Adesso è ufficiale: 36 atleti provenienti da undici Paesi diversi, ospitati da quindici Comitati olimpici nazionali e che gareggiano in dodici sport, sono stati nominati membri della Squadra olimpica dei Rifugiati del Cio per Parigi 2024. L'annuncio è stato dato dal presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, durante una cerimonia trasmessa in diretta streaming dalla Olympic House di Losanna. Per la terza volta ai Giochi olimpici, la Squadra olimpica dei Rifugiati del Cio rappresenterà gli oltre 100 milioni di sfollati nel mondo. “Accogliamo tutti voi a braccia aperte. Siete un arricchimento per la nostra comunità olimpica e per le nostre società. Con la vostra partecipazione ai Giochi olimpici, dimostrerete il potenziale umano di resilienza ed eccellenza. Invierete un messaggio di speranza agli oltre 100 milioni di sfollati nel mondo. Allo stesso tempo, renderete consapevoli miliardi di persone in tutto il mondo della portata della crisi dei rifugiati. Pertanto, incoraggio tutti, in tutto il mondo, a unirsi a noi nel fare il tifo per voi, la Squadra olimpica del CIO per i Rifugiati".
Per la prima volta dalla creazione della squadra olimpica dei Rifugiati, sono presenti due atleti rifugiati residenti in Italia. Si tratta di due uomini provenienti dall'Iran, Iman Mahdavi, lotta libera 78 kg e Hadi Tiranvalipour (che si allena al Centro di preparazione olimpica 'Giulio Onesti' del Coni a Roma), taekwondo categoria -58 kg, entrati a far parte del Programma olimpico per i Rifugiati nel 2022 e 2023. “La selezione di Iman Mahdavi e Hadi Tiranvalipour per l’Olimpiade di Parigi 2024 è senza dubbio un traguardo importantissimo non solo per i due atleti selezionati, ma per ciò che esso rappresenta per la causa dei rifugiati e per l'Italia che li ha accolti. Le persone in fuga sognano di poter ricostruire il proprio futuro in sicurezza e dignità” le parole di Chiara Cardoletti, rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino, che ha ringraziato anche il Coni.