Count down, mancano dieci giorni al voto per scegliere il nuovo presidente del Coni, giovedì 26 giugno si avvicina: otto candidati al trono che per tre mandati è stato di Giovanni Malagò. Una volata dove non sono mancati veleni di troppo, dove nell'ombra si muovono i vari schieramenti.
Luca Pancalli e Luciano Buonfiglio sono in pole position, anche se non sarà facile per nessuno passare in prima votazione (servono 41 voti su 81 grandi elettori). Ma Pancalli e Buonfiglio da mesi si stanno impegnando in prima persona e con i loro sostenitori in questa corsa elettorale assai complessa.
Franco Carraro si è candidato invece solo nell'ultimo giorno utile, il 5 giugno. Gli è stata chiesta la disponibilità. L'ha data. Per spirito di servizio, per l'amore profondo che lo lega da sempre al mondo dello sport. Non c'è stato alcun ricorso contro di lui : Andrea Abodi l'aveva bocciato, la commissione Coni aveva approvato invece la sua candidatura e i suoi tre mandati precedenti. Da giorni girano voci di un passo indietro di Carraro. Ipotesi però che al momento non ha alcun riscontro. Di certo, il “presidentissimo” è uomo che unisce e non divide. Non accetterebbe mai un ruolo che non è il suo. Nel suo programma infatti ha parlato di rapporti da consolidare con governo e con Sport e Salute. Carraro è stato chiamato come possibile “pacificatore”, termine che piace poco a Pancalli e Buonfiglio, su questo in sintonia. Ma è la storia che parla per Carraro. Ora deciderà cosa fare.
Che il Coni faccia gola, anche se certo non è più quello di prima, lo dimostra anche il numero dei candidati alla Giunta. Ben trentasei (per 13 posti). Eccoli: Rappresentanti Fsn-Dsa (7 posti, di cui al massimo 5 per presidenti federali): Diana Bianchedi, Tania Cagnotto, Angelo Cito (Taekwondo), Giovanni Copioli (Motociclismo), Cordiano Dagnoni (Ciclismo), Luca Antonio M. Di Mauro, Marco Di Paola (Sport Equestri), Francesco Ettorre (Vela), Laura Lunetta (Danza Sportiva), Andrea Mancino (Biliardo e Bowling), Giuseppe Manfredi (Pallavolo), Ugo Claudio Matteoli (Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Stefano Mei (Atletica), Francesco Montini, Claudio Ponzani (Surfing Sci nautico e Wakeboard), Flavio Roda (Sport Invernali), Mario Scarzella, Giulia Soresina, Paolo Vaccari. Atleti (2 posti, con equa rappresentanza di genere): Elena Micheli (Pentathlon Moderno), Giampaolo Ricci (Pallacanestro), Valentina Rodini (Canottaggio). Tecnici (1 posto): Tathiana Garbin (Tennis), Elisabet Spina (Calcio). Enti di promozione sportiva (1 posto): Cecilia Morandini (Asc), Juri Morico (Opes), Andrea Pantano (Libertas), Salvatore Bartolo Spinella (Csain). Rappresentanti comitati regionali (1 posto): Domenico Ignozza, Bruno Perra, Marco Riva, Sergio Roncelli. Rappresentanti delegati provinciali (1 posto): Sergio D’Antoni, Domenico Ignozza, Sergio Roncelli, Guglielmo Talento.
Da come si vede ci sono presidenti di lungo corso e di successo come Manfredi, Di Paola, Roda e Matteoli e ci sono presidenti emergenti come Angelo Cito. Stefano Mei, leader dell'atletica, punta alla vicepresidenza, Diana Bianchedi dovrebbe farcela anche grazie alle quote rosa. Buone chance anche per D'Antoni, Riva, Garbin, Micheli e Ricci. Fra i candidati ci sono anche molti ”malagoniani”.
E Malagò? Non ha ancora deciso a chi dare il suo appoggio. Questi sono gli ultimi giorni al primo piano di Palazzo H: sereno di sicuro, orgoglioso di quello che ha fatto ma anche amareggiato (per come è finita). Non starà comunque senza far nulla: intanto c'è il grosso impegno dell'Olimpiade di Milano-Cortina 2026 che ha portato in Italia e di cui è presidente della Fondazione che si occupa dell'organizzazione sportiva (non delle infrastrutture, come ama ricordare per evitare equivoci...). Poi, è membro Cio almeno sino al 2029 e resterà in Giunta Coni con diritto di voto. Il prossimo anno, a Giochi conclusi, potrebbe avere un incarico di vertice nel mondo del calcio: le offerte non gli mancano. E la passione è tanta.