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Mornati: “Italia sesta al mondo, ma il futuro ci preoccupa”

Carlo Mornati, primo da sinistra
Carlo Mornati, primo da sinistra (ansa)
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"La proiezione del momento ci dice 50 medaglie, ma questo è un dato che lascia il tempo che trova. Quello che conta è l'indice di competitività, e qui l'Italia è tra le superpotenze mondiali. Nonostante tutto". A 100 giorni dai Giochi di Parigi, con il quadriennio olimpico accorciato per lo slittamento al 2021 di Tokyo, Carlo Mornati, segretario generale del Coni e capo missione dell'Italia Team alle Olimpiadi, guarda con realismo al prossimo appuntamento, ma con più di qualche preoccupazione al futuro. Le proiezioni (vedi Spy Calcio del 14 aprile) premiano lo sport italiano. Ma l'incognita è il futuro.

Che succederà a Los Angeles 2028 e Brisbane 2032? "Le Olimpiadi di Parigi rispettano l'andamento degli ultimi anni, da Tokyo abbiamo mantenuto, anzi aumentato i numeri - spiega Mornati - Ma il medagliere, ribadisco, fotografa solo una parte: una medaglia non prevista può arrivare o una invece indicata no. Quello che conta è l'indice di competitività che ci colloca ormai da tempo nel G10 dello sport, in particolare siamo al sesto posto dietro a superpotenze come Usa, Cina e Giappone, ma davanti a Gran Bretagna, Francia e Australia. E questo nonostante tutto: lo sport olimpico è un'eccellenza pur in presenza di criticità palesi".

"Al primo posto - spiega Mornati - la scuola: lo sport a scuola non esiste, non è il luogo di reclutamento per possibili atleti come invece dovrebbe essere. Siamo uno dei pochi Paesi che non ha discipline sportive a scuola. Come avviene invece non solo in America, che sappiamo funziona così, ma in Paesi piccoli come Slovenia, Croazia, o Svizzera. Da sempre questo è il grande problema dell'Italia: basterebbe inserire 3-4 ore curriculari in cui far lavorare a scuola le società sportive. Poi siamo un Paese tra i più vecchi al mondo, dal '96 a oggi abbiamo perso 4,5 milioni di ragazzi della fascia 18-35 anni, quella dei potenziali atleti campioni. E il calo demografico è sempre più allarmante in prospettiva. Il sistema sport funziona, ma ha bisogno di una registrata. I dati in prospettiva sono allarmanti, senza giovani dove andiamo...".

In questo quadro a tinte fosche, lo sport però non solo tiene botta, ma primeggia: tre anni fa la strana edizione post Covid ma ancora in piena emergenza sanitaria aveva fruttato all'Italia 40 podi e 10 ori. La squadra a Parigi sarà di circa 400 atleti. "Al momento siamo a 109 uomini e 109 donne, ma siamo a due terzi dell'opera - sottolinea il capo missione - e anche grazie all'equità di discipline con l'inserimento di quelle miste da parte del Cio nel programma olimpico sulla parità di genere ci siamo. Noi siamo abituati a qualificarci in tutte le discipline, questo sistema a maglie larghe ci ha consentito di vincere medaglie anche laddove non te l'aspetti. Pensiamo al curling negli Olimpiadi invernali. Ora abbiamo surf, breakdance e arrampicata dove siamo qualificati: insomma sempre nuovi sbocchi e nuove possibili medaglie".

A Parigi ci si aspetta le Olimpiadi del ritorno alla normalità: "Anche solo la distanza ci consente di allenarci in Italia e arrivare a ridosso delle gare - spiega - se penso che a Tokyo abbiamo dovuto creare campi di allenamento da remoto e in bolla. E poi i tamponi quotidiani... Se non altro la logistica ci aiuterà, e poi i luoghi sono iconici, dallo Stade de France al Roland Garros. Saranno splendide Olimpiadi". Mercoledì Giunta Coni all'Acqua Acetosa per festeggiare i meno “100 giorni” da Parigi.

Malagò: ”Pista bob di Cortina, nessun ritardo”

"La pista da bob sarà Made in Italy? Ha vinto il bando un'impresa italiana, più Made in Italy di così.. Tre giorni fa ha detto che si sta rispettando il cronoprogramma", spiega Giovanni Malagò, presidente del Coni, parlando della pista da bob per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 a margine della cerimonia di consegna al Salone d'Onore del Coni del Premio Bearzot. Poi, sugli eventuali ritardi da parte dell'organizzazione sottolinea come "c'è sempre qualcuno che parla delle cose che non vanno, ma chi se ne sta occupando sostiene il contrario”.

Giochi 2026: Tar respinge ricorso Italia Nostra

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) ha respinto il ricorso, integrato da motivi aggiunti, presentato da Italia Nostra Onlus che chiedeva l’annullamento degli atti amministrativi di approvazione del progetto “Sliding Centre” di Cortina d'Ampezzo (Lotto2). È quanto si legge nella sentenza pubblicata oggi, lunedì 15 aprile. Per il TAR, che aveva in precedenza già respinto due istanze di sospensiva sempre avanzate dalla stessa associazione ambientalista, non è ravvisabile alcuna lesione delle garanzie procedurali, né tantomeno nessuna violazione della normativa ambientale e paesaggistica. Dunque, i lavori per la nuova pista di bob, slittino e skeleton connessi alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 proseguono senza interruzioni e nel rispetto del cronoprogramma stabilito.

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