Mancano 150 giorni alla maxi-inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi 2024, qualcosa che resterà nella storia dello sport perché per la prima volta non si terrà in uno stadio, ma lungo un fiume, la Senna ovviamente. In tanti, a cominciare dal presidente Macron, sono preoccupati per il rischio terrorismo, visto che la Francia, purtroppo, è stata colpita parecchie volte e le guerre ancora in corso aumentano i fattori di rischio. E' stato deciso di ridurre il numero delle persone che potrà assistere lungo la Senna alla sfilata delle imbarcazioni con le delegazioni olimpiche, ma nessun piano B (almeno a livello ufficiale). L'inaugurazione non verrà spostata. Così come ci sono preoccupazioni per le acque della Senna.
Gli organizzatori dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi sono preoccupati per il loro impegno a organizzare eventi di nuoto in acque libere nella pittoresca ma spesso inquinata Senna. I funzionari della città di Parigi insistono sul fatto che "non esiste un piano B". Lo scorso agosto, le prove di nuoto della maratona sono state cancellate perché l'acqua era troppo sporca, così come le tappe di nuoto in due dei quattro giorni di prove di triathlon e para-triathlon. La città di Parigi ha insistito sul fatto che "non c'è un piano B".Il percorso per gli eventi maschili e femminili di 10 km inizia presso l'iconico Beaux-Arts Pont Alexandre-III e, con gli Invalides e la Torre Eiffel sullo sfondo, si dirige per 1 km lungo il fiume passando per altri famosi monumenti, tra cui il Musée d'Orsay e il Grand Palais.Forse opportunamente, passa davanti al Museo delle Fognature di Parigi, recentemente rinnovato, e al più minimalista Pont d'Alma prima di tornare indietro. Le nuotate di triathlon sono più brevi e tornano prima. Il percorso è stato scelto per mostrare la bellezza di Parigi.È anche politicamente simbolico: nuotare nella Senna è vietato dal 1923, ma i sindaci di Parigi che si sono succeduti hanno promesso di aprirla.
Nel 1990, quando era sindaco prima di diventare presidente francese, Jacques Chirac promise che il fiume sarebbe stato "presto" abbastanza pulito da poterci nuotare e che avrebbe festeggiato facendo un tuffo. Non l'ha mai fatto. Anche l'attuale sindaco, Anne Hidalgo, forte sostenitrice delle iniziative verdi, ha promesso di fare il grande passo prima dell'inizio delle Olimpiadi e che il pubblico sarà in grado di nuotare in tre luoghi entro il 2025. Deve ancora bagnarsi i piedi. I funzionari della città sostengono che la qualità dell'acqua è migliorata, ma nessuno dei campioni prelevati tra giugno e settembre 2023 ha soddisfatto gli standard europei per la qualità minima dell'acqua per la balneazione. Il grosso problema è la materia fecale. I batteri nell'acqua aumentano quando le forti piogge spazzano via i detriti e le acque reflue non trattate dalle rive e gli scarichi e le fognature traboccanti nel fiume. La città testa l'acqua in 14 punti. Nel 2022, la qualità dell'acqua è stata valutata "sufficiente" in tre di essi, ma è peggiorata la scorsa estate.
L'evento di nuoto in acque libere dello scorso agosto è stato cancellato dopo che forti rincorse hanno fatto salire i livelli di E.coli fino a sei volte il livello target fissato da World Aquatics. La città di Parigi ha insistito sul fatto di aver "imparato" dai problemi di campionamento durante gli eventi di prova. Le autorità nazionali e locali stanno inoltre investendo 1,4 miliardi di euro (più di 1,5 miliardi di dollari) in cinque progetti per ripulire l'acqua. Secondo un funzionario della città di Parigi, i test falliti per il triathlon a squadre e, due settimane dopo, il nuoto para triathlon non sono stati causati dalla pioggia ma da un "malfunzionamento della valvola" nel sistema fognario di Parigi. Il meteo rimane il "rischio principale", secondo il Municipio di Parigi, che teme "piogge eccezionali".
L'unico piano di emergenza per gli eventi di nuoto è quello di posticiparli di qualche giorno. "Non c'è soluzione per spostare l'evento, il triathlon e il nuoto in acque libere si svolgeranno nella Senna il prossimo anno", ha dichiarato Tony Estanguet, direttore del comitato organizzatore di Parigi 2024, dopo le cancellazioni dello scorso agosto. Per gli atleti questi sono i Giochi Olimpici e l'acqua sporca è un rischio costante nelle competizioni in acque libere.
Alla fine delle prove per le Olimpiadi di Tokyo, i nuotatori hanno protestato per la qualità dell'acqua nella baia di Tokyo. La baia inquinata di Guanabara ha fatto notizia in vista delle Olimpiadi di Rio 2016. "Uno scenario scintillante", ha detto il due volte campione del mondo italiano Gregorio Paltrinieri ai media italiani a gennaio. "Anche se l'acqua è sporca, preferisco nuotare in un'atmosfera elettrica nel centro di Parigi piuttosto che in uno specchio d'acqua anonimo". Il francese Marc-Antoine Olivier, che ha vinto l'argento ai Campionati del Mondo in Qatar all'inizio di febbraio, si è detto entusiasta della sede. "Le persone potrebbero avere paura di ciò che c'è nell'acqua, ma nuotare in un luogo storico sarà incredibile", ha detto. "Certo, molte persone cercheranno di fare un po' di storie sulle condizioni che avremo in acqua, ma se sappiamo nuotare allora non c'è problema. "Non correranno il rischio che noi nuotiamo e che qualcuno prenda qualcosa. I triathlon potrebbero diventare duathlon come alcuni hanno fatto l'estate scorsa. Sarebbe un peccato, ma ci siamo adattati a un duathlon", ha detto la britannica Beth Potter, che ha vinto l'evento di prova individuale.
