni e mezzo con amministrazioni che cambiano - aggiunge Malagò - e vincoli finanziari. La politica italiana ha avuto un sussulto di orgoglio e nazionalismo. Io non ho boicottato, ho preso atto della ferma volontà della politica e adesso tra una decina di giorni si scoprirà se ci saranno una o più aziende che risponderanno presente al nuovo bando di gara, con le garanzie necessarie. Finora non si era trovata". "Non è giusto che negli ultimi tre mesi e mezzo -spiega ancora il n.1 del Coni - si sta producendo uno sforzo straordinario, molto si sta sistemando ma si fa fatica a raccontare tutte le cose positive che si stanno facendo, la pista di bob sembra essere diventata il centro del mondo".

Chico, nuovo digital ambassador di Milano-Cortina 2026

Chico, il cane più tenero e divertente del web, entra nella squadra dei digital ambassador dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Si allarga così il team dei content creators che fin dall’inizio del percorso di organizzazione dei Giochi Invernali del 2026 si sta facendo promotore dei valori dello sport, coinvolgendo con contenuti creativi tutte le generazioni, dai più piccoli ai più grandi. Accompagnato da Francesco Taverna (alias ‘Il Frikkettone’) e dalla sua inseparabile ‘mamma’, Chico (@iosonochico_) intratterrà tutti i suoi ‘frollower’ raccontando in maniera giocosa e gioiosa il mondo Olimpico e Paralimpico di Milano Cortina 2026. Il piccolo quadrupede - già noto per la sua spiccata passione per gli sport, la neve e la natura - è il primo testimonial digitale a quattro zampe nella storia dei Giochi.

Paola Ferrari e Simona Rolandi, ottimi ascolti con Novantesimo e Ds

Con piena soddisfazione del direttore di Rai Sport, Jacopo Volpi, le due trasmissioni-cult, Novantesimo e Domenica Sportiva, affidate a Paola Ferrari e Simona Rolandi, stanno ottenendo ottimi risultati. La Ds ieri sera ha fatto il 9,57 per cento, e senza traino. Bene anche Novantesimo Minuto che nel pomeriggio domenicale è in una fascia complicatissima fra intrattenimento e preserali. Volpi soddisfatto anche per gli ascolti del calcio femminile, che ha sfiorato il 4 per cento nel pomeriggio di Rai2 anche se il movimento sembra avere problemi di crescita.

Giochi giovanili invernali 2028, il Coni spera

"È capitato, e capiterà sempre di più nelle Olimpiadi invernali, che dove si sono svolte, in automatico o a distanza di qualche anno, vengano fatte le Olimpiadi giovanili invernali. E' una scelta fatta anche per capitalizzare gli investimenti. Questo è il caso della Corea del Sud, e pensiamo ci siano i presupposti sulla candidatura italiana dopo il 2026": lo dice il presidente del Coni Giovanni Malagò durante l'annuncio dei Flora Tabanelli come portabandiera alle Olimpiadi giovanili invernali di Gangwon (74 gli azzurri in 13 discipline). La speranza è di avere i Giochi giovanili del 2028 in Lombardia e Trentino. Malagò inoltre condivide idea Cio di avere due portobandiera a Parigi 2024, un ragazzo e una ragazza.

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