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Ora Federazioni alle urne. Pagnozzi in squadra con Binaghi, tutto facile per Casasco, Aracu e c.

Angelo Binaghi, presidente della federtennis e padel
Angelo Binaghi, presidente della federtennis e padel (ansa)
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Chiusi i Giochi di Parigi ora il via alle assemblee elettive delle Federazioni sportive (c'è tempo sino a marzo 2025), mentre resta sempre in ballo la posizione di Giovanni Malagò al Coni. Due Federazioni, entrambe olimpiche, sono già andate alle urne. Lo squash, che debutta ai Giochi fra quattro anni, a Los Angeles 2028, ha eletto Siro Zarella, l'handball (nessun rappresentante a Parigi 2024) ora ha al vertice Stefano Podini. A fine mese, il 31 agosto, tocca alla Fitre, Federazione triathlon: si sono candidati addirittura in quattro, Aldo Angeli, Raffaele Buonocore, Daniele Moraglia e Riccardo Giubilei (presidente uscente). Alle urne anche la Federtennis e padel: si vota il 1 settembre, a Salerno. Un solo candidato, Angelo Binaghi: c'era stato un timido tentativo di Corrado Barazzutti che qualcuno voleva in coppia con Flavia Pennetta. Niente, Binaghi è troppo forte, avrebbe vinto facile contro chiunque. In consiglio federale con Binaghi c'è ancora Chiara Appendino, ex sindaca di Torino ed esponente di spicco dei 5 Stelle, mentre entra Raffaelle “Lello” Pagnozzi, ex segretario generale del Coni, battuto (di poco) da Malagò nella volata per la presidenza, ora segretario generale del Coe (comitati europei olimpici). Pagnozzi è un nome importante, di grande esperienza anche internazionale: la “squadra” di Binaghi sarà ancora più forte.

La Federnuoto (Fin) va alle urne invece il 7 settembre a Roma: che si possa candidare o meno il senatore Fabio Rampelli, Fdi, ex nuotatore, cambia poco. Paolo Barelli vincerà facile, anche se dovrà ottenere i due terzi dei consensi avendo superato il terzo mandato. Avvelenata invece la corsa elettorale alla Fise, Federazione equestre: l'avvocato Marco Di Paola ci tiene molto, ha rivali assai agguerriti ma guarda con attenzione anche al Coni. I veterani, Luciano Rossi e Sabatino Aracu, otto mandati a testa (e pazienza pòer chi parlava di casta...), intanto resteranno al loro posto: sono anche presidenti di Federazione internazionale, ben conosciuti e stimati pure in ambito Cio. Tra l'altro, Aracu sta organizzando in tutta Italia, per settembre, i World Skate Games, grande evento riservato ai giovani.

La Federmedici (Fmsi) di Maurizio Casasco voterà invece il 15 settembre: il presidente in questo caso non ha rivali.

Federazione bocce, appuntamento a Chianciano, 28 settembre: un uomo solo al comando, Marco Giunio De Sanctis. Complessa la situazione della Figc: il 4 novembre cambiano i pesi elettorali, Lega di A e B acquistano più potere. C'è molta fibrillazione intorno al nome di Gabriele Gravina. Il calcio non ha saputo riformarsi da solo, ha dovuto subire le norme stabilite dalla politica. Un errore. Gravina non ha ancora sciolto la riserva se si ricandida o meno. Ma è abituato a lottare. E a qualche politico, giova ricordare che i presidenti di Federazione (e del Coni) sono eletti, non nominati.

Il 16 settembre a Roma, alle urne la Federgolf di Franco Chimenti che di mollare non ha alcuna intenzione dopo aver portato in Italia la Ryder Cup. Nessun problema alle Federpesi: Alberto Miglietta in ottobre succede al suo amico Antonio Urso, che resterà segretario della Federazione internazionale. Non cambierà di sicuro la linea, serietà e rigore nella lotta al doping e alla corruzione. Il 21 dicembre elezione alla Federbasket, assente a Parigi: Gianni Petrucci vuole restare in sella, l'avvocato romano Guido Valori lo sfida.

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