“Gravina? Non sono affascinato dalle vicende personali, a me interessa che il sistema migliori. È chiaro che poi tutto cammina sulle gambe delle persone, d'altro canto c'è un sistema nello sport e nella società democratico. Mi auguro che, comunque vada, nei prossimi quattro anni si facciano tutte le cose che non sono state fatte nei 4 anni precedenti: perché sono tante le cose non fatte nei 4 anni precedenti...”: è molto severo il ministro Andrea Abodi nei confronti del presidente Figc. Gravina si ricandida per il terzo mandato, non ci sono rivali ed anche una parte dei club di Serie A voterà per lui alle prossime elezioni.
Poi il ministro parla del superamento della Legge Melandri: "Una prima bozza entro la fine dell'anno della Melandri sarà pronta, dopodiché inizierà il confronto con tutti i soggetti interessati, quindi poi informeremo anche il Coni, la Federazione, la Lega ed, attraverso essa, i club. È un modello che non riguarda soltanto la nuova frontiera tecnologica ma che oggi deve predisporsi alla contemporaneità. La Melandri è anche lo strumento per la mutualità, quindi le modalità di distribuzione dei diritti televisivi all'interno della Lega di A e una percentuale che va alle categorie al di sotto. Anche questo è un tema molto importante per noi, nella logica della competitività del calcio italiano in Europa e del campionato italiano in quanto tale".
Infine un passaggio sul futuro della stadio Maradona di Napoli: "Credo che le dichiarazioni e le decisioni debbano partire dal comune, dal sindaco e dal presidente De Laurentiis. Il governo ha dato una sua disponibilità ed ha una posizione rispettosa e non invadente. L'auspicio è quello che il Napoli possa certamente avere uno stadio moderno, funzionale ed accessibile alle persone con le varie forme di disabilità, uno degli elementi critici sui quali ci si concentra poco. C'è una competizione in atto per gli ultimi due stadi per ora, perché sembra che Roma, Milano e Torino siano un po' più avanti, anche se a Roma e a Milano abbiamo ancora cose da fare. L'importante è che se si inizia un cantiere lo si faccia con un convincimento comune". Per lo stadio di Napoli, “bisogna trovare un punto di incontro e deve essere fatto entro la fine dell'anno o l'inizio del prossimo anno, perché poi viene a mancare il tempo, tra cantieri ed altro”. Ad ottobre 2026 devono essere decisi i cinque stadi italiani per gli Europei 2032 e Napoli rischia grosso. Abodi è critico con Gravina e la Figc ma è anche contro Malagò che chiede un quarto mandato o almeno una proroga sino alla primavera del 2026.