"In questo momento al Comune di Milano, convocati dalla commissione consiliare che si dedica alle Olimpiadi, i vertici operativi della Fondazione Milano-Cortina 2026 sono in audizione con i membri della commissione. Ciò testimonia ancora una volta la volontà di rendere l'organizzazione di questi Giochi una casa di vetro. Se ci riusciremo si vedrà, ma noi facciamo il possibile": lo ha detto il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, rispondendo in Commissione Cultura alla Camera a un'interrogazione a risposta immediata sulle spese per Milano-Cortina 2026.
"L'evento lascerà una grande eredità, soprattutto le opere pubbliche di collegamento, rete stradale, autostradale e ferroviaria - aggiunge il ministro - per quanti riguarda i budget, sono distinti. Il dossier elaborato nel 2017-2018, mentre l'assegnazione dei Giochi è avvenuto nel 2019. Ovvio che ci siano state delle leggere modifiche. Da una parte la Fondazione ha confermato il budget di 1,6 miliardi, da me definito come 'imperativo categorico' da rispettare che è così diviso: un terzo da risorse del Cio, un terzo da partenariati e un terzo da merchandising e biglietteria. L'organizzazione prosegue e non ci sono ritardi e la Fondazione ha ribadito che ci sarà il pareggio di bilancio". "La disponibilità della Fondazione e di Simico non è mai mancata tant'è che sul sito governo nella parte dell'amministrazione trasparente ci sono tutte informazioni relative ai decreti che riguardano opere olimpiche, sportive e non, importi e crono programmi. Il modello non sarà perfetto, ma non è opaco. Vogliamo essere una casa di vetro”.
Abodi parla poi della spesa per le opere pubbliche: "Il budget stanziato per gli investimenti pubblici per opere che rimarranno come eredità olimpica è di 3,6 miliardi - aggiunge - che è stato aggiornato con decreto legge del 2023 con un incremento che non supera il 15%: sono circa 4 i miliardi di euro stanziati per le opere pubbliche. La mia preoccupazione è che i termini siano rispettati", conclude. Abodi ha anche difeso il suo Dl Sport che deve essere convertito entro luglio. Per quanto riguarda l'authority o commissione, "devo dire che alla fine, grazie agli incontri con le due Federazioni interessate, calcio e basket, credo che sia stato trovato un equilibrio condividendo l'obiettivo finale: garantire l'equilibrio economico finanziario dei club e garantire l'equa competizione", sostiene Abodi che non si aspetta cambi dal Parlamento. "Siamo convinti del miglioramento del modello in questo modo - ha aggiunto - Penso possa offrire maggior e più evidente trasparenza". Rispondendo poi al quesito sul quarto mandato dei presidenti federali che ne hanno già tre consecutivi alle spalle ha detto: "Ricordo che il quarto mandato è frutto di un intervento parlamentare che legittimamente ha previsto che venisse meno il vincolo del terzo mandato. Credo sia opportuno ricordare anche l'intervento della Corte Costituzionale che ha orientato in qualche misura la scelta parlamentare dando indirizzi difficilmente eludibili".
"Noi abbiamo promosso solo interventi correttivi per misurare il consenso. - ha spiegato il ministro -. Inoltre io avevo anche pensato a un altro elemento, ovvero l'utilizzo dello strumento delle deleghe presupponendo che nel 2024 ci si potesse orientare verso un modello elettorale che potesse usare la tecnologia in piena sicurezza. Su questo tema si deve continuare a lavorare perché se organismi più complessi la utilizzano”. "Per i presidenti federali che hanno già espletato il mandato per tre quadrienni ci sono delle regole più restrittive per la loro eleggibilità -ha spiegato Abodi - abbiamo ritenuto opportuno specificare in particolare che oltre al raggiungimento dei due terzi del consenso come presupposto con la presenza del 50% più uno degli aventi diritto al voto, si dovesse regolare il caso in cui un candidato a un eventuale quarto mandato non raggiungesse questa percentuale e lo abbiamo stabilito. Quindi - conclude - in caso in cui non la raggiungesse, non si va al ballottaggio ma esce dalla competizione".
"Al momento c'è una sostanziale differenza tra Coni come Ente pubblico e le Federazioni che sono soggetti privati: hanno natura giuridica differente" ha spiegato Abodi rispondendo a una domanda sulle regole per l'elezione del presidente del Coni non contemplato nel decreto recante 'Disposizioni urgenti in materia di sport'. Abodi spiega poi il motivo del dietrofront fatto rispetto alle intenzioni iniziali del governo di mettere un limite di tre mandati ai presidenti delle Federazioni sportive: "Il quarto mandato per un presidente di una Federazione è frutto di un intervento parlamentare che ha previsto venisse meno il vincolo dei tre mandati - spiega - Anche la Corte costituzionale ha espresso un parere in tal senso e ha dato indirizzi difficilmente eludibili. Noi abbiamo cercato di fare interventi correttivi, nell'ambito dell'autonomia doverosa lasciata al mondo sportivo".
