Meno 67 giorni alle Olimpiadi di Parigi 2024. “Gli sport di squadra sono decisivi, abbiamo fatto un bel passo in avanti con la pallavolo femminile. La grande scommessa e il grande desiderio è il basket": così il presidente del Coni Giovanni Malagò a 'Radio anch'io Sport' a proposito delle speranze azzurre ai prossimi Giochi. "Tra oggi e domani abbiamo il canottaggio con tutte le barche a qualificazione. Non è che se porti a 400 qualificati (ora sono 261, ndr), automaticamente guadagni il 10% di medaglie in più" ha aggiunto, ma "statisticamente qualche freccia in più ce l'hai. Il bello dello sport è che molti dei pronostici verranno sovvertiti. A Tokyo è successo tanto. Noi abbiamo un punto di riferimento: atleti che negli ultimi dodici mesi hanno avuto la migliore prestazione stagionale. Siamo convinti che la partita è tutta da giocare, siamo ottimisti".
Anche perché "è ormai accertato che l'Italia è un Paese sportivamente multidisciplinare: lo abbiamo visto ieri con Errani-Paolini e anche con la vittoria mondiale di Odette Giuffrida nel judo. Odette ha una carriera leggendaria, manca solo l'oro olimpico. E' molto vicina alla fede, questo legame con Gesù le dà una grande energia. Una ragazza straordinaria".
Altro tema di attualità in attesa del consiglio dei ministri di mercoledì 22 maggio. "All'inizio della scorsa settimana siamo andati da Abodi con le parti interessate, in questo caso calcio e basket, tracciando il percorso che si vuole portare avanti. Poi si è capito che il concetto di partenza, ovvero la costituzione di un'agenzia governativa, si era trasformato in un'authority, la cui definizione e regolamentazione non ci è stata riferita”.
"Chi conosce l'argomento, sa che ha delle dinamiche di individuazione dei membri abbastanza complesse. Bastava trovare delle dinamiche di designazione delle persone e delle componenti di Covisoc e Comtec, sarebbe una strada più sbrigativa e altrettanto di garanzia e non di imposizione di radicale stravolgimento delle cose - ha aggiunto Malagò - Il governo ha un compito: deve legiferare. Sarebbe giusto però sentire prima chi conosce bene la materia, non calando tutto dall'alto".
Il presidente Fip Gianni Petrucci ha detto che calcio e Coni sono andati avanti senza interpellare il basket. Vi chiarirete? "Con Petrucci ci parlo tutti i giorni da chissà quanti anni, anche in quella riunione. Non è vero che non ci siamo sentiti. Loro ritengono che sia giusto dare un mandato in bianco. Senza polemica, noi riteniamo invece di poter dare un contributo. Comunque è un dato di fatto che neanche Petrucci sa quale sarà il testo finale".
"Le persone devono sapere che queste due strutture, Covisoc e Comtec, sono di fatto un notaio: certificano la risonanza magnetica dei conti di una società. Un notaio che dà il via libera a quelle che sono le dinamiche dell'iscrizione di una società - ha spiegato Malagò - Non c'è nessunissima possibilità di delega a chi gestisce questo tipo di azienda che possa migliorare lo stato dell'arte dei conti. Oltretutto quel notaio certifica anche elementi imprescindibili, i famosi parametri come l'indice di liquidità. Di conseguenza, con questa authority c'è la volontà di avere la certificazione da parte del governo che questi conti vengano visti meglio di come attualmente si vedono, ma non risolve il problema della logica di programmazione e di sviluppo del mondo del calcio. Oppure si lascia il fatto che i parametri sono in mano all'autonomia sportiva, sennò Fifa e Uefa staccano la spina".