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Malagò: “Ecco perché non mi candido al Cio”. Luca Lotti alla Lega di A?

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò 
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Il mondo dello sport va verso una rivoluzione, o almeno un grande cambiamento. Nel mondo e in Italia. Domenica prossima, 15 settembre, si chiudono le candidature per la presidenza del Cio. Il mandato di Thomas Bach è in scadenza, a marzo 2025 si vota il suo successore ad Atene. Ci potrebbero essere molte candidature e una forte spaccatura nel mondo dello sport: Bach potrebbe appoggiare l'ex campionessa di nuoto e membro Cio dello Zimbawe, Kirsty Coventry, anche se sembra prematura una presidenza al femminile al Cio. Bach preferirebbe comunque come suo erede un ex grande atleta come è stato lui, campione olimpico di scherma. Si candidano anche il giovane francese David Lappartient, stimato presidente Uci (unione ciclistica internazionale), il principe giordano Feisal Al Hussein e Juan Antonio Samaranch jr., figlio dello storico presidente del Cio. Non si sa cosa vorrà fare Sir Seb Coe, grande atleta e presidente di World Athletics (ex Iaaf) ma è inviso non solo a Bach ma anche a tanti membri Cio. Zero chance, insomma.

Alla fine potrebbe spuntarla Samaranch jr., non una scelta di gradissimo profilo ma pur sempre uno molto conosciuto in ambienti Cio. E Giovanni Malagò? Il presidente del Coni ha deciso, non si candida anche se il suo nome era circolato per un certo periodo e c'erano state pressioni ultimamente per convincerlo a correre per il Cio. Non si candida, spiega, “per un senso di responsabilità nei confronti di Milano-Cortina 2026, il lavoro ora va finito”. Molto si è impegnato d'altronde il n.1 del Coni per avere quei Giochi in Italia, il Cio ce l'ha assegnati nel giugno 2019 e ora siamo arrivati alla volata finale. Per niente facile, peraltro. Malagò è presidente della Fondazione Olimpica di cui fanno parte anche sindaci, governatori e stakeholder vari. La Fondazione si occupa solo della parte sportiva, organizzazione gare, sponsor, tv, eccetera. Ogni tanto girano voci di un possibile commissariamento: ma se non c'è stato con la telenovela della pista di bob di Cortina, improbabile che possa arrivare adesso visto che manca solo poco più di un anno all'inaugurazione a San Siro. E poi toccherebbe al Cio commissariare la Fondazione, che è un ente privato.

Diverso il discorso sul bilancio: come chiuderà la Fondazione nella primavera del 2026? Non si sa ancora, anche se, in base alle voci, potrebbe arrivare un passivo, che poi toccherebbe allo Stato (non certo a Sala o Zaia) ripianare. È presto comunque fare previsioni. Malagò resterebbe comunque alla Fondazione anche se il suo mandato al Coni dovesse scadere nel maggio del 2025. Al momento è così, lui spera -vedendo i presidenti al sesto, settimo mandato - di poter avere un'altra chance (più complicata una proroga di un anno). Comunque, oltre alla Fondazione, resterebbe anche come membro Cio fino a oltre i Giochi di Los Angeles 2028, visto che la sua carica è individuale e non legata al fatto di essere presidente di un Noc, comitato olimpico nazionale. E poi, c'è sempre la Samocar, l'azienda di famiglia creata dal padre Vincenzo (e la vendita di Ferrari e Maserati va a gonfie vele). Insomma il lavoro non gli mancherebbe, anche se al Coni è profondamente legato. Ha smentito anche la volontà di entrare in politica: dopo Matteo Renzi, quando era a Palazzo Chigi, altri esponenti (importanti) anche del centrodestra gli hanno chiesto di candidarsi come sindaco di Roma. Ci sono state forti pressioni anche ultimamente. Ma ha risposto di no a tutti, non scende il politica, preferisce il mondo dello sport. Ha negato un interesse anche alla Figc.

