"Quello della cyber security é un tema importante e interessante. In qualità anche di membro Cio siamo andati a vedere nelle ultime due edizioni dei Giochi, parliamo di Tokyo e Pechino, due edizioni sui generis, gli attacchi che ci sono stati. Ne sono stati calcolati 815 al secondo solamente in Giappone per la durata della sua intera manifestazione": lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagó, durante il convegno al Salone d'Onore, "Cybersecurity nel mondo dello sport. Prevenzione, contrasto e formazione per la difesa dagli attacchi informatici" organizzato da Coni, Icsa e Sport e Salute. "Sono state calcolate invece anche risposte per 7 miliardi di contro-azioni nelle due Olimpiadi per impedire che questo creasse problemi al sistema", ha aggiunto Malagó.
A Parigi sono molto preoccupati in vista delle prossime Olimpiadi che si terranno in un momento delicatissimo di geopolitica, con molte guerre in corso (e niente tregua olimpica...). "Quello della cyber security è un tema di grande attualità. Ci stiamo attivando per firmare un protocollo di intesa con la polizia postale e c'è il tema della formazione che andrà portato avanti con Federazioni e chiunque si occupa di sport" ha spiegato Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute. "Siamo orgogliosi di aver contributo a questo convegno - ha aggiunto -. Come sistema sport ormai gestiamo una mole di dati rilevanti pari almeno al 9,6% della popolazione italiana sopra i 3 anni di età. Ecco perché è importante sensibilizzare gli organismi sportivi sui temi della cybersecurity e della protezione dei dati personali dei tesserati".
"Il mondo dello sport in generale, e i grandi eventi in particolare, muovono ingenti risorse. E laddove ci sono tante risorse c'è anche la cyber criminalità, sempre più agguerrita e aggressiva": è l'allarme lanciato oggi al Coni da Nunzia Ciardi, vice direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale. "Le società sportive - ha spiegato Ciardi - detengono una straordinaria mole di dati di grandissimo valore e il frazionamento estremo di questi dati costituisce una debolezza sistemica. Va rivalutato il tema della protezione delle infrastrutture informatiche perchè la cyber sicurezza costa. E se le grandi società hanno fondi, e possono 'scegliere' se investire o meno, le medie e soprattutto le piccole ne hanno molti di meno pur gestendo dati non meno sensibili: pensate ad esempio alle immagini di praticanti giovanissimi".
"C'è un guadagno diretto - ha spiegato il vice direttore generale dell'Acn - quello che si ottiene attraverso i ransomware, la cifratura di dati che precede la richiesta di riscatti in criptovalute: nel 2023 i riscatti riscossi nel mondo per la prima volta hanno superato il miliardo di dollari, ed è solo la punta dell'iceberg visto che sono tantissime le aziende che pagano e non lo dicono per evitare il danno di immagine. E c'è il danno delle informazioni 'spiate': il tempo medio prima di essere scoperti è di 100 giorni, periodo in cui gli hacker restano all'interno del sistema e rubano dati sensibili poi dirottati sul darkweb per i motivi più diversi". Un problema sempre più serio che coinvolge adesso anche il mondo dello sport. A Parigi si stanno organizzando per evitare attacchi che possano creare problemi allo svolgimento dei Giochi, fermando magari qualche competizione.
Bilancio Sociale delle Fiamme Gialle, non solo medaglie ma anche solidarietà
Presso la suggestiva cornice della “Casa Vaticana dello Sport” di Palazzo San Callisto, sede di Athletica Vaticana che ha accolto l’evento, è stato presentato il bilancio sociale 2023 delle Fiamme Gialle, giunto già alla terza edizione e divenuta ormai un prezioso documento di consultazione sull’operato delle Fiamme Gialle non solo per i propri stakeholder, ma per l’intera collettività. Nel bilancio sociale, infatti, è possibile conoscere non solo la struttura e i dati riguardanti la componente agonistica (22 medaglie mondiali, 34 medaglie europee, 7 medaglie mondiali paralimpici e 29 medaglie internazionali giovanili nel 2023), ma anche tutte le iniziative di solidarietà, inclusione, legalità, educazione ambientale, vicinanza a realtà di disagio sociale che il Centro Sportivo della Guardia di Finanza ha messo in atto lo scorso anno. Mettendo in campo circa 55 progetti nei vari settori, sono state coinvolti più di 20.000 tra studenti, ragazzi, autorità istituzionali, dirigenti sportivi ma anche semplici appassionati di sport. Il Comandante del Centro Sportivo Gen. B. Appella ha ricordato come “lo sviluppo valoriale dello sport nei confronti dei giovani e della collettività sia diventato un asset irrinunciabile delle Fiamme Gialle, che a partire dall’inserimento negli anni 60 delle Sezioni Giovanili hanno sempre cercato di interpretare in modo innovativo il loro ruolo istituzionale all’interno dello sport”.
