Parigi 2024, che succederà con gli atleti di Israele?
di Fulvio BianchiUn brutto segnale. Come scritto da Repubblica, la Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio (IIHF) ha sospeso Israele da tutte le competizioni, almeno "per il momento", per proteggere la sicurezza dei partecipanti, "compresi gli israeliani". "Dopo un'attenta revisione della situazione, il consiglio dell'IIHF ha deciso che Israele non parteciperà alle competizioni per il momento a causa delle preoccupazioni per la sicurezza di tutti i partecipanti ai campionati. Israele avrebbe dovuto prendere parte al campionato del Mondo in Divisione II-A. In conformità con l'impegno dell'IIHF a proteggere tutti i partecipanti e il suo obbligo di attuare adeguate misure di sicurezza e salute a tal fine, il consiglio dell'IIHF (...) ha deciso quindi di sospendere la partecipazione della squadra nazionale israeliana alle competizioni dell'IIHF fino a quando non saranno garantite la sicurezza e il benessere di tutti i partecipanti (compresi gli israeliani)", ha aggiunto l'IIHF, osservando che la decisione è stata presa dopo discussioni con i Paesi partecipanti e il Paese ospitante.
Un precedente grave, anche perché fra 196 giorni iniziano i Giochi di Parigi 2024. l team israeliani hanno dovuto apportare diverse modifiche ai loro piani dall'inizio del conflitto di Gaza. I movimenti sono stati limitati e i team sono stati costretti a giocare come padroni di casa al di fuori del loro territorio, sia a livello internazionale con le loro squadre nazionali che con i loro club nazionali. Questa situazione si è verificata, ad esempio, quando la Uefa ha emesso un ordine che vietava di giocare le partite fino a nuovo avviso: ha chiesto ai club di trovare sedi alternative per le gare internazionali. Questo è stato il caso del Maccabi Haifa e del Maccabi Tel Aviv.
Nel basket anche il Maccabi Tel Aviv è stato costretto a giocare l'Euro League di basket contro il Monaco a Belgrado il 2 gennaio. La nazionale di calcio invece ha giocato due partite di qualificazione a Euro 2024 contro la Svizzera e contro la Romania in Ungheria il 15 e 18 novembre. La decisione dell’IIHF potrebbe portare a contestazioni in tribunale. L'hockey su ghiaccio in Israele esiste dagli anni '90 ed è gradualmente in aumento. Di recente la Nazionale è riuscita a essere rappresentata alle Olimpiadi del 2020 (2021) a Tokyo, risultato notevole per il Paese. Il Cio non ha detto nulla sulla decisione della Federazione internazionale hockey su ghiaccio: forse ne parlerà la prossima settimana Thomas Bach in occasione dell'esecutivo di Seul. Nessuna chiusura al momento alla delegazione israeliana ai Giochi parigini: da Tel Aviv hanno già avvisato che si presenteranno con i loro atleti migliori. Di sicuro, come sempre, saranno accompagnati da agenti del Mossad anche nel Villaggio olimpico. Gli organizzatori di Parigi sono molto attenti, e assai preoccupati per i rischi del terrorismo, anche se la cerimonia inaugurale, il 26 luglio, è stata confermata per ora lungo la Senna. Ci potrebbero essere però problemi diplomatici se gli atleti di Israele dovessero incontrare atleti di alcuni Paesi arabi. Potrebbero rifiutarsi di gareggiare come già successo in passato. Ma il Cio ha ribadito di recente che Israele ha tutti i diritti di partecipare ai Giochi. Intanto, circa 200 atleti ucraini hanno firmato una petizione per chiedere che russi e bielorussi non partecipino ai Giochi nemmeno come neutrali non essendosi dissociati dalla guerra (ma come avrebbero potuto farlo? che avrebbe detto, o fatto, Putin?...). Di sicuro non ci saranno gli atleti russi che fanno parte di corpi militari, e in alcuni sport come la scherma sono i migliori, e nemmeno ci saranno le squadre di volley, basket, pallanuoto. La delegazione russa sarà molto ristretta, circa 50-60 persone, e non vincerà di sicuro le medaglie che ha vinto in passato.
Malagò: “La pista di bob? A fine mese la spy story finirà...”
"Da qui a fine mese questa spy story avrà la sua fine". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando della questione pista da bob di Milano-Cortina a margine della conferenza stampa per la firma del contratto collettivo nazionale del lavoro per i lavoratori dello sport. "Il 18 gennaio è una data fissa, obbligata - ha spiegato -. Rappresenta il primo dei tre step da qui a fine mese. Perché in base alle adesioni e proposte delle aziende questa vicenda va avanti, se non ci fossero l'argomento si chiude lì". Per il 18 gennaio, infatti, è prevista la scadenza del bando in relazione al progetto "Cortina 2 light". "Dopo c'è un passaggio intermedio il 22 gennaio che è l'assemblea dei fondatori, elemento imprescindibile perché sono l'anima politica- ha spiegato -. Devono prendere atto delle risultanze della nostra relazione da quello che è emerso dal piano B, ovvero i posti vicini (St.Moritz, ndr), perché nel frattempo stiamo lavorando". "Infine c'è il cda della Fondazione Milano-Cortina - ha concluso il presidente del Coni - che recepirà tutto questo e trasmetterà a Federazioni internazionali e Cio".