Gli atleti olimpici non ci stanno più: vogliono premi più alti da parte del Cio. A rompere il fronte era stato sir Seb Coe, presidente della World Athletics che aveva promesso 50.000 dollari ai vincitori delle Olimpiadi di Parigi 2024. Adesso, secondo un sondaggio pubblicato dalla World Players Association, cresce il sostegno all'idea che gli atleti olimpici ricevano una retribuzione più elevata: il 65% degli intervistati ritiene che il Cio dovrebbe condividere meglio i propri guadagni. Ciò che era impensabile sino qualche decennio fa, è ora oggetto di controversia poiché il sindacato ha chiesto al prossimo presidente del Cio, che si conoscerà a marzo, di riconoscere il “duro lavoro e la dedizione degli atleti con un giusto compenso”, sottolineando che sono loro i veri protagonisti e nella maggior parte dei casi quelli che ricevono meno. Gli atleti olimpici vogliono non solo maggiori compensi da parte del Cio ma chiedono anche più voce in capitolo nelle decisioni che riguardano la loro carriera, tra cui la libertà di sponsorizzazione.
Adesso gli atleti vengono pagati attraverso i “bonus medaglia” assegnati ai loro Paesi e ricevono da Comitati Olimpici Nazionali (Noc) solo una piccola frazione dei miliardi generati dai Giochi. Alle Olimpiadi di Parigi 2024 i medagliati olimpici australiani hanno avuto ad esempio solo 19.033 euro per una medaglia d'oro, 14.274 euro per l'argento e 9.518 euro per il bronzo, tutti attraverso il programma “Medal Incentive Funding” (MIF) del Comitato Olimpico Australiano (AOC). In Spagna, ad esempio, i premi individuali sono stati di 94.000 euro per l'oro, 48.000 per l'argento e 30.000 per il bronzo. In Italia il Coni paga invece molto di più: 180.000 lordi a chi vince una medaglia d'oro, 90.000 per l'argento e 60.000 per il bronzo.
La maggior parte degli intervistati ritiene che il Cio dovrebbe assegnare una quota delle entrate olimpiche agli atleti, direttamente o indirettamente. Il Cio ha guadagnato 12,1 miliardi di dollari (11,529 miliardi di euro) dal periodo compreso fra i Giochi estivi di Tokyo 2021 e quelli invernali di PyeongChang 2018. Oltre il 90% di questo reddito è derivato dalla vendita dei diritti di trasmissione e marketing.
La maggior parte dei ricavi viene reinvestita. Il Cio afferma di distribuire l'equivalente di 6,7 milioni di dollari (6,385 milioni di euro) al giorno nello sviluppo dello sport e degli atleti. Una cifra significativa viene inoltre assegnata per supportare le città ospitanti nell'organizzazione dei Giochi e dei Giochi olimpici giovanili che si tengono ogni due anni. La sponsorizzazione è stata un'altra questione importante nel sondaggio, in quanto è fondamentale per il sostentamento e la carriera di ogni atleta: tuttavia, la maggior parte ha poca voce in capitolo nelle decisioni relative alla sponsorizzazione. Attualmente, agli atleti infatti non è consentito avere sponsor personali mentre competono ai Giochi. Il direttore di UNI World Players, Matthew Graham, ha affermato che il sondaggio ha mostrato un forte sostegno pubblico al cambiamento. "Non ci sono Giochi Olimpici senza atleti e loro meritano di condividere l'enorme ricchezza che generano", ha affermato Graham. "Il prossimo presidente dovrà garantire che il Cio riconosca il duro lavoro e la dedizione degli atleti, retribuendoli equamente e dando loro pari voce in capitolo in tutte le questioni che riguardano la loro carriera, il loro benessere e i loro mezzi di sostentamento".
Le elezioni presidenziali del Cio si terranno a marzo: l'attuale presidente Thomas Bach è in scadenza di mandato. Molti sperano che questo porterà a cambiamenti strutturali che tengano conto della modernità e delle nuove tendenze. Il nuovo presidente entrerà in carica a giugno. Non si tratta di una questione nuova: molti Enti chiedono da tempo stipendi e premi migliori per gli atleti. L'International Boxing Associaiton (Iba) del russo Kremlev, nemico del Cio, ha offerto premi in denaro a coloro che sono diventati campioni olimpici a Parigi. Questa iniziativa è arrivata dopo che World Athletics aveva annunciato ad aprile un premio di 50.000 dollari ai campioni olimpici: decisione criticata dal Cio e che ha fatto perdere molti consensi a Coe nella corsa alla presidenza.
Si vedrà chi fra i sette candidati al posto di Bach terrà più da conto alle esigenze degli atleti: se l'attuale presidente tedesco, ex campione olimpico di scherma, dovesse decidere di appoggiare una donna si assisterebbe ad un fatto rivoluzionario. Kirsty Coventry, 41 anni, africana, ex campionessa di nuoto dello Zimbabwe, diventerebbe la prima donna presidente del Cio in 130 anni. Una svolta impensabile sino a poco tempo anni fa. Tutto dipende adesso da Bach.
La Lega Dilettanti e le “Figurine della Memoria”
L’importanza di custodire la memoria con il dovere di ricordare è l’obiettivo delle iniziative promosse dalla Lega Nazionale Dilettanti in occasione della Giornata della Memoria. La Lega Dilettanti con la sua Area di Responsabilità Sociale, in collaborazione con Figurine Forever e ANED – Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti-, sostiene gli eventi dei Comitati Regionali e della Divisione Calcio a 5 dedicati alla Memoria e dà vita all’iniziativa “Figurine della memoria”. All’evento, in programma il 29 gennaio alle 16,30 al Teatro Rossini di Roma, Piazza Santa Chiara, 14, interverranno Giancarlo Abete, presidente LND, Riccardo Pacifici, presidente Comunità Ebraica di Roma, Don Antonio Coluccia dell’Opera Don Giustino, Emiliano Nanni, presidente Figurine Forever, Massimiliano Monanni, presidente Asilo Savoia e Segretario Generale CNEL e rappresentanti dell’ANED. "La Shoah ci ricorda l'importanza di custodire la memoria. Il calcio, con la sua capacità di unire le persone e le generazioni – spiega Luca De Simoni, coordinatore Area Responsabilità Sociale della Lega Dilettanti- può diventare un potente veicolo per tramandare ai giovani le lezioni del passato e costruire un futuro migliore. Un ringraziamento ad ANED e Figurine Forever per veicolare insieme anche quest’anno il messaggio della memoria con le figurine commemorative dei calciatori deportati.”
Nel corso dell’iniziativa verranno distribuite le figurine della memoria che vogliono ricordare i campioni di calcio, che hanno trovato la morte nei campi di sterminio. Sono figurine che raccontano la loro storia alle giovani generazioni e sono un monito, affinché, abbracciando i valori dello sport non si ceda mai alla banalità del male e dell’indifferenza.