Roommates, il coinquilino perfetto. L'app per gli studenti fuorisede
di SERGIO PENNACCHINICreata da due studenti italiani, il software è stato pensato per aiutare chi studia fuori dalla propria città a trovare alloggio. Ma non solo. Divide le mansioni di casa tra i vari studenti, che ottengono un punteggio in base al loro comportamento e possono essere votati dagli altri inquilini. Arriverà ad aprile, prima su Android e poi iPhone
UN'APPLICAZIONE per aiutare gli studenti a trovare alloggi fuorisede, che ti dice se sei un bravo inquilino, permette di organizzare le faccende domestiche e dà persino un punteggio come in un videogame. Si chiama Roommates, uscirà ad aprile su sistemi Android (più avanti su iPhone), ed è stata realizzata da due universitari italiani. Fabio Davide e Luigi Bertino l'hanno progettata durante un corso specialistico all'università La Sapienza di Roma. "L'idea è nata dalle nostre esperienze di studenti fuori sede. Spesso è difficile trovare coinquilini con gusti simili ai tuoi, altre volte capitano convivenze forzate con persone che non ti piacciono. Ci possono essere mille problemi", racconta Fabio Davide a Repubblica. "Così abbiamo pensato che fosse una buona idea creare un'applicazione che mettesse in contatto tutti gli studenti, che li aiutasse a organizzare il lavoro domestico, creando dei profili pubblici consulta…
UN'APPLICAZIONE per aiutare gli studenti a trovare alloggi fuorisede, che ti dice se sei un bravo inquilino, permette di organizzare le faccende domestiche e dà persino un punteggio come in un videogame. Si chiama Roommates, uscirà ad aprile su sistemi Android (più avanti su iPhone), ed è stata realizzata da due universitari italiani. Fabio Davide e Luigi Bertino l'hanno progettata durante un corso specialistico all'università La Sapienza di Roma. "L'idea è nata dalle nostre esperienze di studenti fuori sede. Spesso è difficile trovare coinquilini con gusti simili ai tuoi, altre volte capitano convivenze forzate con persone che non ti piacciono. Ci possono essere mille problemi", racconta Fabio Davide a Repubblica. "Così abbiamo pensato che fosse una buona idea creare un'applicazione che mettesse in contatto tutti gli studenti, che li aiutasse a organizzare il lavoro domestico, creando dei profili pubblici consultabili da chiunque", spiega.
L'iniziativa, presentata come progetto didattico all'interno della cattedra di "Tecnologia della comunicazione applicate all'impresa", ha riscosso subito un certo successo: i professori hanno incoraggiato i due studenti ad andare avanti. Davide e Bertino, con l'aiuto di Luca Simonetti, che si occuperà di scrivere il codice dell'applicazione, fondano una compagnia e si mettono al lavoro. "Il problema è ottenere investimenti, è molto difficile trovare qualcuno disposto a finanziare un'idea viva solo sulla carta", racconta Davide. Per questo i tre aprono una campagna su Indiegogo, sito di crowdfunding simile a Kickstarter dove ognuno può presentare la sua idea e cercare investitori. La speranza è arrivare a 30.000 euro.
Roommates funziona in maniera piuttosto semplice. Ogni utente può creare il suo profilo, indicare le sue preferenze, ad esempio dire se è fumatore o se non ama gli animali in casa oppure che tipo di musica preferisce. All'interno dell'abitazione vengono poi stabilite delle mansioni, organizzate tramite un'agenda digitale. Compiti come lavare i piatti, pulire, fare la spesa, pagare le bollette, vengono così divisi tra i vari inquilini. Quando si completa un incarico, l'applicazione da un punteggio e, se siamo stati proprio bravi, persino un trofeo. Gli altri inquilini possono darci un voto, lasciare dei commenti su di noi, "consigliarci" esattamente come si fa con un ristorante su Tripadvisor.
Roommates crea insomma delle referenze digitali, un biglietto da visita da mostrare quando cercate casa o coinquilini. Più avanti arriverà anche la possibilità di pubblicare annunci per chi cerca una stanza o chi vuole affittarla. Il tutto è condito dalle dinamiche tipiche di social network come Facebook: c'è una bacheca in cui pubblicare messaggi e foto, si possono mandare messaggi privati, si possono organizzare eventi. "Ma non vogliamo certamente fare concorrenza a Facebook o Twitter, l'idea è anzi integrarli, usarli come trampolino di lancio per far conoscere la nostra app", conclude Davide. Insomma, va bene sognare in grande, ma senza esagerare.
L'iniziativa, presentata come progetto didattico all'interno della cattedra di "Tecnologia della comunicazione applicate all'impresa", ha riscosso subito un certo successo: i professori hanno incoraggiato i due studenti ad andare avanti. Davide e Bertino, con l'aiuto di Luca Simonetti, che si occuperà di scrivere il codice dell'applicazione, fondano una compagnia e si mettono al lavoro. "Il problema è ottenere investimenti, è molto difficile trovare qualcuno disposto a finanziare un'idea viva solo sulla carta", racconta Davide. Per questo i tre aprono una campagna su Indiegogo, sito di crowdfunding simile a Kickstarter dove ognuno può presentare la sua idea e cercare investitori. La speranza è arrivare a 30.000 euro.
Roommates funziona in maniera piuttosto semplice. Ogni utente può creare il suo profilo, indicare le sue preferenze, ad esempio dire se è fumatore o se non ama gli animali in casa oppure che tipo di musica preferisce. All'interno dell'abitazione vengono poi stabilite delle mansioni, organizzate tramite un'agenda digitale. Compiti come lavare i piatti, pulire, fare la spesa, pagare le bollette, vengono così divisi tra i vari inquilini. Quando si completa un incarico, l'applicazione da un punteggio e, se siamo stati proprio bravi, persino un trofeo. Gli altri inquilini possono darci un voto, lasciare dei commenti su di noi, "consigliarci" esattamente come si fa con un ristorante su Tripadvisor.
Roommates crea insomma delle referenze digitali, un biglietto da visita da mostrare quando cercate casa o coinquilini. Più avanti arriverà anche la possibilità di pubblicare annunci per chi cerca una stanza o chi vuole affittarla. Il tutto è condito dalle dinamiche tipiche di social network come Facebook: c'è una bacheca in cui pubblicare messaggi e foto, si possono mandare messaggi privati, si possono organizzare eventi. "Ma non vogliamo certamente fare concorrenza a Facebook o Twitter, l'idea è anzi integrarli, usarli come trampolino di lancio per far conoscere la nostra app", conclude Davide. Insomma, va bene sognare in grande, ma senza esagerare.