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I Giochi del Mediterraneo 2026 restano a Taranto (ecco cosa farà Sport e Salute)

Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute
Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute 
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Non sempre è facile organizzare i grandi eventi (di sport) in Italia. Basta pensare alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e i Giochi del Mediterraneo di Taranto, sempre nel 2026. Milano-Cortina si è trascinata in questi anni anni fra ritardi, polemiche e inchieste della Corte dei Conti. La Fondazione olimpica- che si occupa della organizzazione sportiva e non delle infrastrutture e che ha al suo vertice Giovanni Malagò e tutti gli stakeholders- dovrebbe chiudere in passivo, forse intorno ai 550 milioni. A coprirlo spetterebbe allo Stato. E a Taranto si è andati avanti sinora a forza di polemiche politiche e i ritardi sono evidenti. Ma adesso sembra che entrambe le manifestazioni abbiano imboccato la strada giusta, anche se non basterà correre, si dovrà volare perché al 2026 manca poco, soprattutto quando si deve costruire.

I Giochi del Mediterraneo, e quelli di Taranto sono la ventesima edizione (21 agosto-3 settembre 2026), sono una piccola Olimpiade dove nascono i campioni: vi partecipano 26 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Le discipline sono in tutto 25, da quelle olimpiche sino alle bocce. Saranno di scena parecchia migliaia di atleti. L'assegnazione a Taranto è stata decisa per acclamazione a Patrasso il 24 agosto 2019: da allora discussioni, polemiche, sentenze della Corte Costituzionale, passi avanti e passi indietro. E soprattutto lavori pochi, molto pochi. Un ritardo netto, come per le Olimpiadi. Davide Tizzano, presidente del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, aveva addirittura ventilato la possibilità di togliere questo evento a Taranto e alla Puglia. Secondo alcuni voci, si pensava di spostare i Giochi a Napoli che aveva già ospitato, con successo, le Universiadi 2019. Ma ora questo pericolo pare sia stato sventato (definitivamente), i Giochi del Mediterraneo 2026 restano a Taranto e alla Puglia. Lo Stato in tutto dovrebbe mettere intorno ai 250 milioni.

Sport e Salute, con il presidente Marco Mezzaroma e l'ad Diego Nepi Molineris, è pronta a fare la sua parte. Sport e Salute ha firmato l'accordo con il commissario Ferrarese per la progettazione dei lavori di realizzazione dello stadio Iacovone e del nuovo PalaRicciardi, impianti nevralgici per l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo 2026. Lo scorso mercoledì c'è stato un incontro di coordinamento tra il commissario Ferrarese, il sindaco di Taranto Melucci e l'amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris. Sport e Salute, oltre ad essere la società dello Stato che promuove l'attività sportiva, è anche specializzata sui temi dell'ingegneria e dell'impiantistica sportiva oltre che dello sviluppo dei grandi eventi. Sa quindi come realizzare i "teatri" ma anche come "andare in scena". Uno dei temi più caldi relativi al progetto del nuovo Iacovone riguardava la convivenza dei lavori con le partite casalinghe del Taranto Calcio. Proprio per l'anima "sportiva" della società, i progettisti di Sport e Salute hanno presentato un progetto che permetterà ai tifosi di continuare a seguire la squadra di casa tra le mura amiche ed intanto lavorare per dare alla città un impianto che, nella sua nuova veste, rappresenterà un simbolo della città dei due mari. Importante infatti è la legacy, il futuro: non ci tiene solo il Cio. Bisogna lasciare qualcosa di utile alla popolazione con questi eventi visto che come impiantistica sportiva siamo messi male, e non solo al Sud.

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