L'ISTITUTO italiano di tecnologia (Iit) non indirizza la sua attività soltanto sulla ricerca applicata, ma, come prevede il suo statuto, promuove la nascita di realtà imprenditoriali, piccoli spin-off, che hanno l'obiettivo di portare sul mercato le tecnologie e i brevetti sviluppati al proprio interno. Negli ultimi due anni sono state costituite sei startup, attive in settori diversi, dalla diagnostica alla robotica, dall'interazione uomo-macchina all'energia, e altre ne partiranno già dal 2014.
"Quando consideriamo che un nostro brevetto sia idoneo ad andare sul mercato, supportiamo i ricercatori interessati a un'esperienza imprenditoriale nel percorso di creazione della startup. Lavoriamo alla stesura del business plan, ci occupiamo della formazione manageriale dei ricercatori e ci diamo da fare, contattando soggetti pubblici e privati, per trovare i primi potenziali clienti per la nuova società e i fondi necessari a far partire il progetto", spiega a Repubblica.it Salvatore Majorana, direttore dell'area technology transfer dell'Iit.
La prima startup 3Brain, costituita all'inizio del 2011 a Landquart, in Svizzera, è specializzata nell'analisi dei tessuti neuronali in vitro e opera nel campo della ricerca farmacologica su malattie come Alzheimer, Parkinson ed epilessia. Plexon, un partner statunitense, supporta 3Brain nella commercializzazione delle piattaforme diagnostiche.
Nel 2012 sono state lanciate a Genova Circle Garage, che realizza sensori per un'interazione uomo-macchina di nuova generazione, e a Pisa qb Robotics, che fa parte di un consorzio di aziende coinvolte in un progetto, finanziato dall'Unione Europea e sorto per sviluppare soluzioni destinate all'ambito della robotica. Nel 2013 sono state costituite Hq Nano, con sede a Lecce e specializzata nella realizzazione di nanoparticelle pensate per la diagnostica, SEM +, che realizza sistemi touch-pad flessibili e adatti a essere usati su superfici curve, e Advanced Microturbine, che produce piccole turbine da inserire all'interno di gasdotti e oleodotti e in grado di fornire energia aggiuntiva.
In particolare, SEM +, che ha sede nella Silicon Valley, ha visto l'ingresso nel suo capitale del fondo TT Seed e si gioverà del supporto finanziario dell'acceleratore d'impresa californiano Plug and Play Tech Center. Proprio la questione dei finanziamenti resta uno dei problemi più vistosi dello scenario italiano, come ci spiega Majorana: "In Italia il ruolo dei venture capital è ancora troppo debole, manca soprattutto la capacità di rischiare sulle idee, di investire su iniziative che si trovino allo stato embrionale. E questo, anche in presenza di clienti interessati allo sviluppo di una determinata tecnologia, rallenta il percorso di crescita delle startup ed è in contrasto con quello che succede negli Usa, dove spesso, basta presentare un buon progetto a un gruppo di investitori per ottenere i primi fondi".
Nel 2014 verrano lanciate altre startup che andranno a operare nei settori della riabilitazione, della robotica e della ricerca farmacologica.
Per segnalazioni scrivete a [email protected]
"Quando consideriamo che un nostro brevetto sia idoneo ad andare sul mercato, supportiamo i ricercatori interessati a un'esperienza imprenditoriale nel percorso di creazione della startup. Lavoriamo alla stesura del business plan, ci occupiamo della formazione manageriale dei ricercatori e ci diamo da fare, contattando soggetti pubblici e privati, per trovare i primi potenziali clienti per la nuova società e i fondi necessari a far partire il progetto", spiega a Repubblica.it Salvatore Majorana, direttore dell'area technology transfer dell'Iit.
La prima startup 3Brain, costituita all'inizio del 2011 a Landquart, in Svizzera, è specializzata nell'analisi dei tessuti neuronali in vitro e opera nel campo della ricerca farmacologica su malattie come Alzheimer, Parkinson ed epilessia. Plexon, un partner statunitense, supporta 3Brain nella commercializzazione delle piattaforme diagnostiche.
Nel 2012 sono state lanciate a Genova Circle Garage, che realizza sensori per un'interazione uomo-macchina di nuova generazione, e a Pisa qb Robotics, che fa parte di un consorzio di aziende coinvolte in un progetto, finanziato dall'Unione Europea e sorto per sviluppare soluzioni destinate all'ambito della robotica. Nel 2013 sono state costituite Hq Nano, con sede a Lecce e specializzata nella realizzazione di nanoparticelle pensate per la diagnostica, SEM +, che realizza sistemi touch-pad flessibili e adatti a essere usati su superfici curve, e Advanced Microturbine, che produce piccole turbine da inserire all'interno di gasdotti e oleodotti e in grado di fornire energia aggiuntiva.
In particolare, SEM +, che ha sede nella Silicon Valley, ha visto l'ingresso nel suo capitale del fondo TT Seed e si gioverà del supporto finanziario dell'acceleratore d'impresa californiano Plug and Play Tech Center. Proprio la questione dei finanziamenti resta uno dei problemi più vistosi dello scenario italiano, come ci spiega Majorana: "In Italia il ruolo dei venture capital è ancora troppo debole, manca soprattutto la capacità di rischiare sulle idee, di investire su iniziative che si trovino allo stato embrionale. E questo, anche in presenza di clienti interessati allo sviluppo di una determinata tecnologia, rallenta il percorso di crescita delle startup ed è in contrasto con quello che succede negli Usa, dove spesso, basta presentare un buon progetto a un gruppo di investitori per ottenere i primi fondi".
Nel 2014 verrano lanciate altre startup che andranno a operare nei settori della riabilitazione, della robotica e della ricerca farmacologica.
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