IL LORO è un tragitto pieno di ostacoli. Regole antiche, scritte prima della rivoluzione digitale. E le resistenze dei tassisti, che alzano la voce per difendere il proprio mercato. A fianco, un avversario con il turbo nel motore: le berline nere di Uber, l'applicazione che consente di prenotare via smartphone una macchina (di lusso) con autista. Già operativa in mezzo mondo, forte del sostegno finanziario di Google che ci ha scommesso 257 milioni di dollari, lo scorso marzo è arrivata anche nel nostro Paese. Così, per ricavarsi uno spazio nel settore del trasporto pubblico, i suoi concorrenti made in Italy EzTaxi e Your Personal James, stanno cercano di offrire qualcosa di più. O di diverso.
"A differenza di Uber non ci rivolgiamo al singolo consumatore, ma alle aziende", spiegano Federico Assenza, 39 anni, e Giacomo Grisanzio, 30, fondatori di Your Personal James. "Società che vogliono mettere a disposizione una vettura ai dipendenti, magari integrando il sistema di prenotazione sul proprio sito. Oppure tour operator che devono organizzare spostamenti su misura per i turisti". Nessuna app con cui chiamare l'autista in tempo reale, dunque, ma un sito dove prenotare la corsa, con un anticipo che va dalle 24 alle 48 ore. Ancora lungo, per ora gli chauffeur sono circa 300, e molti usano la piattaforma come extra. Mentre la campagna di vendita, in quattro città, è iniziata solo lo scorso settembre: Milano, Roma, Firenze e Varese (per servire l'aeroporto di Malpensa), a breve si aggiungeranno Napoli e Pisa. Intanto i ragazzi, alle spalle esperienze nel marketing e nella comunicazione, cercano i primi finanziatori: "Grazie al nostro sito non servirà più chiamare l'autista al cellulare. Né fare i salti mortali per stampare una fattura". Tra le offerte il trasferimento in aeroporto (dal centro di Milano a Malpensa la corsa costa 95 euro), la tariffa kilometrica, oppure pacchetti "lifestyle": spendendo 130 euro, si ha a disposizione per 4 ore una Mercedes classe E con guidatore, per un giro di shopping in centro a Roma o una serata in discoteca a Milano.
Tutto conforme alle norme sul Trasporto con conducente (Ncc): le auto non aspettano la chiamata per strada, ma partono dalle rimesse. E il prezzo è fissato in anticipo. Proprio i paletti che, secondo i tassisti, Uber non rispetta. A luglio il comune di Milano li ha ribaditi con un'apposita delibera: "Siamo stupiti da questa resistenza al cambiamento", dice Benedetta Arese Lucini, 30 anni, general manager della società in Italia. "Vero, quelle norme si applicano a tutti gli Ncc, ma una legge del 1992 non può certo tenere conto degli sviluppi tecnologici". Niente ricorsi, però, continua: "Ma siamo disposti ad appoggiare i nostri collaboratori che li faranno, stiamo valutando se fornire loro anche un supporto legale". Il timore è che gli autisti smettano di usare l'applicazione, per non rischiare di perdere la licenza. Forte della proprie risorse, legali e finanziarie, Uber tira dritto. "Continuando a violare le regole", gridano i tassisti e sussurrano i concorrenti. Critiche a cui la società, specie nelle ultime settimane, ha risposto rivendicando il proprio ruolo di innovatore. Quanto ai numeri, restano top secret: "Posso dire che in Italia la crescita è più veloce che in altri Paesi europei, segno che rispondiamo a un bisogno", dice Arese Lucini. Clienti business, disposti a pagare di più per avere un servizio di qualità. Ma anche giovani, in particolare si sera, quando la differenza di prezzo con i taxi si riduce. "Abbiamo centinaia di autisti e migliaia di clienti. A inizio 2014, dopo Roma e Milano, ci espanderemo in una terza città, Torino, Firenze o Napoli".
"Per noi era una lotta impari", ammette Tommaso Lazzari, 36 anni, amministratore delegato di EzDriver. Lui, che in Uber ha lavorato, a novembre del 2012 aveva lanciato in Italia, insieme tre colleghi, un servizio simile. Questa estate, vista la rigidità dei nuovi regolamenti, la decisione di cambiare modello. E "allearsi" con i tassisti anziché far loro concorrenza: "Stiamo sviluppando una piattaforma di prenotazione - racconta - che offra ad autisti e clienti un valore aggiunto rispetto al radiotaxi". EzTaxi, un taxi easy, facile. Per gli utenti la possibilità di valutare il guidatore e selezionare quelli con il rating più alto, di seguire l'auto in arrivo, di pagare con moneta elettronica. Per i tassisti quella di prevedere i flussi e intercettare nuovi clienti. "Il lancio è previsto entro un mese, abbiamo già chiuso accordi con una cooperativa di Milano e una di Roma, per un totale di 400 vetture". A EzDriver andrà un gettone compreso tra i 40 e i 90 centesimi per ogni chiamata accettata. Ma alla lunga, anticipa Lazzari, l'obiettivo è un altro: "Un servizio di taxi sharing, che permetta di condividere la corsa e risparmiare". Viaggi "multipli", su cui i tassisti potranno applicare un prezzo leggermente più alto. Sperando che questo basti a convincerli.
