Un passo avanti, speriamo decisivo. Lo sport volta pagina, il ministro Andrea Abodi, manager più che politico, ha definito finalmente le linee guida di Sport e Salute spa, “società in house dell'autorità di governo”. Ci è voluto molto tempo, è vero, ma i tempi della politica, si sa, a volte sono lenti.
Un pacchetto molto ampio: “Direttive pluriennali in ordine al programma di attività, alla organizzazione, alle politiche economiche, finanziarie e di sviluppo per il quadriennio 2023-2026”. Lo slogan, suggestivo e forse anche in parte utopistico, è ”sport per tutti e di tutti”. Deve essere un diritto, spiega Abodi. Si punta a “contribuire al miglioramento della qualità della vita”. Sport e Salute ha già cambiato management: ora c'è un presidente, Marco Mezzaroma, molto stimato dalla premier Giorgia Meloni, e un ad, Diego Nepi Molineris, manager di grande livello, conosciuto e apprezzato da anni nel mondo dello sport. Cambierà anche la sede: ora Sport e Salute è a Palazzo H, nella stessa struttura che ospita il Coni: si sposterà non di molto, negli uffici Ex Civis a due passi dalla Farnesina, entro il terzo trimestre 2024. Sport e Salute opera “in assoluta complementarietà funzionale rispetto al Coni con il quale valuterà ogni eventuale forma di collaborazione”, ha spiegato il ministro. Insomma, basta scontri, attriti, sprechi di risorse, duplicazioni. L'auspicio del ministro dello sport è che fra i vari “attori”, Coni e Sport e Salute in primis, ci sia rispetto degli “ambiti di competenza e i profili della collaborazione”.
Ci sono segnali positivi: così dovrebbe essere stavolta, nell'interesse dello sport. Giovanni Malagò è soddisfatto, ”definiti i perimetri” ha detto di recente, ed è in buoni rapporti con il nuovo presidente, Marco Mezzaroma. In passato c'erano stati contrasti, accuse di invasione di campo: ma le “linee” non erano state definite bene da chi si doveva occupare di sport a quei tempi (Spadafora e Vezzali), anche se l'allora presidente-ad di Sport e Salute, l'avvocato pugliese Vito Cozzoli, aveva sempre lavorato con passione e impegno. Ora si volta pagina, o almeno si spera. Ci sono tanti aspetti importanti nel piano Abodi: basta pensare allo sport nella scuola, siamo la cenerentola (eppure vinciamo medaglie ovunque...). Una battaglia portata avanti da anni da ministri (a volte distratti), da presidenti del Coni (prima Petrucci poi Malagò). Risultati scarsi, le scuole e le università sono un mondo a parte: problema fondamentale-cui Sport e Salute dovrà mettere mano trovando le risorse-sono gli impianti. Dove sono le palestre? Nel piano è previsto un censimento e mappatura degli impianti: è da una vita che se ne parla.
Sport e Salute prevede anche il rilancio dell'Istituto di medicina e scienza dello sport nella nuova sede dello stadio del nuoto del Foro Italico, “attraverso la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree ad esso destinate, valutando anche la possibilità di operare sul mercato insieme al Coni”. Resta, ovviamente, di pertinenza del Coni l'Istituto di Medicina dell'Acqua Acetosa, importante polo all'avanguardia con macchinari e specialisti di ogni disciplina, fiore all'occhiello riservato a tutti atleti olimpici. Così come di fronte al nuovo impianto che costruirà Sport e Salute opera da anni il Centro Universitario di medicina dello sport dell'Università del Foro Italico, unico ateneo statale dedicato alle scienze motorie e sportive. Non è forse uno spreco costruire un terzo centro per Sport e Salute?
Nel piano di Abodi è prevista anche la tutela “dell’indipendenza dell'organizzazione nazionale antidoping, Nado Italia, nel rispetto dei principi sanciti dal codice mondiale antidoping”. Il presidente di Nado Italia è il professor Fabio Pigozzi, anche n.1 della Federazione internazionale medici sportivi. Sport e Salute, di recente, ha distribuito 315 milioni di contributi statali alle Federazioni sportive (e stavolta ci sono stati pochi malumori). Le Federazioni hanno come vertice apicale il Coni. C'era un progetto, di cui forse era favorevole anche lo stesso Abodi, per cambiare: vale a dire dare al Dipartimento dello Sport, di intesa con il Coni, la possibilità di scegliere i criteri di distribuzione. Alla fine è restato tutto come prima, se ne occupa Sport e Salute e il Coni ne resta fuori. Il piano di Abodi, comunque, è quantomai impegnativo: Sport e Salute ha anche il compito di “eloborare campagne di comunicazione, ricerche e studi diretti anche con riferimento alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, dell'uso di sostanze stupefacenti e dell'abuso di alcol, nonché dei femomeni di bullismo, ludopatie e internet addiction disorder”. Abodi ha convocato al ministero Mezzaroma, Malagò, Nepi e Mornati. Ora, al lavoro...