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Coni e il dopo Malagò, si candida anche Zaia?

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò

 (ansa)
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Mesi decisivi, sul fronte politico e sportivo. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, punta al terzo mandato, la Lega lo vorrebbe alle Europee, ma lui, come si sussurra da tempo nel Veneto e in ambienti sportivi, potrebbe anche correre nel 2025 per la presidenza del Coni. Il mandato di Malagò scade infatti il 30 maggio 2025, dopo i Giochi di Parigi 2024, ma si augura che possa cambiare la legge (per lui vorrebbe dire candidarsi per il quarto mandato). Ma è chiaro che se dovesse cambiare la legge attuale, non riguarderebbe solo il Coni ma anche il Cip di Pancalli, l'Uits (tiro a segno), l'Aci e l'Areoclub, tutti Enti pubblici. Nei prossimo mesi, non più avanti, ci dovrebbe essere una decisione, anche perché le elezioni delle Federazioni scattano già da settembre, subito dopo le Olimpiadi parigine e la poltrona del Coni è molto ambita. Nel mondo della politica c'è forte agitazione.

Oltre a Zaia, potrebbero correre in tanti per il dopo Malagò: non solo presidenti di Federazioni importanti, olimpiche, ma anche dirigenti sportivi di lunghissimo corso e forse anche altri esponenti politici. Non si sa ancora se ci sarà una presenza femminile. Ci sono meccanismi particolari nel mondo dello sport, non conta la militanza politica ma contano altri fattori. Si viene eletti, non nominati in base a giochi di partito. A volte chi governa non lo capisce, quando tenta di mettere le mani sul Coni e sulle principali Federazioni…

Malagò è stato eletto la prima volta, a sorpresa, il 19 febbraio 2013: riuscì ad avere la meglio su Lello Pagnozzi (40 a 35) che era il delfino di Gianni Petrucci, 14 anni al Coni. Nella seconda elezione, 11 maggio 2017, l'imprenditore romano prese 67 voti su 75, superando Sergio Grifoni mentre nella terza, il 13 maggio 2021, con 55 voti staccò nettamente Renato Di Rocco, ex n.1 del ciclismo, e Antonella Bellutti (una preferenza), prima donna nella storia a candidarsi per la presidenza del Coni.

Ora, ovviamente, Malagò, che è anche membro Cio (almeno sino al 2029) e n.1 della Fondazione olimpica Milano-Cortina 2026, si augura di poter avere un altro mandato per portare a termine il suo lavoro. Di sicuro non avrebbe rivali alle urne. La decisione spetta alla politica, dove il presidente del Coni ha amici e nemici. Nel frattempo lo sport italiano continua a vincere ovunque, come si è visto anche in questi giorni, il 17 è prevista una Giunta Coni, il giorno successivo si aprono le buste per la pista olimpica di Cortina (forse c'è una ditta italiana interessata) e Malagò a Seul spiegherà a Bach e all'esecutivo del Cio come procede, pur fra mille ostacoli, l'organizzazione di Milano-Cortina 2026.

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