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Grandi eventi, basta sprechi. Abodi: “Ora regole chiare”

Andrea Abodi
Andrea Abodi (ansa)
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Basta caos con le candidature ai grandi eventi sportivi, basta soldi sprecati e polemiche continue: il governo finalmente ci vuole mettere ordine. Ci sono state forti polemiche politiche quando Abodi aveva detto no agli 85 milioni di garanzia statale per i Mondiali di atletica. Ci sono state anche fughe in avanti in passato con organizzazione che hanno lasciato solo passivi, ma ci sono stati per fortuna anche esempi virtuosi di organizzazione come gli Europei di volley e ora, a settembre, i World Skate Games organizzati da Sabatino Aracu. Con la nuova legge ogni Federazione non potrà più andare per conto suo ma dovrà coordinarsi.

"Con l'approvazione definitiva alla Camera, dopo il voto positivo al Senato di mercoledì scorso, del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, relativo anche allo svolgimento di grandi eventi internazionali, abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti nella costruzione del modello sportivo italiano. Grazie al supporto della relatrice Farolfi e del Parlamento, saranno regolamentate in modo più strutturato e sistemico le candidature ai grandi eventi sportivi internazionali per i quali si chiedono risorse finanziarie governative che superano la soglia di 5 milioni di euro. Il sostegno finanziario statale alla candidatura sarà condizionato al preventivo accoglimento del relativo piano economico finanziario. Il governo vuole incoraggiare nuove opportunità di ospitalità e organizzazione di rassegne internazionali che rappresentano occasioni di sviluppo delle economie dei nostri territori, anche in chiave turistica, e di promozione delle varie discipline, ma seguendo uno schema che garantisca, con consapevolezza, una maggiore sostenibilità e evidenti eredità positive": così ha spiegato in una nota il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi.

"Con l'approvazione di questa norma, lo si farà stabilendo prima come e cosa fare, secondo un protocollo che vale per tutti, che ispirerà anche le valutazioni per gli eventi per i quali si richiederà un contributo pubblico inferiore ai 5 milioni di euro. Tenendo presente che ambire a ospitare un grande evento sportivo e poi, eventualmente, organizzarlo, non è una questione semplicemente sportiva, ma va vissuta con un approccio manageriale. Significa che dobbiamo candidarci all'esito di valutazioni strutturate che verranno elaborate da una struttura tecnica che si confronterà con i promotori della candidatura, insieme al Coni e al Cip, seguendo un metodo e criteri uguali per tutti, al di là delle differenti dimensioni e caratteristiche, tenendo anche conto degli eventuali interventi infrastrutturali occorrenti. Dobbiamo evitare significative correzioni di rotta in corso d'opera, pianificando invece con attenzione sin dal momento della candidatura tutte le decisioni strategiche, in modo da consentire un ordinato e pianificato svolgimento del lavoro di organizzazione, dando una significativa importanza alla gestione delle risorse finanziarie e alla sostenibilità ad ampio spettro - ambientale, sociale ed economica - degli eventi, valutandoli anche ex post, per affinare il modello".

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