Abodi: “Sistema sportivo non garantisce separazione poteri”
"Senza mancare di rispetto alla Covisoc, questa non garantisce la terzietà. Tanto più nell'autonomia deve esserci separazione dei poteri, che deve essere garantita, e che il sistema sportivo non riesce a garantire": lo spiega Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, che nel corso del seminario "Violenze negli stadi e relative sanzioni", presso l'università di Tor Vergata, è tornato a parlare dell'Authority (o commissione) di controllo sui bilanci dei club professionistici che il governo sta per varare venerdì. "Molto spesso - ha aggiunto il ministro - il sistema sportivo invoca l'autonomia, ma siamo molte volte costretti a intervenire per sanare alcune situazioni che sono frutto dell'osservazione della realtà. Un mondo che gode di autonomia dovrebbe mettersi in discussione e poi generare anticorpi che dovrebbero mitigare gli effetti negativi. Le ultime riforme sono state frutto di un intervento della politica. Anche quello che sta succedendo con l'authority rappresenta il fallimento di un modello di autocontrollo". A proposito del tema dell'autonomia nello sport, Abodi ha sottolineato come questa - con l'introduzione dell'Authority, sarà garantita "dall'identificazione dei criteri, nelle sanzioni che devono essere comminate e nella concessione delle licenze. Lì questo nuovo soggetto non entrerà - prosegue il ministro - Negli ultimi anni abbiamo avuto tante società fallite; una buona occasione per il governo di occuparsi della materia. Oltre al rispetto dell'equa competizione. Non possiamo immaginare che un inadempimento degli oneri fiscali permetta a un club di acquisire un calciatore e un altro, invece, sia costretto a fare un acquisto in meno. Questo incide sulla credibilità del settore".
Abodi: “Per il Daspo una formula che possa avere effetti anche nella vita sociale del tifoso”
Il progetto Authority va avanti e venerdì il testo approderà in Consiglio dei Ministri. A confermarlo è il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, che si dice "fiducioso sul fatto che possa approdare in CdM" dopo l'analisi del pre-consiglio di domani. Il nuovo organo di vigilanza, che controllerà i conti dei club professionistici, nei pensieri del Governo andrà a sostituire la Covisoc che, "non garantisce la terzietà", ribadisce ancora Abodi secondo il quale "un mondo che gode di autonomia dovrebbe mettersi in discussione e poi generare anticorpi che dovrebbero mitigare gli effetti negativi. Anche quello che sta succedendo con l'authority rappresenta il fallimento di un modello di autocontrollo".
Il Coni, dal canto proprio, rimane sulla sua posizione, ovvero la richiesta di un adattamento di Covisoc e Comtec - i due enti differenziati per calcio e basket - con una diversa gestione delle nomine. Una proposta già bocciata, però, dal ministro in quanto "tradiva lo spirito della norma". Contrarietà che accomuna al Coni anche la Figc; ancora una volta al centro del dibattito è l'autonomia che, secondo i dirigenti sportivi, rischia di non essere garantita con l'inserimento dell'azione governativa nella materia sportiva. "Tanto più nell'autonomia deve esserci separazione dei poteri, che deve essere garantita, e che il sistema sportivo non riesce a garantire" sottolinea però Abodi, che ribadisce ancora una volta come il nuovo organismo non andrà a minare l'autonomia del mondo sportivo in quanto "l'identificazione dei criteri, le sanzioni che devono essere comminate e la concessione delle licenze" non rientreranno nei compiti dell'Authority.
Tra le idee del ministro Abodi, però, non c'è solo l'Authority ma anche quella di inasprire le pene del Daspo con "una formula che possa avere effetti anche nella vita sociale. Chi si comporta in modo non adeguato perde lo status di tifoso; e questo è un concetto a tutela di chi si comporta bene. Nello spettro della sanzione rientra anche la fase rieducativa. Anche per i daspati stiamo pensando a questo sfruttando il servizio civile universale - ammette -. Oggi chi va allo stadio sa che può essere individuato e stiamo lavorando, nel rispetto della privacy, affinché questo possa partire già dai tornelli, collegando le persone al posto del biglietto, Stiamo facendo qualcosa affinchè ci siano meno esigenze di ordine pubblico e dall'altra affinché ci siano meno incidenti", conclude.
E a proposito di calcio e Governo, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis in audizione al Senato ha sollecitato l'esecutivo a intervenire per supportare le società, sottolineando come "la riduzione delle squadre della serie A: la Lega calcio non avrà mai la forza di farlo, deve farlo il Governo", sottolineando come "non c'è il fatturato per giustificare l'esistenza" di un numero alto di squadre, e come il massimo campionato "è portato avanti da 6, massimo 8 società: tutto il resto è fuffa. O si considera il calcio industria o no, bisogna fare chiarezza". L'auspicio cì' è anche che il "Governo vari un voto ponderale per i 6-8 club che portano avanti il campionato", perchè a maggioranza gestiscano la serie A "con criteri di economicità di cui beneficerebbero anche le altre società"