Federazioni sportive e Leghe: facile le riconferme per Paolo Barelli (Fin), Angelo Binaghi (Fitp), Stefano Mei (Fidal) e Marco Di Paola (Fise). Qualche veleno di troppo all'equitazione, qualche tentativo di candidatura pasticciata alla Fidal e alla Fin. Corrado Barazzutti, ex campione, ha fatto intanto ricorso al Collegio di garanzia del Coni dopo che la sua candidatura era stata respinta dalla Fipt. Le Federazioni sportive sono ambite, luoghi di potere dove girano tanti soldi (soprattutto dello Stato). Ora tocca alle altre andare alle urne. Alla Fipe, pesi, passaggio di consegne fra Antonio Urso e Alberto Miglietta, candidato unico. Il nodo sarà soprattutto la Figc che dovrebbe andare al voto solo l'ultima settimana di gennaio. L'attuale n.1 Gabriele Gravina è sotto tiro ma è un lottatore, ha detto che scioglierà la riserva solo dopo il 4 novembre se ricandidarsi o meno. La Lega di A e B, per legge, avranno più potere: fosse per Lotito e De Laurentiis in via Allegri ci andrebbe Lorenzo Casini, attuale n.1 della Lega di A e uomo di fiducia. Ma bisognerebbe vedere che direbbero Abete, Calcagno e c.

Prima della Figc, comunque dovrà andare al voto proprio la Lega di A: gira voce che qualche presidente starebbe pensando a Luca Lotti. Vero, che è stato un importante esponente Pd, amico (allora) di Matteo Renzi e ministro dello sport. Ma di acqua ne è passata tanta sotto i ponti. Lotti conosce bene il mondo del pallone, conosce altrettanto bene la Lega visto che rappresenta l'Empoli, è in buoni rapporti con Lotito e anche con Abodi. Lotti d'altronde contribuì, insieme a Renzi e Malagò, anni fa salvare il posto di Andrea Abodi che allora era presidente del Credito Sportivo, unica banca pubblica in Italia, e che il ministro Vincenzo Spadafora (Movimento 5 Stelle) voleva fare fuori. Insomma, l'operazione Lotti in Lega non è certo facile ma nemmeno impossibile. Di sicuro, è competente e appassionato. Basterà?

Abodi: “Olimpiadi 2026? Arriveremo in tempo”

"Il tempo non ci è amico, ma stiamo recuperando. Oggi farò il sopralluogo ai cantieri di Milano, domani a quelli del Veneto. La tempistica che abbiamo rimodulato verrà rispettata: arriveremo in tempo, non con molto anticipo, e saranno ancora una volta dei Giochi meravigliosi. Le persone che lavorano nei cantieri stanno facendo un ottimo lavoro": lo ha detto il Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi, intervenuto nel corso di "Non Stop News" su Rtl 102.5, rispondendo a una domanda sullo stato dei lavori di Milano-Cortina 2026. Abodi è poi intervenuto su Olimpiadi e Paralimpiadi di Parigi 2024: "Ci sono state tante medaglie, ma soprattutto tante storie, esperienze, gioie, delusioni e insegnamenti di vita. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi hanno significati profondi, che questi Giochi ci hanno lasciato in eredità. È importante che non rimanga solo la statistica dei numeri, ma vengano valorizzate le esperienze dei nostri atleti e delle nostre atlete. Il testimone che dobbiamo raccogliere da queste Olimpiadi è lo sport a scuola: per tutti, sempre di più, superando i limiti delle palestre mancanti e del programma didattico, uno sport più inclusivo per una maggiore coesione".

Supertennis, record di ascolti grazie a Sinner

Il successo di Sinner agli Us Open ha fatto volare gli ascolti tv: non solo su Sky, ma anche su Supertennis, il canale tv della Fitp (Federazione tennis padel) voluto dal presidente Binaghi e che ora altre Federazioni vorrebbero copiare. Lo sfida fra Sinner e Fritz ha stabilito un record su Supertennis, come match più visto per ascolto medio, contatti e share: 1.788.045 ascolti medi, 3.598.255 contatti , 10,12 share. Dalle 22 alle 22,05 è stato toccato il picco di ascolti, 2.116.244. Inoltre l'ascolto medio della giornata ha superato il 3,31% e anche questo è un record storico.

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