Startup Stories

Dalla primavera turca a San Remo,
la radio web possono farla tutti

Un'idea, una startup formata da tre persone e adesso con tre uffici tra Bologna, Berlino e la Silicon Valley: Spreaker è un'unica piattaforma che dà ai due milioni di iscritti tutto ciò che serve per creare un programma. Così è diventata il megafono di piazza Taksim di FILIPPO SANTELLI

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HA DIFFUSO, in diretta da Gezi Park, le voci della Primavera Turca. Ha trasmesso uno speciale San Remo condotto da ragazzi minorenni. Ha permesso a tanti aspiranti musicisti di far conoscere il proprio lavoro. Perché se nell'etere lo spazio è limitato, e va conquistato sgomitando, in Rete non si esaurisce mai. Spreaker fornisce gli strumenti per sfruttarlo, per fare della Radio un mezzo alla portata di tutti. "Siamo uno studio di registrazione e trasmissione tascabile", spiega Francesco Baschieri, 38 anni, ingegnere che ha fondato la startup nel 2010, insieme agli informatici Marco Pracucci e Rocco Zanni.

A Bologna, ovviamente, già negli anni '70 capitale delle radio libere. Sul web è ancora più semplice, pensano i tre amici, basta unire in un'unica piattaforma tutte le operazioni necessarie a creare un programma: la registrazione, con una consolle virtuale che permette di mixare e aggiungere effetti, la trasmissione in streaming, l'archivio podcast, la possibilità di farsi pubblicità sui social network. Gli utenti registrati (attraverso il profilo Facebook o con un account specifico) sono saliti a quota 2 milioni, 1 milione e mezzo quelli attivi ogni mese.
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I dj in erba? Oltre 30mila, producono 150mila podcast al mese. Il mercato più grande negli Stati Uniti, poi l'Italia. Dove, tra uno show sul calciomercato e una web radio di musica napoletana, capita di imbattersi nelle voci dei ragazzi di Radioimmaginaria, tutti minorenni, che grazie a Spreaker hanno ottenuto gli accrediti al Festival di San Remo. O si può seguire Twittami di notte, programma che intrecciando musica e cinguettii è diventato un tormentone. Nell'ultimo periodo però il boom, racconta Baschieri, è in Egitto, con 8mila nuovi iscritti al giorno: "In Turchia molti hanno usato Spreaker per trasmettere in diretta la protesta di Piazza Taksim. Quando abbiamo visto crescere la tensione anche al Cairo abbiamo offerto 6 mesi di accesso gratuito alla piattaforma premium". Così negli ultimi giorni #spreaker è diventato anche il megafono di Piazza Tahrir. "Sempre all'insegna della libertà di parola - continua il fondatore - non siamo intervenuti neppure quando un ricercato americano decise di raccontare in diretta la propria cattura, facendo oltre 100mila contatti".

Tra America, Italia ed Egitto però, per la sede operativa Spreaker ha scelto Berlino. L'ufficio legale resta a Bologna, in Silicon Valley un presidio commerciale. Ma per attrarre nuovi talenti, la capitale tedesca si è rivelata la meta più gettonata. "Volevo assumere quattro nuovi ingegneri e nessuno voleva venire a Bologna. Così abbiamo deciso di trasferirci a Berlino". Nonostante tutti i 12 dipendenti siano italiani, il mercato tedesco ancora secondario, "e qui fondare un'azienda sia più complesso che in Italia, e altrettanto costoso".

I nuovi sviluppi, dunque, vedranno la luce a Kreuzberg, quartiere modaiolo della città. Il sito è online dal 2010, ora Spreaker punta sul mobile, dove si concentra già un quarto degli utenti. Le app per iPhone, iPad e Android sono disponibili, a breve lo sarà quella per Windows Phone. E a inizio luglio, proprio al BizSpark targato Microsoft, Spreaker è stata nominata startup più promettente d'Europa. I ricavi vengono da chi acquista il pacchetto premium, da 3 a 100 euro al mese per assicurarsi più ore di registrazione o altri servizi avanzati. Niente pubblicità per ora perché, dice Baschieri, "con i nostri numeri sarebbe più la fatica che il guadagno". I 750 milioni raccolti all'inizio da Iag e dal fondo Ingenium sono terminati, "quindi per crescere stiamo pensano a un nuovo round di finanziamento. Ma già ora siamo profittevoli".

L'espansione, al momento, passa attraverso le partnership. L'ultima, chiusa pochi giorni fa, è con iHeartRadio, piattaforma di streaming di Clear Channel, un editore americano che controlla oltre 850 radio con 110 milioni di spettatori a settimana. Capace, grazie agli eventi che organizza, di far decollare un cantante. Ora gli utenti Spreaker possono chiedere che le proprie produzioni, per esempio una canzone, vadano nel network di Clear Channel: "In pratica nella serie A della musica - spiega Baschieri - per cui noi lavoriamo come talent scout". E come sviluppatori: tra le novità in cantiere la possibilità per gli ascoltatori di registrare e inviare tweet audio, che le stazioni radio potranno far sentire in onda.
@filipposantelli


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