Pista di bob a Cortina, via al countdown (con contestazione)
di Fulvio BianchiPronti, via: iniziati oggi ufficialmente, con la consegna alla Pizzarotti, i lavori per la pista di bob di Cortina. Ci vorranno, in tutto, 625 giorni, anche se una data-chiave è marzo 2025 per i collaudi. Una cinquantina di persone si è radunata stamani all'altezza della curva Antelao della vecchia pista da bob in località Ronco ad un quarto d'ora a piedi dal centro di Cortina, per manifestare contro la realizzazione del nuovo “budello” olimpico. Presenti per ribadire la contrarietà alla nuova opera, gruppi di alcune associazioni ambientaliste non solo dell'Alto Bellunese ma anche della vicina Alta Val Pusteria in Alto Adige e persino Milano e Tirolo. Sul posto anche forze dell'ordine. Costo totale per l'impianto di bob, skeleton e slittino circa 120. Una corsa contro il tempo.
Oggi intanto primo cda della Simico con la nuova governance a trazione leghista: Fabio Massimo Saldini ha sostituito Luigi Valerio Sant'Andrea come ad e commissario, ma le colpe olimpiche sono di tanti. Francesco Ricci Bitti, presidente Asoif (associazione Federazioni olimpiche estive) e dirigente molto ascoltato da Bach, in una intervista a www.sportolimpico.it ha spiegato di aver sconsigliato l'estate scorsa al n.1 del Cio “dal considerare l'ipotesi di una nuova esperienza commissariale sul modello di Torino 2006”. “La posizione degli interlocutori italiani Cio (Malagò e Ferriani, ndr) rimaneva ideale in riferimento alla criticità del masterplan e non vedevo al momento chi avrebbe potuto fare meglio di fronte a visioni e indecisioni della politica da cui l’agenzia per la realizzazione delle necessarie opere dipende. Inoltre, a livello di specifiche sportive, la nomina forse tardiva dell’ottimo Varnier era già stata di fatto un commissariamento operativo”.
Bach ha stima di Giorgia Meloni e di Giovanni Malagò e anche questo ha evitato un intervento “forte” del Comitato olimpico internazionale. Ricci Bitti ha escluso inoltre che il Cio (nei prossimi giorni prevista una ispezione in Veneto, Cortina compresa) si sia pentito di aver assegnato all'Italia i Giochi invernali 2026, pur tenendo presente che di alcune opere infrastrutturali “incluse nella candidatura, importantissime per i territori del Bellunese e delle Valli Lombarde se ne vedrà il completamento certamente molto dopo i Giochi del 2026”. Film già visto in Italia. L'importante è che siano pronti in tempo almeno gli impianti sportivi...