Federazioni alle urne, ormai siamo alla volata finale. La Fgi (Federazione Ginnastica d'Italia) volta pagina con Andrea Facci, eletto presidente con il 98,7% dei voti e più giovane tra tutti i numeri uno delle 50 Federazioni del Coni. Una ventata di novità che il 40enne veneto, candidato unico alle elezioni, vuole portare in un mondo dello sport "governato spesso da over 70. Simbolicamente è positivo spezzare questo meccanismo. In generale quello sportivo è un mondo che sta cambiando, c'è chi sta captando questo cambiamento e chi invece fa più fatica a farlo", spiega Facci. L'obiettivo, però, è anche quello di mettersi alle spalle i casi spinosi, come quelli che hanno coinvolto Anna Basta e Nina Corradini, le ex Farfalle che avevano denunciato abusi subiti durante gli anni di allenamenti all'Accademia di Desio, perché "il concetto per il quale il conflitto tra atleta e tecnico necessariamente produce un miglior risultato agonistico non ha più senso di esistere.
Manterremo le necessarie rigidità che la ginnastica richiede, perché si rischia di farsi male, ma non è necessario andare oltre. Sarà un'impostazione diversa, negli ultimi anni si è cercato di raggiungere risultati ad ogni costo, ma serve una crescita culturale", spiega Facci. Il tutto senza dimenticare l'obiettivo sportivo, con l'apice raggiunto grazie alle 5 medaglie conquistate agli ultimi Giochi: "Quella di Parigi è stata l'Olimpiade della ginnastica. Abbiamo ottenuto più di quanto speravamo, le 5 medaglie non erano neanche nelle più rosee aspettative. Ripetersi è auspicabile, ma chissà se si potrà fare meglio", ammette il neopresidente sottolineando poi come, per riuscire nell'impresa, servirà "curare l'aspetto legato alle società e alla crescita del territorio: se non lo facciamo torneremo indietro. Il nucleo fondante dei prossimi anni sarà il rapporto tra la Federazione e gli affiliati. Serve accorciare le distanze, la missione è far percepire la Federazione vicina".
L'ex presidente, Gherardo Tecchi, aveva deciso di non ricandidarsi: ha ottenuto ottimi risultati sportivi in questi anni ma ha gestito male il caso Maccarani. Ci sarà anche da mettere mano alla giustizia sportiva ma non riguarda solo la ginnastica. C'è stato un grande ricambio ai vertici delle Federazioni, un ricambio addirittura record (due le donne): tanti i motivi ma non è merito della nuova legge che dà ai presidenti la possibilità di ricandidarsi oltre il terzo mandato (Aracu e Luciano Rossi sono arrivati al nono).
Infine la Uits (Unione italiana tiro a segno) va alle urne il 16 marzo ad Ostia. Tre i candidati alla presidenza: il presidente uscente Costantino Vespasiano, la campionessa Valentina Turisini (argento ai Giochi di Atene 2004) e Igino Rugiero. Addirittura 34 i candidati per il consiglio federale.
Infine, tocca al Coni. Il 28 marzo scadono le candidature ai comitati regionali del Coni, fra i 21 presidenti sei (fra questi anche Sergio D'Antoni e Riccardo Viola, dirigenti di lungo corso) non sono più eleggibili, a meno di provvedimenti del governo (un deroga, ad esempio) o di una nuova legge. Le elezioni del Coni si terranno il 26 giugno