Una nuova partnership per le Olimpiadi 2026, arriva Kiko Milano
La Fondazione Milano- Cortina 2026 e Kiko Milano hanno siglato un accordo di partnership che ufficializza l’inizio di un percorso di collaborazione in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. L’ingresso di Kiko Milano nel gruppo dei partner di Milano- Cortina 2026 conferma ancora una volta il desiderio delle imprese italiane di essere parte attiva del progetto Olimpico e Paralimpico. Qualità, trasformazione e inclusività: sono questi gli elementi che hanno reso Kiko Milano azienda leader nella cosmetica e che incontrano i valori del nuovo modello innovativo di Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali promosso dalla Fondazione. Il marchio milanese fondato nel 1997 si è velocemente affermato grazie ad un’attività aziendale fortemente orientata all’innovazione e non solo: il suo successo è infatti legato anche all’attenzione che viene rivolta alla tutela e allo sviluppo delle persone, attraverso iniziative che contribuiscono a creare un ambiente equo e inclusivo. “Kiko Milano è sinonimo di bellezza e i prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali saranno ospitati nei luoghi tra i più belli del mondo. Le sfide sportive delle atlete e degli atleti prenderanno vita in uno scenario straordinario, mostreremo l’unicità dei nostri territori, dalla Valtellina alla Val di Fiemme, passando per Anterselva. E poi Milano e Cortina, ciascuna con la propria identità, un mix che combina le attrazioni della metropoli moderna col fascino dell’ambiente alpino. Avere con noi un’azienda come Kiko Milano rafforza ulteriormente l’immagine dell’Italia e di questo grande progetto”: il commento del presidente della Fondazione, Giovanni Malagò.
Allarme in Premier League: “Calciatori preoccupati per il calendario”
I problemi italiani sono gli stessi della Premier League, si gioca troppo. “In Inghilterra il calendario è una preoccupazione reale per i calciatori, che nuoce alla qualità dello spettacolo in campo. Uefa e Fifa vanno avanti per la loro strada e non sembrano disposte ad ascoltare la voce dei giocatori. Noi difendiamo il calendario nazionale, non va toccato il numero di squadre della massima divisione ma va fatto un discorso sulle nuove competizioni create da Uefa e Fifa": così l'avvocato Maetta Molango, presidente dell'associazione calciatori inglese, intervenendo durante la puntata numero 724 de "La Politica nel Pallone" di Emilio Mancuso su Rai Gr Parlamento. Poi sull'ipotesi Superlega sottolinea come "la posizione dei giocatori in Inghilterra è chiara ed è contraria all'idea della Superlega”. Infine, sulla possibilità che campionati come quello italiano possano colmare il divario con la Premier, Molango dice che "la Premier è un campionato che può pagare meglio di Italia e Spagna e questo non cambierà nel breve periodo. Bisogna essere creativi per attrarre il talento e l'abolizione del Decreto Crescita non è una buona notizia per il calcio italiano. Purtroppo credo che nuocerà alla qualità che si vedrà in campo".
Storico risultato per il Team Azzurro ai Mondiali di Downhill Skateboarding
Storico titolo mondiale per i colori azzurri al Downhill Skateboarding and Street Luge World Championship di Tagaytay, nelle Filippine. La Nazionale italiana festeggia il titolo mondiale di Stefano Barbizzi, conquistato nella gara del downhill maschile. Dopo più 10 anni di impegno e perseveranza, con 3 campionati italiani vinti e molte partecipazioni a gare internazionali, l'atleta di Limbiate in Brianza sale sul gradino più alto del podio, portando l'Italia a vincere per la prima volta un mondiale World Skate. Vittoria che era nell'aria, grazie al grande lavoro della squadra ITSB della Fisr (Federazione Italiana Sport Rotellistici), che ha portato a una crescita costante dei nostri atleti, con risultati degni di nota in questi Mondiali delle Filippine, sia nelle crono che nei piazzamenti. “Stefano ha vinto da grande campione - ha commentato il ct azzurro Matteo Dell'Orto - grazie all'esperienza di un bagaglio tecnico costruito negli anni e alla perseveranza nel migliorare costantemente. Un supporto fondamentale per questa vittoria è stato l'affiatamento dei ragazzi del team ITSB. Tutti hanno fatto squadra, mettendosi a disposizione l'uno dell'altro, per migliorare nei dettagli”. Nei prossimi mesi il team di Skateboard Downhill, guidato dal ct Matteo Dell'Orto, sarà impegnato con uscite ed allenamenti mirati, in vista dei World Skate Games 2024 di settembre, sul tracciato di casa, a Tortoreto in Abruzzo. Una grande manifestazione voluta dal presidente italiano e mondiale Sabatino Aracu.