Un calendario folle, un calcio che scoppia. Dalle Coppe europee, dalla super Champions in arrivo (vedi Spy Calcio del 20 agosto), fino alle Nazionali. Dalla stagione 1990-91 al 2002, nell'anno dei Mondiali, un calciatore giocava mediamente tredici partite con la sua Nazionale. Poi siamo passati a 19 e dal 2026 diventeranno venti, che si vanno a sommarsi, ovviamente, a tutto il resto.
Prendiamo la Fifa World Cup: nel 1990 i Mondiali disputati in Italia hanno visto al via 24 squadre, 52 partite, massimo sette gare per squadra. Durata, 32 giorni. Da Francia 1998 le squadre sono diventate 32, 64 le partite, i giorni 34. Dal 2026 il grande salto: ai Mondiali di Usa-Canada-Messico, non proprio vicinissimi fra loro, le partecipanti saranno 48 (diventerà complicato non qualificarsi), 104 partite, massimo otto per squadra, durata 39 giorni. Una maratona estenuante, un business senza precedenti. Ma la Fifa di Infantino non finisce mai di stupirci: edizione mondiale 2030, si gioca in tre continenti (Europa, Africa, Sudamerica) e sei nazioni. A Spagna, Portogallo e Marocco, che ospitano la rassegna, si aggiungeranno anche, per festeggiare i 100 anni della Coppa del Mondo, tre gare in Sudamerica (Argentina, Uruguay e Paraguay). La cerimonia inaugurale si terrà allo stadio del Centenario di Montevideo.
Nessun problema per Infantino, ha l'aereo personale. Questo è il nuovo calcio- business, e pazienza se a qualcuno non piace. Il presidente della Fifa è stato appena riconfermato, così Ceferin all'Uefa: sono loro che comandano nel mondo e in Europa. In Italia, chissà: il 4 novembre assemblea per dare più potere, come vuole la legge, alle Leghe di A e B. Ci vorranno molte riunioni per trovare un accordo sui pesi, e su chi dovrà fare un passo indietro: a fine gennaio (dal 25 al 30, data da decidere) si terranno le elezioni Figc, chissà se Gabriele Gravina si ricandida. Poco probabile che al posto suo voglia o possa andarci Giovanni Malagò.
La Lega di A, almeno la corrente guidata da Lotito e De Laurentiis, potrebbe proporre per la Federcalcio Lorenzo Casini, 48 anni, attuale n.1 della Lega maggiore dall'11 marzo 2022, rettore della scuola Imt Alti Studi di Lucca. Casini ha spiegato che ci vogliono stadi, quegli aiuti dello Stato sinora mancati al calcio (ha dimenticato la pirateria...) e i soldi delle scommesse che in parte devono rientrare ai club. Lo scorso anno il campionato di A, indebitatissimo, ha stabilito il record di spettatori, media mai così alta (30.911 persone a partita) da venticinque anni, dalla stagione 1997-98. Vedremo come andrà nella stagione appena iniziata. I problemi a casa nostra restano ma intanto Infantino e Ceferin vanno avanti imperterriti per la loro strada: più soldi e tutti contenti.