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Gli impianti fantasma e la voglia di eventi

Lo stadio Maradona di Napoli
Lo stadio Maradona di Napoli 
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Servivano 85 milioni di garanzie pubbliche, non sono stati trovati: i Mondiali 2027 di atletica vanno a Pechino, quelli del 2029 probabilmente in India che vuole anche le Olimpiadi. E ora, come è successo per i Giochi di Milano-Cortina 2026, scoppia la polemica politica. Alessandro Onorato, assessore allo Sport e ai grandi eventi di Roma e probabile candidato sindaco, ha attaccato duramente il governo, paragonando la premier Giorgia Meloni all’ex sindaca capitolina Virginia Raggi che aveva detto no, su “ispirazione” di Grillo, alla candidatura di Roma ai Giochi 2024 (chissà come sarebbe finita...). Anche l'onorevole Mauro Berruto, ex guru del volley e oggi responsabile sport del Pd, si è lamentato. Ha risposto il ministro Andrea Abodi, facendo notare innanzi tutto come siamo in “una fase delicata del nostro Paese, da tanti punti di vista”. Abodi ha attaccato “l'approccio da bar” di chi voleva i Mondiali (costo totale 130 milioni), la questione è diventata politica ormai, destra contro sinistra: a giugno a Roma ci saranno gli Europei di atletica, importanti perché offrono carte olimpiche (tranne nella marcia, nella maratona e nelle staffette). Eppure “Roma Capitale non ha ancora definito il contributo economico” sostiene Abodi, ricordando che i Mondiali costano dieci volte di più degli Europei (tra l'altro la prevendita dei biglietti per giugno procede lenta).

C'è tanta voglia di organizzare eventi sportivi in Italia (vedi anche i Giochi del Mediterraneo 2026 di Taranto, per ora un disastro), dimenticando che sarebbe meglio occuparsi prima della situazione disastrosa degli impianti sportivi, per non parlare delle palestre scolastiche. Come abbiamo scritto (vedi Spy Calcio del 26 febbraio) in Italia -secondo l'anagrafe delle “opere incompiute” da parte del Mit, ministero Infrastrutture e Trasporti - ci sono a oggi 57 impianti sportivi mai completati, il cui valore complessivo degli interventi è di 732 milioni. Per finirli tutti e 57, ora servirebbero 520 milioni. Tra questi lo scandalo numero 1 è quello della Cittadella dello sport nel “deserto” di Tor Vergata (le famose Vele di Calatrava): per finire questa opera servirebbero adesso 406 milioni (ma chi li mette?). Gli impianti sportivi mai completati in tutta Italia, come detto, sono in tutto 57, di cui 43 al Sud (addirittura 24 in Sicilia, un triste primato), 7 al Centro e 7 al Nord. Ora il problema è all'attenzione di Abodi e della nuova governance di Sport e Salute, il presidente Marco Mezzaroma e l'ad Diego Nepi Molineris, due esperti anche di impiantistica sportiva. Ora dovranno decidere dove, e come, intervenire. In alcuni casi ci vogliono pochi soldi finire i lavori lasciati a metà, per altri ce ne vogliono molti (per completare l'autodromo di Arborea, Oristano, ad esempio, servirebbero quasi 13 milioni: per ora ci fanno le gare clandestine,..).

