Venerdì 26 luglio non potranno partecipare alla cerimonia inaugurale lungo la Senna: sono gli atleti russi e bielorussi, quei pochi ammessi ai Giochi di Parigi 2024. In tutto sono solo 31, 15 russi e 16 bielorussi. Eppure la Russia, nella sua lunga storia, è stata una grande potenza dello sport: 1010 medaglie alle Olimpiadi estive, secondo posto dopo gli Usa. Nell'ultima edizione olimpica, il 2021 a Tokyo, in piena pandemia, la Russia aveva gareggiato come Roc, Russian Olympic Committee. Una questione di doping, a quei tempi.
Ora c'è la guerra in Ucraina. Il Cio ha tenuto una posizione poco coraggiosa che ha messo nei guai le Federazioni internazionali, lo sa bene Francesco Ricci Bitti, presidente (sino a dicembre) dell'Asoif, associazione federazioni olimpiche estive. Qualche Federazione ha consentito a russi-bielorussi di partecipare alle qualificazioni olimpiche, purché come neutrali, senza inni, senza bandiera, niente squadre, niente atleti militari (Dinamo e Cska in Russia) e niente ovviamente chi ha appoggiato, o addirittura partecipato, all'invasione in Ucraina.
La Federazione atletica ha messo un bando totale. Il risultato è questo: 15 russi, 16 bielorussi. Tutti neutrali. Il Cio ha istituito due commissioni per stabilire quali atleti avessero i requisiti per partecipare ai Giochi: in tutto dopo varie scremature il numero era stato stabilito in 67, ma 36 hanno deciso di boicottare le Olimpiadi parigine. Ecco, quindi, i 31 superstiti. Il nome più importante è quello del tennista Medvedev, altri suoi colleghi russi e bielorussi, pure importanti, hanno preferito rinunciare. Tre nuotatori per la Bielorussia, uno solo (Somov) per la Russia.
Niente schermitori, eppure fra loro c'erano russi campioni olimpici e mondiali. Ma sono tutti militari. Può essere un vantaggio per l'Italia, soprattutto per il fioretto femminile. Ma lo sport non può certo gioire. Non ci sarà nemmeno la tregua olimpica, pur invocata anche da Papa Francesco. Si parte venerdì fra misure di sicurezza senza precedenti.
Servizio Civile, 6000 posti per Giubileo e Ambiente
Da oggi sono oltre 6 mila i posti disponibili nel servizio civile in ambito digitale, ambientale e a supporto delle iniziative legate al Giubileo del 2025. "Si tratta di nuove opportunità che mettiamo a disposizione dei nostri giovani, per dedicare un anno della loro vita in settori importanti e per loro interessanti, come l'educazione digitale e la promozione ambientale, ai quali abbiamo aggiunto un bando legato al Giubileo del 2025 a Roma" spiega Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, in merito alle nuove opportunità offerte dal servizio civile.
Fino alle ore 14 del 26 settembre 2024 i giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti, sia italiani che stranieri - purché regolarmente residenti in Italia -, potranno candidarsi online tramite la piattaforma Domanda. I progetti dureranno tra 8 e 12 mesi, con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali oppure con un monte ore annuo di 1.145 ore per i progetti di 12 mesi, articolato su cinque o sei giorni a settimana. È previsto, poi, un assegno mensile di 507,30 euro, il riconoscimento delle competenze maturate e una riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici non dirigenziali per chi completa l'anno di servizio. "Questi bandi sono anche la dimostrazione di una collaborazione fattiva tra istituzioni, che nascono da protocolli di intesa tra il ministero che mi è stato affidato e il dipartimento per la trasformazione digitale da un lato e, dall'altro, con il ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica del collega Gilberto Pichetto Fratin, con il quale si sta avviando il terzo ciclo per il servizio civile ambientale. Collaborazione, che ci ha permesso, inoltre, di aumentare l'offerta di opportunità di servizio civile per i nostri giovani", conclude Abodi.