Malagò: “Non sono scaramantico, a Parigi 2024 faremo un risultato storico”
"Io non sono scaramantico anzi lo sono al contrario e non ho problemi a sbilanciarmi. Mesi fa ho detto che avremmo fatto bene e meglio di Tokyo, che ha rappresentato un record: fu una dichiarazione molto ambiziosa, però conosco bene quello che è stato fatto in questi anni, i numeri e le potenzialità della squadra. Poi è tutto da dimostrare perché ci sono mille variabili, lo stato di forma, gli infortuni, gli avversari, ma sulla carta potremmo fare un risultato storico": lo ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò a "Giù la maschera" su Radio 1. "Far gareggiare gli atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi di Parigi 2024 sotto la bandiera neutrale? E' la soluzione in assoluto più giusta e la meno peggio, perché noi dobbiamo salvaguardare l'atleta come individuo. La Russia ha violentato la nostra Carta olimpica, e lo sa perfettamente, ed è chiaro che sarebbero andati incontro a sanzioni. In questo modo, viene dato un segnale forte senza disconoscere l'opportunità, ai singoli atleti, di partecipare. Si sono lamentati sia russi e bielorussi che ucraini e questo vuol dire che è stata presa la soluzione giusta, visto che l'Ucraina avrebbe voluto espellerli del tutto, mentre russi e bielorussi ritengono esagerata la sanzione", ha spiegato Malagò che in merito alla possibilità di applicare la stessa severità ai Paesi che hanno gravi problemi di rispetto dei diritti umani. "Ci sono diversi Paesi che sono sub iudice. Il problema è che a livello internazionale le Olimpiadi non possono rappresentare l'eccezione rispetto a tutti gli altri sport. Perché non c'è una disciplina sportiva dove non si svolgano certe manifestazioni internazionali in questi Paesi. Sono stati dati molti segnali, credo che grazie allo sport siano stati fatti molti passi in avanti, anche se non sufficienti per dire che in certi Paesi non ci siano più un certo tipo di leggi".
Sky, ottimi ascolti per il successo di Tamberi
Ascolti al top per l’atletica su Sky: ieri miglior risultato dall’inizio degli Europei a Roma, con un picco di 600 mila spettatori medi complessivi alle 22 circa per l’oro di Gianmarco Tamberi. Nel complesso, la sessione serale ha ottenuto 289 mila spettatori medi e 1 milione 250 mila spettatori unici su Sky Sport Uno, più altri 135 mila spettatori medi complessivi su Sky Sport Arena, che ospitava la pedana del salto in alto.
Oktagon Tsunami Roma: occhi puntati sul Mondiale di Faraoni ma cresce la stella Yuri Farcas
“Oktagon Tsunami” torna nella Capitale e lo fa in occasione della sua storica 27ima edizione, sotto l’egida dello CSEN (Ente di promozione sportiva) e in collaborazione con la Fight1 di Carlo Di Blasi, sabato 29 giugno al Palazzetto dello Sport di Roma. In totale 34 atleti (di cui 20 italiani), 17 sfide, 11 Paesi rappresentati, 3 titoli mondiali ISKA e 4 Super Prestige Fight. Lo show internazionale di Oktagon è la punta di diamante della scena fighting tricolore. Per l’occasione il match più atteso è il Mondiale ISKA (International Sport Kickboxing Association), che vedrà il detentore della cintura (nella categoria fino a 95kg, pesi “massimi”), il kickboxer romano Mattia Faraoni opposto al campione romeno Danut Hurduc. Discorso a parte, nei pesi massimi (la stessa categoria di Mattia Faraoni), poi, merita il romeno, naturalizzato italiano, Yuri Farcas, chiamato ad una vera e propria prova di maturità nel “Co-Main Event” di Oktagon Tsunami Roma. Affronterà l’esperto fighter portoghese Bruno Susano. Per entrambi, un successo a Roma, significherebbe rilanciarsi in “One” (come nel caso del più esperto atleta lusitano) o rafforzare la propria posizione e mediaticità (come per Farcas che combatte per il team Kombat Mirafiori). I due kickboxer (nella categoria fino a 95 kg – al meglio dei tre round da tre minuti ciascuno) sono conosciuti dal grande pubblico per la potenza devastante dei loro colpi.