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"A differenza di Uber non ci rivolgiamo al singolo consumatore, ma alle aziende", spiegano Federico Assenza, 39 anni, e Giacomo Grisanzio, 30, fondatori di Your Personal James. "Società che vogliono mettere a disposizione una vettura ai dipendenti, magari integrando il sistema di prenotazione sul proprio sito. Oppure tour operator che devono organizzare spostamenti su misura per i turisti". Nessuna app con cui chiamare l'autista in tempo reale, dunque, ma un sito dove prenotare la corsa, con un anticipo che va dalle 24 alle 48 ore. Ancora lungo, per ora gli chauffeur sono circa 300, e molti usano la piattaforma come extra. Mentre la campagna di vendita, in quattro città, è iniziata solo lo scorso settembre: Milano, Roma, Firenze e Varese (per servire l'aeroporto di Malpensa), a breve si aggiungeranno Napoli e Pisa. Intanto i ragazzi, alle spalle esperienze nel marketing e nella comunicazione, cercano i primi finanziatori: "Grazie al nostro sito non servirà più chiamare l'autista al cellulare. Né fare i salti mortali per stampare una fattura". Tra le offerte il trasferimento in aeroporto (dal centro di Milano a Malpensa la corsa costa 95 euro), la tariffa kilometrica, oppure pacchetti "lifestyle": spendendo 130 euro, si ha a disposizione per 4 ore una Mercedes classe E con guidatore, per un giro di shopping in centro a Roma o una serata in discoteca a Milano.
Tutto conforme alle norme sul Trasporto con conducente (Ncc): le auto non aspettano la chiamata per strada, ma partono dalle rimesse. E il prezzo è fissato in anticipo. Proprio i paletti che, secondo i tassisti, Uber non rispetta. A luglio il comune di Milano li ha ribaditi con un'apposita delibera: "Siamo stupiti da questa resistenza al cambiamento", dice Benedetta Arese Lucini, 30 anni, general manager della società in Italia. "Vero, quelle norme si applicano a tutti gli Ncc, ma una legge del 1992 non può certo tenere conto degli sviluppi tecnologici". Niente ricorsi, però, continua: "Ma siamo disposti ad appoggiare i nostri collaboratori che li faranno, stiamo valutando se fornire loro anche un supporto legale". Il timore è che gli autisti smettano di usare l'applicazione, per non rischiare di perdere la licenza. Forte della proprie risorse, legali e finanziarie, Uber tira dritto. "Continuando a violare le regole", gridano i tassisti e sussurrano i concorrenti. Critiche a cui la società, specie nelle ultime settimane, ha risposto rivendicando il proprio ruolo di innovatore. Quanto ai numeri, restano top secret: "Posso dire che in Italia la crescita è più veloce che in altri Paesi europei, segno che rispondiamo a un bisogno", dice Arese Lucini. Clienti business, disposti a pagare di più per avere un servizio di qualità. Ma anche giovani, in particolare si sera, quando la differenza di prezzo con i taxi si riduce. "Abbiamo centinaia di autisti e migliaia di clienti. A inizio 2014, dopo Roma e Milano, ci espanderemo in una terza città, Torino, Firenze o Napoli".
"Per noi era una lotta impari", ammette Tommaso Lazzari, 36 anni, amministratore delegato di EzDriver. Lui, che in Uber ha lavorato, a novembre del 2012 aveva lanciato in Italia, insieme tre colleghi, un servizio simile. Questa estate, vista la rigidità dei nuovi regolamenti, la decisione di cambiare modello. E "allearsi" con i tassisti anziché far loro concorrenza: "Stiamo sviluppando una piattaforma di prenotazione - racconta - che offra ad autisti e clienti un valore aggiunto rispetto al radiotaxi". EzTaxi, un taxi easy, facile. Per gli utenti la possibilità di valutare il guidatore e selezionare quelli con il rating più alto, di seguire l'auto in arrivo, di pagare con moneta elettronica. Per i tassisti quella di prevedere i flussi e intercettare nuovi clienti. "Il lancio è previsto entro un mese, abbiamo già chiuso accordi con una cooperativa di Milano e una di Roma, per un totale di 400 vetture". A EzDriver andrà un gettone compreso tra i 40 e i 90 centesimi per ogni chiamata accettata. Ma alla lunga, anticipa Lazzari, l'obiettivo è un altro: "Un servizio di taxi sharing, che permetta di condividere la corsa e risparmiare". Viaggi "multipli", su cui i tassisti potranno applicare un prezzo leggermente più alto. Sperando che questo basti a convincerli.
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