La promessa. "Abbiamo fatto record a Tokyo (40 medaglie, ndr), ho molta fiducia, bisognerà fare meglio alle Olimpiadi di Parigi. Gli italiani se lo aspettano e sono molto orgogliosi. Lo sport è qualcosa che ci rende fieri". Parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite di “Che Tempo Che Fa” sul Nove. Le proiezioni sono favorevoli, qualcuno prevede addirittura 47-50 medaglie. Non è facile fare pronostici: l'assenza della Russia, però, (quei pochi atleti che andranno a Parigi sono di modesto livello, tennis a parte) dovrebbe favorirci. Basta pensare alla scherma.
Malagò ha parlato anche delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. "Siamo partiti con grande ritardo, ci si è messo il Covid, cambi di governo a raffica, interlocutori sempre diversi, siamo a otto. Stiamo recuperando giorno dopo giorno, arriveremo in tempo, probabilmente all'ultimo nella migliore tradizione del Paese. Sono convinto che saranno le migliori olimpiadi invernali di sempre". Domani, martedì 30 aprile, cabina di regia a Palazzo Chigi. Di sicuro manca poco tempo, e si dovrà correre: alcune opere non saranno ultimate in tempo per i Giochi.
Altro fronte caldo, anzi bollente. Spiega il n.1 del Coni:"Nel calcio c'è molta litigiosità, tante personalità che non accettano facilmente di fare un metro indietro, non si riesce a fare sistema. A breve incontrerò le società di Serie A, c'è un'assemblea di Lega a Roma in occasione della finale di Coppa Italia, spero ci sia anche il presidente federale Gabriele Gravina. Bisogna trovare una soluzione, anche con il supporto di qualche provvedimento normativo del governo". Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha promesso che ci metterà mano, per maggio è previsto un provvedimento legislativo per lo sport. Ci sarà anche il calcio? È il momento di agire, si è perso troppo tempo. Le promesse non servono più.
Uefa: “Caos calendari? Non è vero”. Ma la Lega di A contesta
"L'affollamento dei calendari? Non credo si possa parlare di caos di date, c'è un calendario internazionale creato circa 20 anni fa e perfezionato nel corso degli anni. Adesso abbiamo un sistema che riserva alcuni periodi alle Nazionali e il resto del tempo ai club, con alcuni spazi infrasettimanali riservati alle competizioni europee" spiega il vice segretario dell'Uefa, Giorgio Marchetti, al microfono de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento, la trasmissione di Emilio Mancuso. "Nel corso di questi 20 anni le date riservate alle Nazionali non sono aumentate, sono rimaste le stesse, anzi dal 2026 le finestre autunnali di settembre e ottobre verranno accorpate per limitare i viaggi dei giocatori -aggiunge Marchetti-. Certo oggi gli impegni sono tanti soprattutto per i club più esposti e i calciatori top, del resto non tutti i club e calciatori sono sottoposti allo stesso sforzo. Trovare un compromesso utile a tutti è una attività molto complicata e difficile, sicuramente lavoriamo in cooperazione e consultazione con tutti gli stakeholder, dai club alle Leghe ai calciatori. Tutti vengono coinvolti in queste discussioni".
"Tensione Uefa e Fifa? Questa tensione ha raggiunto un punto di non ritorno legato al numero delle partite. C'è un tema di giocatori che non hanno mai un momento di riposo. E poi c'è un tema economico", la risposta del presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, a Radio Anch'io Sport'. Il numero uno della Lega di Serie A ha parlato anche dei rapporti turbolenti tra Figc e Lega. "La maggiore distanza è che nel piano strategico della Federazione mancano alcuni temi che per la Serie A sono molto importanti per riformare davvero il calcio italiano: una maggiore autonomia della Lega Serie A sul modello inglese, una maggiore autonomia e indipendenza del sistema arbitrale, una giustizia sportiva ancora più efficiente e indipendente e l'istituzione di organismi di controllo finanziario realmente indipendenti". "Gravina parla di 'Lotitismo'? Credo sia una personalizzazione che non serve al calcio italiano", spiega ancora Casini che ha parlato anche del decreto Crescita che "ha consentito alle squadre italiane di essere competitive sul mercato. Le due cose non sono in sovrapposizione”.