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Giochi giovanili invernali 2028, l'Italia non è più candidata unica (tutta colpa di Milano-Cortina...)

Giochi giovanili invernali 2028, l'Italia non è più candidata unica (tutta colpa di Milano-Cortina...)
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Colpo di scena: l'Italia, con la Lombardia e il Trentino, non è più la candidata unica per le Olimpiadi giovanili invernali 2028. Si sperava che il Cio decidesse nella sessione autunnale di Mumbai ma, visti i pasticci di Milano-Cortina 2026, Thomas Bach ha preferito prendere tempo. La decisione si dovrebbe avere quindi nel 2024, in una sessione straordinaria (ma non a Parigi nè a Losanna). Il Cio ci tiene molto agli ”Yog”, i Giochi giovanili sia invernali che estivi: adesso sono in corso di svolgimento quelli invernali in Sud Corea, a Gangwon, e il Team Italia, con i suoi scatenati under 18, è addirittura in testa al medagliere, vince ovunque, dallo sci allo slittino (in tutto per ora 9 ori, 2 argenti e 2 bronzi). Una grande soddisfazione per il Coni: lo sport italiano domina non solo sulle nevi. E pensare che da noi l'educazione sportiva nelle scuole è ancora una cenerentola (ma questo è un altro discorso).

Torniamo ai Giochi giovanili del ‘28, in una intervista ad Antenne 2 Christophe Dubi, braccio destro di Bach al Cio, ha rivelato che “l'Italia non è l'unica candidata. Ma non posso dire chi si è fatto avanti...”. Malagò sperava di chiudere la pratica lo scorso anno, non è così. Improbabile che sia una candidatura che viene dai Paesi asiatici, visto che si sta gareggiando in Corea. L'Ucraina aveva manifestato il suo interesse, prima della guerra, e anche gli Usa ci avevano fatto un pensierino con Lake Placid. Ora la rivale dell'Italia per il 2028 potrebbe essere la Svezia, abbonata alle sconfitte, addirittura otto, nelle sue candidature olimpiche (l'ultima contro Milano-Cortina 2026).

Il Coni vorrebbe dare continuità, passando appunto dai Giochi del 2026 a quelli under 18 del 2028 e utilizzando così molti impianti che serviranno fra due anni. Verrebbe ripescata la pista di pattinaggio di Baselga di Pinè , scartata per motivi economici dai Giochi 26 (si va alla Fiera di Rho), e verrebbe utilizzata anche la pista di Cortina, se sarà pronta...., per bob, skeleton e slittino. Nel bob e nello skeleton non ci siamo ai Giochi coreani (vedi Spy Calcio del 21 gennaio) mentre nello slittino abbiamo dominato con 4 ori. Ora siamo in corsa per la seconda Olimpiade, che porta continuità e un grosso movimento, circa 1900 giovani, ma intanto bisognerà completare in fretta il masterplan di Milano. Quei pasticcioni di italiani, direbbero al Cio…

Cortina, gli ambientalisti scrivono al Cio: “No alla pista di bob”

Una sola offerta è stata presentata lo scorso 18 gennaio alla gara di appalto della nuova pista da bob, skeleton e slittino (sliding center) di Cortina da realizzare per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina che si svolgeranno a partire dal 6 febbraio 2026, cioè tra appena due anni. Nonostante i tempi per la realizzazione dell'opera siano sempre più stretti e il Cio ne abbia contestato ripetutamente l'utilità, il governo e la Regione Veneto perseguono l'obiettivo della realizzazione della pista da bob di Cortina (costo base di 81,6 milioni di euro, consegna dei lavori entro 15 mesi) che viene contestata dalle associazioni di protezione ambientale. I presidenti nazionali delle Associazioni di protezione ambientale Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano e WWF Italia, hanno così inviato, nei giorni scorsi, una lettera, al presidente del Cio, Thomas Bach, in cui ribadiscono i motivi della propria opposizione al progetto che, secondo loro "è privo di ogni valutazione ambientale pur riguardando una delle più delicate valli alpine, di grande bellezza naturale e ricca biodiversità, nota in tutto il mondo per il suo straordinario paesaggio, e pertanto viola la normativa dell'Unione Europea oltre a uno dei principi fondamentali della Carta Olimpica che riguarda il rispetto dell'ambiente; mette a forte rischio la sicurezza degli atleti e del pubblico perché posticipa la scadenza per la consegna dei lavori e la pre-omologazione della pista dal 15 novembre 2024, data stabilita nel dossier, ad aprile 2025 (tra soli 15 mesi) e perché fissa nell'autunno successivo l'omologazione e i test events necessari per testare la sicurezza della pista e apportarvi gli eventuali necessari correttivi, a ridosso dell'inizio dei Giochi - con tempi, quindi, quasi dimezzati rispetto a quelli fissati nel dossier di candidatura (da 40 mesi a 21) - tali da rendere oggettivamente impossibile ottenere un'effettiva sicurezza; elimina proprio quegli elementi che nel precedente progetto avrebbero mitigato, sia pure molto parzialmente, l'impatto sul paesaggio: copertura della pista, rivestimento e tetto verde dell'edificio dell'impianto di refrigerazione, semplificazione dei rivestimenti della pista, interramento di parte del tracciato; è del tutto negativo dal punto di vista della legacy perché manca un piano per il futuro e il costo annuale dell'impianto a regime, se verrà realizzato, supererà abbondantemente 1.200.000 euro, di cui solo un terzo è stato assicurato dalla Regione Veneto e il resto è assolutamente insostenibile per il Comune di Cortina che, come ha dichiarato il sindaco, Gianluca Lorenzi, rischia il default e pertanto sarà obbligato ad abbandonare la gestione dell'impianto, come è avvenuto per la pista di Cesana realizzata per i Giochi invernali di Torino 2006; l'impianto non è assolutamente giustificabile sul piano dell'utilità e della redditività se si considera che in Italia i praticanti ufficiali delle tre discipline interessate sono solo 59 e che anche nel resto del mondo è assai ridotto il numero sia di atleti che di competizioni”.

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