Siamo messi male, e su questo non ci sono dubbi. Giovanni Malagò lo ripete sovente, “in quanto ad impiantistica sportiva siamo davvero a zero”. Ma ora qualcosa si muove, magari lentamente, ma si muove. C'è la volontà di dare una svolta e rispetto al passato è già importante. Il ministro dello sport, Andrea Abodi, ha spiegato oggi: “Nuovi investimenti del governo per le infrastrutture sportive pubbliche, che rappresentano il cuore pulsante di ogni comunità, veri e propri baricentri di socialità, nei quali ci si ritrova, si stabiliscono relazioni, si superano le differenze e le diffidenze, alla ricerca anche del 'risultato', ma soprattutto del benessere psicofisico, individuale e collettivo. Con la pubblicazione odierna dell'avviso ''Sport e Periferie 2024'' da parte del nostro Dipartimento per lo Sport vogliamo dare continuità al Fondo che lo scorso anno era dedicato ai Comuni sotto i 100mila abitanti, mentre l'edizione 2024, con uno stanziamento di 65 milioni di euro, si rivolge a quelli con più di 100.000 abitanti. Prevedendo l'incremento delle risorse finanziarie del Fondo da 75 a 102 milioni di euro, abbiamo anche destinato ulteriori 37 milioni di euro allo scorrimento della graduatoria dei progetti ritenuti idonei del 2023". Inoltre, continua Abodi, “con queste misure ci poniamo l'obiettivo di concorrere al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle città, contrastando sedentarietà, disagio e degrado sociale, contribuendo a rendere le infrastrutture sportive pubbliche più accoglienti, sicure, accessibili, intelligenti dal punto di vista tecnologico ed energeticamente educate, perché lo sport è una straordinaria 'difesa immunitaria' che va rafforzata anche migliorandone i luoghi''.
Il piano di Abodi: “Più di 100 milioni per i Comuni italiani”
di Fulvio Bianchi
Andrea Abodi
(ansa)