Spycalcio

Kirsty Coventry pronta a diventare la prima donna al vertice del Cio. Ecco perché

Kirsty Coventry pronta a diventare la prima donna al vertice del Cio. Ecco perché
2 minuti di lettura

Ubuntu, è il suo slogan per la campagna elettorale: significa “io sono perché noi siamo” e deriva dalla lingua Bantu. Kirtsy Coventry, africana dello Zimbabwe, ex Rhodesia, fra 10 giorni in Grecia, vicino ad Atene, può diventare la prima donna presidente del Cio. Thomas Bach, in scadenza di mandato, la appoggia in maniera decisa, e con lui il suo staff, e ha promesso che la aiuterà nel suo percorso quando resterà presidente onorario del Comitato Olimpico internazionale. “Sono una atleta, una amministratrice sportiva, ho vinto due medaglie d'oro ai Giochi nel nuoto: posso di sicuro guidare le Olimpiadi”, ha detto la Coventry, membro Cio dal 2013, ministro dello sport del suo Paese, un luogo non sempre esempio di democrazia.

Dei sette candidati al trono è lei la netta favorita: se votassero un altro, sarebbe uno schiaffo nei confronti di Bach. E siccome il 72 per cento dei membri Cio che votano li ha scelti Bach, ecco che stupirebbe se ci fosse una votazione diversa. Anche i tre membri italiani del Cio (Giovanni Malagò, Federica Pellegrini e Ivo Ferriani) sono legatissimi all'ex campione tedesco di scherma, Federica Pellegrini inoltre è molto amica della Coventry. Il dado è tratto. Se potesse votare Franco Carraro, ma non può farlo in quanto ora è membro onorario, probabilmente non avrebbe dubbi e sceglierebbe Juan Antonio Samaranch jr., vista l'amicizia e la stima profonda che lo legava al padre Juan Antonio, storico presidente del Cio dal 1980 al 2001.

Gli altri rivali contano poco fra 10 giorni: Morinari Watanabe, giapponese, e Johan Eliasch, britannico, si sono candidati solo per aver maggiore potere all'interno delle loro Federazioni internazionali, ginnastica e sci. Sir Seb Coe, britannico, è l'unico dei sette che può rivaleggiare con la Coventry in quanto a curriculum olimpico ma sta inviso a Bach e a tantissimi membri Cio, a cominciare da quelli africani, convinti dal presidente uscente a votare per la Golden Girl del loro Continente. Il giovane francese David Lappartient ha talenti ma è presto per puntare al Cio. Infine sua altezza reale il principe Feisal Al Hussein, erede al trono di Giordania: ottime referenze sportive ma la geopolitica conta anche al Cio.

Insomma, la rivoluzione la può fare solo Kirsty, la giovane madre africana che ha studiato negli Usa, ha avuto una carriera a volte travagliata come ministro del suo Paese, ha un programma modesto ma uno sponsor decisivo, Bach, che resterà nell'ombra per il prossimo quadriennio olimpico. Coventry non è l'unica donna candidata al Cio: nel 2001 ci provò Anita De Frantz ma fu sconfitta da Jacques Rogge. Ha promesso che, se eletta, avrà uno sguardo particolare allo sviluppo dello sport femminile. "Voglio essere la candidata migliore per vincere. Diventare la prima presidente donna sarebbe il modo migliore per continuare a promuovere l'uguaglianza di genere nell'allenamento, nell'amministrazione e nella leadership nello sport". Appuntamento in Grecia per scrivere una pagina storica dello sport, la prima donna dopo 131 anni a guidare lo sport mondiale.

Federazione bridge, fumata nera: ora arriva il commissario

La Federazione italiana gioco bridge, disciplina associata al Coni, resta senza presidente. Fumata nera infatti all'assemblea elettiva che, riunita a Salsomaggiore, avrebbe dovuto rinnovare i vertici: nessun candidato, si legge sul sito della Figb, ha raggiunto infatti la maggioranza assoluta necessaria per l'elezione come successore del presidente uscente Francesco Ferlazzo Natoli, in carica dal 2017. I candidati per l'elezione erano Pierfrancesco Parolaro, Giuseppe Frenna e Federica Brambilla (sorella della deputata Michela). I primi due sono andati al ballottaggio, ma non sono riusciti ad ottenere i numeri necessari per essere eletti. Il Cio nominerà un commissario per indire nuove elezioni.

I commenti dei lettori