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I Mondiali di calcio, solo una questione di soldi

Gianni Infantino, numero uno della Fifa
Gianni Infantino, numero uno della Fifa (afp)
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È solo una questione di soldi. Fanno bene i calciatori a lamentarsi e fare ricorsi, visto che si gioca troppo, ma è probabile, purtroppo, che tutto questo serva a poco. Anche perché dietro alle follie di Fifa e Uefa ci sono i club più importanti, che dal Mondiale per club ad esempio incassano grandi cifre, e anche le Federazioni. Tutto sommato a molti, a troppi, sta bene così. Sta bene che i Mondiali dal 2026 passino da 32 a 48 squadre (e chissà che l'Italia finalmente riesca a qualificarsi): si gioca in Canada, Usa e Messico, e arriverà una cascata di soldi senza precedenti. Tutti contenti. L'edizione del 2030, poi, toccherà il massimo della fantasia: si disputa addirittura in tre Continenti, perché a Spagna, Portogallo e Marocco, quindi Europa ed Africa, si aggiungerà anche il Sudamerica, visto che tre partite verranno giocate in Argentina, Uruguay e Paraguay per celebrare i cento anni dal primo Mondiale.

Non basta. Perché dopo il Qatar è ovvio che stavolta tocchi all'Arabia Saudita che organizzerà una “edizione storica” della Coppa del Mondo nel 2034 come promesso dagli sceicchi. L'Arabia ospiterà il torneo a 48 squadre in quindici stadi in cinque città, dopo che il Regno ha presentato la sua candidatura ufficiale alla Fifa, ben felice di accoglierla. Tra le città proposte per ospitare il torneo ci sono la capitale Riad, poi Gedda, Al Khobar, Abha e Neom, una nuova città futuristica con un budget di 500 miliardi di dollari. Inoltre, ci saranno 15 stadi all'avanguardia, undici dei quali nuovi. Strabiliante in un Paese con solo 32 milioni di abitanti (noi stiamo cercando cinque stadi per gli Europei del 2032). La sola Riad avrà impianti, tra cui uno nuovo, il King Salman Stadium, che può contenere più di 92 mila spettatori e ospiterà le partite di apertura e finale del torneo.

Paesi come l'Arabia puntano su eventi sportivi globali e di grande impatto per presentare un'immagine più moderna e attrarre nuovi investimenti. Restano altri problemi, come si sa. L'Arabia Saudita ha già pianificato la Coppa d'Asia del 2027 e persino i Giochi asiatici invernali del 2029 nonostante sia un Paese desertico (nessun problema per costruire le piste da sci). Nel 2034, lo stesso anno della Coppa del Mondo, Riad ospiterà anche i Giochi asiatici, un torneo di due settimane con più eventi delle Olimpiadi estive e un numero simile di atleti, mentre il suo vicino Qatar ha recentemente ospitato la prima Coppa del Mondo in Medio Oriente con un costo di 220 miliardi di dollari. Infantino è felice.

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