Thomas Bach, tedesco, campione olimpico di scherma a Montreal 1976, classe 1953, è presidente del Cio dal 10 settembre 2013. Stando alle regole attuali, il suo mandato scade dopo i Giochi Olimpici di Parigi 2024 (e già almeno tre rivali lavorano nell'ombra...). Ma c'è un gruppo di dirigenti di Africa e Sudamerica che stanno lavorando per poter prolungare il mandato di Bach di un altro quadriennio olimpico, sino a Los Angeles 2028. Sono Continenti che non hanno magari un grande peso politico, come l'Europa ad esempio, ma sono la maggioranza e potrebbero anche riuscire nel loro intento.
Una decisione sarà presa questa estate dal summit del Cio, qualche giorno prima della inaugurazione dei Giochi di Parigi, prevista per il 26 luglio. Va cambiata la Carta Olimpica: Bach fa finta di niente ma ci tiene, eccome, a restare in sella anche se ultimamente, dopo aver fatto ottime cose in passato (vedi la gestione della pandemia), ha perso un po' di smalto e di autorevolezza.
Se il piano di chi appoggia Bach dovesse fallire, allora si andrebbe al voto il prossimo anno per scegliere il decimo presidente del Comitato olimpico internazionale. E allora si potrebbero presentare alla urne almeno tre candidati. Il favorito sembra Juan Antonio Samaranch jr., figlio dello storico presidente del Cio che nel 1999 fu rieletto per acclamazione. Samaranch jr. è dirigente conosciuto e stimato in tutto il mondo: classe '59, membro Cio dal 2001, ruoli importanti nel pentathlon moderno.
Un altro candidato di peso è sicuramente Sir Sebastian Coe, ex campione inglese, classe 56, ora alla guida di World Athletics, ex Iaaf. Ma è soprattutto uomo d'affari, non tutti lo voterebbero volentieri. Infine, Kirsty Leigh Coventry, classe '83, ex campionessa di nuoto (ha partecipato a cinque Olimpiadi) ed ex ministra dello sport dello Zimbabwe, la sua Nazione. Sarebbe la prima donna presidente del Cio: tempo fa Bach auspicava questa svolta al femminile, ma sarebbe disposto adesso ad appoggiarla? Più probabile che pensi per sé...