È giusto in questa condizione di sfascio, tipicamente italiana, imbarcarsi in nuove avventure? O è meglio portare a termine nel migliore dei modi quegli eventi che già ci sono stati assegnati e cercare di migliorare l'impiantistica sportiva? Prendiamo le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: costano un sacco di soldi (alla fine fra denaro pubblico e privato quasi 4 miliardi), siamo in netto ritardo, si sta correndo per costruire la pista di bob a Cortina (respinti dal Tar del Lazio due ricorsi di Italia Nostra che chiedeva la sospensione dei lavori). Alcune opere infrastrutturali non si faranno in tempo per i Giochi, saranno finite (forse) più avanti. Film già visto. Ma le Olimpiadi alla fine saranno un successo sportivo. Poi, gli Europei di calcio 2032: tutti hanno applaudito Gabriele Gravina quando, per evitare l'ennesima figuraccia, ha fatto un accordo, approvato dalla Uefa, con la Turchia. Cinque stadi noi, cinque stadi loro. Il problema è che loro gli stadi già ce l'hanno. Noi, no. Giovanni Malagò, numero uno del Coni, è preoccupato, mentre Abodi ha spiegato che il San Paolo di Napoli, lo stadio di Maradona, è fuori da giochi. La Uefa aspetterà garanzie fino alla fine del 2026: dobbiamo trovare cinque impianti più una riserva. Roma, Milano, Torino sono sicuri, stando a quello che ha detto Abodi (anche se con problemi, vedi l'Olimpico che piace poco alla Uefa per via della pista di atletica). Si aspettano novità da Firenze, altri candidati potrebbero essere Genova, Bologna, Verona, Udine, mentre al posto di Napoli ci sarà una città del Sud, più probabile Bari di Palermo. Non c'è molto tempo a disposizione, in Figc trapela ottimismo, ma esiste il rischio che ci tolgano gli Europei e li affidino solo alla Turchia. In via Allegri si augurano che da parte del governo ci sia per il calcio lo stesso impegno (anche economico) che c'è stato per le Olimpiadi.

A Napoli c'è fiducia: “Il Maradona sarà protagonista agli Europei 2032”

"Ospitare i Campionati Europei del 2032 è una grandissima opportunità per la città, per la quale abbiamo lavorato con serietà e costanza. È una grande occasione di ulteriore rilancio, dopo il riconoscimento di Capitale Europea dello Sport 2026": lo afferma in una nota Gennaro Acampora, capogruppo Pd al Comune di Napoli. "Condivido - scrive il consigliere - le parole del ministro Abodi sulla necessità di sviluppare un fondo di investimento privato che sostenga gli interventi di riqualificazione e ammodernamenti che andranno certamente fatti nello Stadio Maradona. Ci sarà molto da lavorare nelle prossime settimane, ma Napoli - conclude Acampora - si farà senza dubbio trovare pronta per un appuntamento così importante e prestigioso come Euro 2032".

Secondo Nino Simeone, presidente commissione trasporti, infrastrutture e lavori pubbici del Comune, “il Maradona sarà aggiornato e grande protagonista anche agli Europei 2032”. Ma Abobi, quando era stato a Napoli, si era dimostrato assai scettico, e anche in Figc temono che il Maradona sia ormai fuori dai giochi europei. Si vedrà cosa decideranno il sindaco Manfredi e De Laurentiis, patron del Napoli campione d'Italia la scorsa stagione.

Cortina, pista di bob: per ogni albero tagliato ne saranno piantati 12

Sono terminate le operazioni di taglio e risanamento boschivo nell'area del Ronco a Cortina d'Ampezzo (Belluno) interessata dalla realizzazione dell'intervento 'Riqualificazione della Pista Eugenio Monti a Cortina d'Ampezzo (BL), Lotto 2 - Cortina Sliding Centre', opera connessa allo svolgimento delle gare dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano Cortina 2026 per le discipline sportive di bob, skeleton e slittino.

La Simico, Società Infrastrutture Milano Cortina 2026, al fine di una completa e corretta informazione, ricorda che la rimodulazione del precedente progetto del Cortina Sliding Centre in favore di un nuovo 'Cortina Light' ha comportato l'eliminazione di alcune superfici che ricadevano sull'area soggetta a vincolo boschivo, rendendolo dal punto di vista percettivo più leggero, integrato e meno impattante rispetto al contesto. Questa scelta progettuale ha consentito, di fatto, una significativa diminuzione della superficie boscata interessata dai cantieri stimata in fase di progettazione esecutiva, portandola così da 24.291metri quadrati a 19.980 metri quadrati, risparmiando 4.311metri quadrati di superficie boscata con una conseguente riduzione del numero degli alberi da tagliare: si stima infatti che il passaggio al progetto 'light' abbia anche consentito di evitare il taglio di oltre 200 alberi. Operazione, peraltro, autorizzata con parere della Regione del Veneto - Unità Organizzativa Servizi Forestali di Belluno.

Simico precisa che per ciascuno albero tagliato ne saranno piantati 12. Ci sono state forti polemiche da parte degli ambientalisti in questi giorni. Ma i lavori vanno avanti per la costruzione della pista da bob.

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