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Olimpiadi di Parigi, allarme zanzara tigre. Il governo francese promette più interventi

Olimpiadi di Parigi, allarme zanzara tigre. Il governo francese promette più interventi
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Nel corso dei Giochi olimpici di Parigi 2024 le autorità sanitarie francesi intensificheranno la sorveglianza sulla la minaccia rappresentata dalla zanzara tigre, notoriamente resistente. Saranno aumentati controlli e disinfestazioni. Lo scorso anno la Francia ha segnalato 45 casi di dengue, attribuiti alla trasmissione locale del virus.

Le zanzare tigre prosperano meglio nelle aree urbane, dove l'acqua stagnante è abbondante per la deposizione delle uova. E il governo di Macron lo sa bene. Biogents, azienda specializzata, si è aggiudicata un appalto per la protezione del porto turistico di Marsiglia durante le gare di vela: in aprile è in programma l’installazione di 15 trappole su un'area di un ettaro di "aree verdi, ombreggiate e umide". La battaglia contro la zanzara tigre è diventata un'industria fiorente. Qista, un'azienda francese, ha installato negli ultimi dieci anni circa 13 mila sistemi anti-insetti in 26 Paesi. I ricercatori stanno anche esplorando la modifica del Dna e la sterilizzazione per ridurre il numero di esemplari di questa specie.

Milano-Cortina 2026, Malagò: “Se serve c'è il piano B”. Abodi ottimista

"Ci sono sempre dei piani B, che sono pronti e predisposti, nella speranza che non si debba mai entrare in questo ordine di idee. Ma questo succede quasi sempre, in quasi tutte le manifestazioni sportive. E' un dato di fatto": cosi' il presidente del Coni e della Fondazione olimpica, Giovanni Malagò, ha risposto a Milano a chi gli chiedeva se ci fosse un piano Bnel caso di ritardi nella realizzazione delle strutture. E se non si riesce a fare in tempo la pista di bob, skeleton e slittino a Cortina "bisogna andare in una di quelle che sono funzionanti", ha concluso Malagò a margine della tavola rotonda 'Impianti ed infrastrutture sportive: attori e processi'. "I lavori proseguono, le cose non si risolvono e stravolgono da una settimana all'altra. Si prosegue a ritmi incalzanti, perché i tempi non ci aiutano e vanno rispettati", lo ha detto il ministro dello Sport e giovani, Andrea Abodi, intervenuto anche lui alla tavola rotonda milanese. "Penso che l'eredità olimpica e paralimpica non dipenderà solo dalle opere che si chiuderanno prima. Sono opere che comunque miglioreranno la qualità della vita dei cittadini, mentre quelle che saranno fatte dopo non intaccheranno sullo svolgimento delle Olimpiadi. Stiamo parlando di circa 3,5 miliardi di investimenti, che non sono il costo dei Giochi ma di opere pubbliche e mi riferisco a strade, autostrade e tratti ferroviari".

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